Rapinatori con la faccia di bronzo

Cara Redazione Letta avrebbe abolito il finanziamento pubblico ai partiti, Ieri è stata questa la notizia di apertura di tutti i TG. In realtà Letta ha raddoppiato fino al 2017 (e poi si vedrà) le fonti di questa rapina: 1° Resta in vigore a decrescere fino al 2017, il solito finanziamento. 2° Dal 2013, e qui la novità della seconda rapina, ogni contribuente potrà scegliere nella denuncia dei redditi, di destinare il 2 per mille ad un partito. L’ammontare di questa seconda rapina in crescendo annuo, non dovrà essere inferiore nel 2017 a 45,1 miliardi di euro l’anno.   […]
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Cara Redazione

Letta avrebbe abolito il finanziamento pubblico ai partiti, Ieri è stata questa la notizia di apertura di tutti i TG.

In realtà Letta ha raddoppiato fino al 2017 (e poi si vedrà) le fonti di questa rapina:

1° Resta in vigore a decrescere fino al 2017, il solito finanziamento.

2° Dal 2013, e qui la novità della seconda rapina, ogni contribuente potrà scegliere nella denuncia dei redditi, di destinare il 2 per mille ad un partito. L’ammontare di questa seconda rapina in crescendo annuo, non dovrà essere inferiore nel 2017 a 45,1 miliardi di euro l’anno.

 

Altro che abolire il finanziamento pubblico ai partiti.

Il governo Letta ha creato un doppio circuito creando i presupposti per aumentare la rapina.

Saluti Oxervator.

Il testo approvato oggi in Cdm ricalca quello licenziato dalla Camera lo scorso 16 ottobre. Resta confermata l’abolizione del finanziamento pubblico diretto ai partiti politici, che potranno finanziarsi solo grazie alla contribuzione volontaria dei privati. Ecco come funzionerà il nuovo sistema

Le detrazioni
Un privato che vorrà sostenere un partito politico godrà di una detrazione dall’imposta lorda pari al 37% per importi compresi tra 30 euro e 20mila euro annui. E di una detrazione più contenuta al 26% per importi tra i 20mila e i 70mila euro. Per quanto riguarda l’imposta sul reddito delle società, si potrà detrarre un importo pari al 26% dell’onere per le erogazioni liberali in denaro per importi compresi tra 50 e 100mila euro

Tetto di 300mila euro alle donazioni
Ciascuna persona fisica non può effettuare erogazioni liberali in denaro o comunque corrispondere contributi in beni o servizi in favore di un singolo partito politico per un valore complessivo superiore a 300mila euro né comunque oltre il limite del 5 per cento dell’importo dei proventi iscritti nel conto economico del partito. Un limite fissato in via transitoria al 15% nel nel 2014, al 10% nel 2015 e al 5% nel 2016. Il tetto annuo per le persone giuridiche è di 200mila euro.

Il 2×1000
A decorrere dall’anno finanziario 2014, con riferimento alle dichiarazioni dei redditi relative al 2013, ciascun contribuente può destinare il due per mille della propria imposta sul reddito delle persone fisiche a favore di un partito politico che si sia dotato di statuto. Ai partiti andrà il 2 x mille della propria imposta sul reddito solo in caso di opzione esplicita, altrimenti il contributo rimarrà allo Stato. A copertura del 2 per mille è autorizzata una spesa massima di 7,75 milioni nel 2014; 9,6 milioni nel 2015; 27,7 milioni nel 2016; 45,1 milioni a decorrere (a regime) dal 2017, da iscrivere in un apposito fondo.

Il finanziamento pubblico resta fino al 2016
Il sistema di regolamentazione della contribuzione volontaria ai partiti politici prenderà avvio nel 2014, ma andrà a regime dopo tre anni. Fino ad allora, i partiti subiranno un taglio progressivo dei contributi pubblici: del 25 per cento il primo anno successivo all’entrata in vigore del decreto, del 50% il secondo e del 70% il terzo. Il finanziamento pubblico dovrebbe cessare con il quarto esercizio finanziario successivo a quello dell’entrata in vigore del decreto, ossia dal 2017.

Spese detraibili al 75% per scuole e corsi di formazione politica
Le spese per l’iscrizione a scuole o corsi di formazione politica saranno detraibili al 75% fino a un massimo di 750 euro l’anno. I partiti potranno raccogliere fondi anche con gli sms o con altre applicazioni da telefoni.

Più risorse per la cassa integrazione
Con il via libera di Montecitorio crescono i fondi per la cassa integrazione dei dipendenti dei partiti politici: ai 15 milioni già previsti per il 2014, ne sono stati aggiunti 8,5 per il 2015 e 11,25 per il 2016. Prevista anche una penalizzazione sui contributi per i partiti che non promuovono le quote rosa nelle loro liste.

I partiti ammessi alla contribuzione
I partiti politici iscritti nell’apposito elenco depositato alla Commissione possono essere ammessi al finanziamento privato se hanno almeno un eletto sotto il proprio simbolo alle elezioni per il Senato, la Camera, il Parlamento europeo. Potranno infatti beneficiare dei finanziamenti pubblici anche le forze politiche che abbiano un gruppo parlamentare autonomo. Basteranno cioè almeno 20 deputati alla Camera e 10 senatori al Senato (ma anche meno con le deroghe previste da regolamento) per avere contributi anche se il nuovo gruppo non fa riferimento a un partito che si è presentato alle ultime elezioni. Una norma di cui potrà beneficiare ad esempio il Ncd di Alfano

 

 

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