UNA FONDAZIONE PUBBLICA DI PAVIA E L’OMERTA’

Redazione di OperaiContro, la nuova legge 33/2013 denominata “accesso civico” regolamenta la LIBERA fruizione da parte di CHIUNQUE, SENZA MOTIVAZIONE, di accedere a documenti pubblicamente visionabili della Pubblica Amministrazione. Tra questi, vi sono anche i documenti inerenti agli esiti delle gare d’appalto pubbliche a seduta aperta e le relative certificazioni presentate dagli offerenti. Nella “locomotiva d’Italia” Lombardia qualcuno si è presentato presso una Fondazione I.R.C.C.S. di diritto pubblico per fornire i propri servizi e NESSUNO si è accorto che questa persona era già sotto indagine (poi processo, ora caduto in prescrizione) per TRUFFA ed EVASIONE FISCALE, attenzionato anche dalla […]
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Redazione di OperaiContro,

la nuova legge 33/2013 denominata “accesso civico” regolamenta la LIBERA
fruizione da parte di CHIUNQUE, SENZA MOTIVAZIONE, di accedere a
documenti pubblicamente visionabili della Pubblica Amministrazione.

Tra questi, vi sono anche i documenti inerenti agli esiti delle gare
d’appalto pubbliche a seduta aperta e le relative certificazioni
presentate dagli offerenti.

Nella “locomotiva d’Italia” Lombardia qualcuno si è presentato presso
una Fondazione I.R.C.C.S. di diritto pubblico per fornire i propri
servizi e NESSUNO si è accorto che questa persona era già sotto indagine
(poi processo, ora caduto in prescrizione) per TRUFFA ed EVASIONE
FISCALE, attenzionato anche dalla Commissione Parlamentare Antimafia già
dal 2006.

Quella stessa Fondazione ha anticipato pubblico denaro per pagare
fatture a saldo, quando invece i lavori sono tuttora in corso e non è
detto che saranno sicuramente fatti secondo accordi di capitolato.

Quella stessa Fondazione assicura di “non essere a conoscenza di
situazioni particolari dell’imprenditore” ed ha fatto orecchie da
mercante quando gli è stato ufficialmente comunicato in un incontro.

Quella stessa Fondazione ha lasciato scadere i 30 giorni di tempo per
rispondere alla richiesta di fornire documentazione completa su gara
d’appalto e imprenditore senza nulla proferire. Omertosamente.

Sarà che non è ancora lecito rispondere ai fottuti Operai proletari.
Sarà che si sta ancora festeggiando con catering sfarzosi
l’inaugurazione della nuova struttura della Fondazione (di cui ancora
non si conosce l’esatta spesa SEMPRE DI SOLDI PUBBLICI).

I borghesi rispondono ancora e solamente ai borghesi. Allora gli Operai
proletari passeranno per le vie della giustizia borghese. Di modo che
tutti chiariscano la propria posizione.

A presto per aggiornamenti. Saluti Operai da Pavia

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1 Comment

  1. Sempar

    Articolo pubblicato sul settimanale indipendente di Pavia e provincia, “Il Lunedì”

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    Negli ultimi mesi Pavia ha raccontato le difficoltà dei 220 operai di Meridional Service, la quale possiede l’appalto per i servizi di pulizia presso il Policlinico San Matteo. La stampa locale non ha necessariamente approfondito chi sia il titolare dell’impresa, Giacomo Giordano di Messina che controlla Meridional attraverso la holding “Gruppo Giordano” di Messina.
    Giordano è entrato al S.Matteo nel 2005 con la denominazione di MTS Soc.Coop e si è riaggiudicato l’appalto nel giugno 2009 cambiando in Meridional SRL, da aprile 2012 Meridional Service SRL con un nuovo amministratore unico, Andrea Valentini già presidente della ditta di progettazione immobili PRO.CO.GE, sempre del Gruppo Giordano.
    Il Policlinico afferma da sempre “di non essere a conoscenza di situazioni di difficoltà da parte dell’impresa” per bocca del suo Presidente, Alessandro Moneta nei numerosi incontri avuti con il Sindacato di Base Pavia che segue le problematiche degli operai nel cantiere di Pavia.
    All’Amministrazione deve essere sfuggito il fatto che i due fratelli Giordano, Giacomo e Nino, da ottobre 2010 siano sotto processo con le accuse di associazione a delinquere ed evasione fiscale a causa di false fatturazioni:qui i due avrebbero prima tentato di patteggiare col Fisco, in seguito hanno inteso proseguire propugnando la propria innocenza. Il processo è in fase di appello.
    Il 2012 è l’anno più difficile per i Giordano, con il travagliato fallimento della compagnia aerea Wikifly ed i fari puntati dalla Direzione Investigativa Antimafia di Roma sull’impresa a causa della mancanza della certificazione antimafia dalla Procura di Messina mai fornita per l’appalto per le pulizie presso l’aeroporto di Fiumicino. Il caso verrà portato anche in Parlamento con un’interrogazione del deputato del PD Alessandro Naccarato; nuovamente nell’incontro di luglio dello stesso anno, il San Matteo riferisce di non ravvisare problemi di sorta.
    Mentre il caso dei 60 dipendenti Wikifly arriva sino all’allora Ministro del Lavoro Elsa Fornero, i Giordano si fanno promotori, insieme ad una lunga cordata di imprenditori e privati cittadini, della creazione della Banca di Credito Peloritano, istituto di credito con capitale di 9,5 milioni di euro; operazione che solo lo scorso anno viene avallata da Bankitalia.
    A dicembre 2012 la Direzione Distrettuale Antimafia di Messina termina le indagini in collaborazione con la Guardia di Finanza e chiede il rinvio a giudizio per i due Giordano per una truffa dell’ammontare di oltre mezzo milione di euro ai danni di Regione Sicilia: soldi destinati ad imbarcazioni per uso turistico e spesi per acquistare uno yacht utilizzato a scopi privati; vi è coinvolto anche il Presidente di Confindustria Messina Ivo Blandina. A giugno 2013 la conferma delle accuse, con il processo che si svolgerà il prossimo 12 marzo 2014.
    Altrettanto inquietante il fatto che già nel 2006 la Commissione Parlamentare Antimafia del Governo nominava Giordano quale “personaggio in contatto con diversi associati o collegati ai clan Galli e Spartà” (famiglie legate alla criminalità organizzata di Messina,ndr).
    Alla richiesta del Sindacato di Base Pavia di visionare la certificazione antimafia di Meridional Service, il Policlinico non ha a tutt’oggi fornito risposta.
    Una risposta che sarebbe utile nonché moralmente dovuta per diradare la fumosa e controversa immagine dei Giordano, beneficiari attraverso i loro servizi presso il Policlinico di complessivi 12 milioni e 860 mila euro (per 48 mesi, in scadenza con proroga il prossimo 3 febbraio) di soldi pubblici. Visti i precedenti nella sanità lombarda e particolarmente nel caso di Pavia, sarà bene chiarire in ogni sede la situazione di ciascuno dei soggetti coinvolti.