Germania, politica estera

RASSEGNA STAMPA Gfp     131107/131025 Pronti per una governance globale/Riconsiderazione della politica internazionale della Germania La futura coalizione di governo tedesca Union-SPD ha concordato un documento per la strategia di politica estera della Germania: –       in esso si dichiara che la Germania è pronta a dare il proprio contributo per la risoluzione di crisi e conflitti internazionali; essa intende partecipare attivamente a modellare l’ordine globale e a missioni internazionali. –       Si parla di una “rideterminazione” della politica internazionale tedesca. –       Union (CDU/CSU) e SPD discordano solo riguardo ad un eventuale ingresso della Turchia nella UE, che l’Union esclude. Non c’è […]
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RASSEGNA STAMPA

Gfp     131107/131025

Pronti per una governance globale/Riconsiderazione della politica internazionale della Germania

La futura coalizione di governo tedesca Union-SPD ha concordato un documento per la strategia di politica estera della Germania:

–       in esso si dichiara che la Germania è pronta a dare il proprio contributo per la risoluzione di crisi e conflitti internazionali; essa intende partecipare attivamente a modellare l’ordine globale e a missioni internazionali.

–       Si parla di una “rideterminazione” della politica internazionale tedesca.

–       Union (CDU/CSU) e SPD discordano solo riguardo ad un eventuale ingresso della Turchia nella UE, che l’Union esclude.

Non c’è ancora un accordo formale sulla futura politica militare, ma si prevede un compromesso formale sulla produzione e sull’utilizzo di droni militari.

Questi i think tank tedeschi che stanno elaborando i punti saldi della nuova assertività della Germania:

–       1. Fondazione Konrad-Adenauer, vicina alla CDU: più stretta cooperazione nel quadro Nato; ampliare la cooperazione alle organizzazioni tra gli Stati del S-E Asia e dell’America Latina, componente militare compresa.

–       Il suo “Gruppo di lavoro giovanile per la politica estera”: “data la sua attuale condizione economica la Germania potrebbe (…) non solo consolidare, ma espandere la sua influenza internazionale (…)”. Concretamente: la Germania deve espandere fortemente la propria posizione nel mondo arabo, può e deve, perché gli Usa si stanno concentrando nella lotta contro la Cina “secolo del Pacifico”, e quindi non c’è più nessun attore predominante nella politica di sicurezza in Europa, Africa e Medio Oriente. Berlino dovrebbe fare tutto il possibile per arrestare l’erosione della capacità militare dell’Europa. Molto importante è il rafforzamento della capacità di combattimento della Bundeswehr.

–       Dato però che le capacità della Germania non bastano da sole a imporre i suoi interessi e ad esercitare un’influenza internazionale, il Gruppo di lavoro giovanile chiede una politica di alleanze a vari livelli:

–       Fatta salva la rivendicazione di Berlino a una potenza mondiale, la Nato deve mantenere una funzione preminente; di grande importanza è a questo scopo il progetto dell’Accordo Transatlantico di Libero Scambio,

se siglato sarebbe un segnale politico lanciato alle potenze emergenti, che sottolinea la capacità dell’Occidente di far valere i propri interessi e concezioni di mercato.

–       Si dovrebbero concludere accordi di partenariato con altre organizzazioni regionali, ad es. per il S-E Asia con ASEAN, e per l’America Latina con la Comunidad de Estados Latinoamericanos y Caribeños (CELAC).

–       Berlino dovrebbe perseguire una duplice strategia, siglando accordi bilaterali con potenze regionali, come India, Indonesia, Sudafrica, Brasile e Messico; questa strategia consentirebbe a Berlino di disporre di alleati assertivi locali in tutto il mondo, all’occasione anche in modo indipendente dalla UE.

Su pressione tedesca anche il Parlamento europeo, a fine ottobre, ha chiesto una politica estera più assertiva.

–       È da prevedere un acceso dibattito, dato che ci sono forti divergenze su diverse questioni tra i maggiori paesi della UE; ma Berlino ha bisogno della UE non solo ma anche militarmente per rafforzare la sua politica estera nazionale di grande potenza.

–       2. Fondazione Scienza e Politica (SWP), in un suo documento di strategia – pubblicato assieme al German Marshall Fund of the United States: la Germania “deve porsi alla testa più spesso e in modo più deciso”, documento apprezzato sul periodico Internationale Politik della

–       3. Società Tedesca per la Politica Estera (DGAP), il secondo maggiore think tank tedesco.

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