Operai Polenghi sul piede di guerra

Caro Direttore Lunedì i 38 operai della Polenghi di San Grato (Lo), hanno scioperato per la seconda volta di fila, per 8 ore, dichiarando di essere ancora disposti ad andare avanti ad incrociare le braccia. “ Non abbiamo nulla da perdere, per qualcuno è ripresa la cassa a zero ore – l’unico reparto che funziona è quello del mascarpone”. Con gli operai sul piede di guerra arrivano pompieri e politici, promettendo interrogazioni parlamentari e incontri con l’azienda. “ Giovedì (oggi) – spiega per la Uil Domenico Ossino – ci sarà l’assemblea con i lavoratori, la vicenda Polenghi però ora […]
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Caro Direttore

Lunedì i 38 operai della Polenghi di San Grato (Lo), hanno scioperato per la seconda volta di fila, per 8 ore, dichiarando di essere ancora disposti ad andare avanti ad incrociare le braccia. “ Non abbiamo nulla da perdere, per qualcuno è ripresa la cassa a zero ore – l’unico reparto che funziona è quello del mascarpone”.

Con gli operai sul piede di guerra arrivano pompieri e politici, promettendo interrogazioni parlamentari e incontri con l’azienda. “ Giovedì (oggi) – spiega per la Uil Domenico Ossino – ci sarà l’assemblea con i lavoratori, la vicenda Polenghi però ora è seguita dai nostri nazionali».

Più lugubre l’orazione di Paolo Zanetti della Cgil: “ci vuole la volontà di salvare la Polenghi e il nostro lavoro di sindacato non è sufficiente”.

Che bel incoraggiamento!

Meno male che questi operai sono decisi e ribadiscono: “Siamo disposti a scioperare ancora e non aspettare il giorno di Natale, data in cui il padrone potrebbe mandare le 38 lettere di licenziamento”.

In tal caso, saremo con loro a resistere in fabbrica.

Saluti da Lodi.

 

Di seguito l’articolo del Cittadino di Lodi

 

I sindacati chiedono al sindaco di prendere posizione sulla vicenda Polenghi. Ieri mattina, il segretario della Cgil Domenico Campagnoli, quello della Cisl Mario Uccellini e della Uil Santo Bolognesi hanno incontrato il sindaco Simone Uggetti. Questa mattina l’ex sindaco di Lodi e parlamentare Lorenzo Guerini presenterà un’interrogazione alla Camera sollecitando un incontro con il Ministero. Alla scadenza del 25 dicembre, infatti, il patron della Newlat Angelo Mastrolia potrebbe  mandare a 38 operai dello stabilimento di San Grato la lettera di licenziamento. Lunedì gli operai hanno scioperato per la seconda volta di fila, per 8 ore, e hanno dichiarato di essere ancora disposti ad andare avanti ad incrociare le braccia. «Non abbiamo nulla da perdere», commentano. «Stiamo predisponendo l’interrogazione – precisa Guerini -, domani mattina (oggi, ndr), la presenteremo, poi ragioneremo con i sindacati. Chiederemo un incontro all’azienda, ma i contatti informali sono già partiti. La partita è difficile, ma dobbiamo fare ogni sforzo perché la situazione non precipiti».

Guerini e l’ex presidente della Provincia Osvaldo Felissari avevano seguito da vicino il passaggio della cessione di un capannone della Polenghi da Parlamat a Newlat, vista fin da allora con sospetto dai sindacati. «Giovedì – spiega per la Uil Domenico Ossino – ci sarà l’assemblea con i lavoratori. La vicenda Polenghi però ora è seguita dai nostri nazionali». «Se è vero che la Regione mette sul piatto i fondi per agevolare il rilancio della Polenghi – commenta Campagnoli – vogliamo che venga percorsa questa strada della cessione dell’azienda. Chiediamo al Comune e alla Camera di commercio di attivarsi per trovare un acquirente, qualcuno che nel Lodigiano sia disposto a farsi avanti». «Il clima in fabbrica è teso e il morale a terra – commentano gli operai -per qualcuno è ripresa la cassa a zero ore. L’unico reparto che funziona è quello del mascarpone. Siamo disposti a scioperare ancora». «Nel passaggio da Federconsorzi a Cragnotti – commenta per la Cgil Paolo Zanetti – ci sono state anche responsabilità politiche, non c’è stata la volontà di salire sul treno in corsa, ora vogliamo guardare avanti. Le condizioni sono diverse da quelle degli anni ’90. Ci vuole la volontà di salvare la Polenghi e il nostro lavoro di sindacato non è sufficiente».

Cristina Vercellone

 

 

 

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