CINA RIFORME

RASSEGNA STAMPA Asia Times      131113 The Economist         131116 + vari giornali L’enigma di mercato della Cina –        Il comunicato emesso al termine del 3° Plenum del 18° CC del Partito Comunista Cinese PCC parla di riforme ma è poco chiaro e sintetico. Anche il predecessore dell’attuale presidente cinese, Hu Jintao, ha parlato di riforme, ma ne ha attuate poche a causa dell’opposizione della enorme massa di interessi, compresi quelli dei gruppi statali, e dei governi locali, che beneficiano del sistema attuale. –        Il ruolo centrale dello Stato non sarà modificato nelle riforme in arrivo, il 40% degli imprenditori fa […]
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RASSEGNA STAMPA

Asia Times      131113

The Economist         131116

+ vari giornali

L’enigma di mercato della Cina

–        Il comunicato emesso al termine del 3° Plenum del 18° CC del Partito Comunista Cinese PCC parla di riforme ma è poco chiaro e sintetico. Anche il predecessore dell’attuale presidente cinese, Hu Jintao, ha parlato di riforme, ma ne ha attuate poche a causa dell’opposizione della enorme massa di interessi, compresi quelli dei gruppi statali, e dei governi locali, che beneficiano del sistema attuale.

–        Il ruolo centrale dello Stato non sarà modificato nelle riforme in arrivo, il 40% degli imprenditori fa parte del PCC, e hanno tratto lauti profitti dalla privatizzazione delle abitazioni, e ne trarranno dalle prossime riforme.

–        Non sono interessati ad un cambio di regime, ma ad un sistema più efficiente e maggiore equità sociale (= -proteste).

 

 

 

–        Il comunicato parla del ruolo decisivo del mercato nella distribuzione delle risorse; questo potrebbe anche significare che Xi Jinping intende affrontare la questione dei gruppi statali, in alcuni settori strategici; è però da attendersi una forte opposizione dagli interessi consolidati, e tra le élite politiche regionali in lotta contro il centro.

 

 

–        Saranno consentiti investimenti privati nel bancario, energia, infrastrutture e telecomunicazioni.

 

 

        Si parla della costituzione di un piccolo gruppo dirigente che sovraintenda alle riforme, e che dovrebbe rispondere direttamente al Politburo. Non si sa ancora quali dei membri influenti del partito ne farebbe parte. Il gruppo dovrebbe funzionare come una specie di commando economico, che affronti gli ostacoli alle riforme all’interno della burocrazia e del partito.

–        Si parla anche di una Commissione per la sicurezza nazionale (guojia anquan weiyuanhui), su modello del Consiglio per la sicurezza Usa per la politica estera, e dovrebbe comprendere forze armate e polizia, da tenere sotto controllo,

e che quindi dovrebbe occuparsi anche della repressione degli oppositori interni.

China Daily  ipotizza che sia una risposta ai recenti attacchi “terroristici” a Tienammen e nella città di Tayuan.

Le nuove commissioni assegnano al presidente Xi maggior potere di qualsiasi altro leader dopo Deng.

 

–        Un piano centrale del programma del PCC è l’estensione entro il 2050 della piccola e media borghesia, dall’attuale 12% al 50% della popolazione, utile allo sviluppo del consumo interno e al controllo sociale.

–        Il settore pubblico rappresenta attualmente il 25% del PIL cinese; la maggior parte delle società cinesi sono già miste pubblico-privato, ma il 25% di tutte le imprese private hanno società madri di proprietà statale.

–        Gli imprenditori privati sono solo l’1,3% degli attivi, 2/3 di essi lavorava prima nel sistema stato-partito; il 20% aveva un posto dirigente nel partito a livello centrale o locale.

I dati forniti dall’organo di stampa di Stato Xinhua sulle modificazioni del reddito dei cinesi rivelano le forti ineguaglianze e contraddizioni della società capitalistica cinese

 

–         (13.11.13) Il reddito dei cinesi urbani è aumentato di 70 volte in 35 anni.

–        Il reddito medio disponibile nelle città cinesi nel 2012 era di circa 25mila yuan, $4 000, un aumento lordo del 13,4%/anno, 7,4% al netto dell’inflazione.

–        Prima nella graduatoria la città di Shanghai (40mila yuan, il 60% superiore alla media nazionale;

–        al secondo posto Pechino 36mila yuan;

–        al terzo la provincia orientale del Zhejiang.

–        Su 31 regioni monitorate, 8 città e province, per la maggior parte lungo la costa orientale, sono sopra la media nazionale.

–        Nelle aree rurali il reddito medio disponibile è inferiore agli 8mila yuan, 1/3 di quello delle aree urbane.

–        La crescita del reddito nelle campagna è poco meno del 13% anno.

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(25.10.’13)

Occupazione

–        Il tasso ufficiale di disoccupazione urbano è al 4,04%, a fine settembre, sceso dal 4,1% di giugno.

–        Nei primi nove mesi 2013 sono stati creati 10,66 milioni di nuovi posti di lavoro nelle aree urbane; l’obiettivo del governo era di 9 milioni a fine anno.

–        Il PIL +7,8% nel periodo giugno-sett. rispetto stesso periodo 2012.

–         Per i prossimi 5 anni, il governo cinese programma la creazione di 45 milioni di nuovi posti di lavoro nelle città, e di 40 milioni nelle aree rurali.

–        Nel Quinto Piano quinquennale (2006-2011) sono stati creati 57,71 milioni di nuovi posti di lavoro nelle città e 45 milioni nelle campagne.

–        ———————-

(15.11.’13)

–        La Cina allenta la politica decennale del figlio unico: sarà permesso di avere un secondo figlio, se uno dei due genitori è figlio unico (prima dovevano essere entrambi figli unici);

–        Verrà abolito il sistema della rieducazione attraverso il lavoro (Leggi lavoro forzato).

–        Saranno gradualmente ridotti i casi di reati punibili con la pena di morte.

–        Sarà vietato strappare confessioni con la tortura e l’abuso fisico(!!).

–        I tribunali dovranno essere più rigidi nell’escludere le prove ottenute in modo illegale; saranno regolamentati i procedimenti di sequestro, commercio, etc. di proprietà immobiliari legate a inchieste giudiziarie.

–        Il 30% dei profitti dei capitali di Stato dovranno essere restituiti al governo entro il 2020. Attualmente la % va da 0 a 15%.

–        Sarà aperto il settore bancario, consentendo al capitale privato di costituire banche piccolo-medie.

(13/20.08.’13)

–        Le amministrazioni di tutta la Cina stanno sollecitando investimenti e esperti privati per settori che vanno dal trasporto alla depurazione, i privati avranno una quota più ampia di affari prima gestiti dalle varie amministrazioni o controllati da gruppi statali.

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