Foggia, 50 mila braccianti lavorano nelle campagne senza alcun contratto

Redazione di Operai Contro, il capolarato in capitanata non è mai finito. Il lavoro in nero è l’eterna realtà. Lo sfruttamento dei migranti è peggiore della schiavitù. Ti invio un articolo Un bracciante di FILIPPO SANTIGLIANO FOGGIA – Si svolgerà oggi a Foggia presso la sala convegni della Cassa edile la prima conferenza sul lavoro migrante. La scelta della Flai-Cgil Puglia è caduta su Foggia perché il sindacato vuole consegnare al dibattito politico e all’opinione pubblica, la reale condizione di lavoro nelle campagne analizzando i fenomeni di degrado e di inciviltà di cui l’attuale sviluppo agro-alimentare si alimenta. Obiettivo: […]
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Redazione di Operai Contro,

il capolarato in capitanata non è mai finito.

Il lavoro in nero è l’eterna realtà.

Lo sfruttamento dei migranti è peggiore della schiavitù.

Ti invio un articolo

Un bracciante

di FILIPPO SANTIGLIANO

FOGGIA – Si svolgerà oggi a Foggia presso la sala convegni della Cassa edile la prima conferenza sul lavoro migrante. La scelta della Flai-Cgil Puglia è caduta su Foggia perché il sindacato vuole consegnare al dibattito politico e all’opinione pubblica, la reale condizione di lavoro nelle campagne analizzando i fenomeni di degrado e di inciviltà di cui l’attuale sviluppo agro-alimentare si alimenta. Obiettivo: consolidare una legislazione di sostegno sul lavoro, ampliando e valorizzando quanto fatto dalla Regione Puglia.

La forte crescita del lavoro migrante in Puglia avviene attorno alla metà degli anni ’80 a causa sia delle profonde innovazioni sul versante del collocamento pubblico, sia della crescita consistente delle produzioni agricole a carattere intensivo che va di pari passo con la crescita del sistema pugliese delle trasformazioni agro-alimentari. I flussi migratori interessano le province di Brindisi e Taranto. Da lì si spostano verso il sud barese ed in particolare verso la provincia di Bari, caratterizzata dalla forte presenza di uva da tavola. Sul finire degli anni ’70 è proprio questo il territorio caratterizzato dalla forte presenza del caporalato. Si stima che i lavoratori interessati dal fenomeno siano oltre 20.000, soprattutto donne. Altre realtà interessate dai flussi migratori sono: quella del Nord-Barese oggi Bat, dove sono particolarmente diffuse le grandi campagne legate all’uva da tavola,ciliegie e olivo e quella del Leccese particolarmente interessata alla raccolta delle angurie e del pomodoro.

Nel territorio pugliese la Capitanata rappresenta una realtà a parte, perchè caratterizzata da enormi produzioni di pomodoro, cipolle e carciofi che richiedono una forte presenza di manodopera non specializzata. Oltre 50.000 le lavoratrici e i lavoratori agricoli interessati da questi flussi di manodopera gestiti prevalentemente da caporali e dalla intermediazione di manodopera. Ai circa 175.000 lavoratori iscritti negli elenchi anagrafici nel 2012, se ne aggiungono altri 40.000 a nero, prevalentemente neo-comunitari e africani, nei periodi di punta ed in particolare per la campagna di raccolta delle angurie e pomodori.

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