L’Ilva continua a inquinare» E il gip respinge il ricorso per la restituzione dei soldi

TARANTO – L’Ilva continua ad inquinare e le opere di risanamento non vanno al di là di interventi di maquillage. Lo scrive il gip di Taranto Patrizia Todisco respingendo la richiesta di dissequestro della somma di 233.193,79 euro presentata dai legali del commissario Enrico Bondi per conto di Ilva. Nel provvedimento il gip scrive che «non risulta ancora intervenuta l’approvazione del piano industriale» e che sussistono «accertate violazioni delle prescrizioni in materia di tutela ambientale e sanitaria». La somma di cui si chiedeva la restituzione rientra nel sequestro preventivo per equivalente fino alla concorrenza della somma di 8,1 miliardi […]
Condividi:

TARANTO – L’Ilva continua ad inquinare e le opere di risanamento non vanno al di là di interventi di maquillage. Lo scrive il gip di Taranto Patrizia Todisco respingendo la richiesta di dissequestro della somma di 233.193,79 euro presentata dai legali del commissario Enrico Bondi per conto di Ilva. Nel provvedimento il gip scrive che «non risulta ancora intervenuta l’approvazione del piano industriale» e che sussistono «accertate violazioni delle prescrizioni in materia di tutela ambientale e sanitaria».

La somma di cui si chiedeva la restituzione rientra nel sequestro preventivo per equivalente fino alla concorrenza della somma di 8,1 miliardi di euro riguardante le aziende del gruppo Riva.

«Le accertate, persistenti violazioni delle prescrizioni poste a tutela dell’ambiente e della salute, giuridicamente rilevanti – sostiene il gip – non sembrano segnare una profonda discontinuità dalle linee di condotta strategicamente seguite precedentemente dalla proprietà e dai dirigenti dell’Ilva, orientate all’ottenimento della concessione di proroghe e dilazioni per la realizzazione degli interventi più costosi ma anche più necessari e urgenti, e alla prospettazione e realizzazione di piccoli interventi di maquillage, inidonei e insufficienti rispetto all’obiettivo imposto dalle prescrizioni a tutela dell’ambiente».

Todisco cita la «realizzazione della barriera frangivento in area parchi, il cui costo è decisamente irrisorio rispetto a quello della copertura dell’area prescritta in sede di riesame dell’Aia e da sempre fortemente osteggiata dalla proprietà e dai dirigenti Ilva come le intercettazioni hanno confermato».

Il gip di Taranto Patrizia Todisco ha deciso che la somma di 233.193,79 euro sequestrata nel maggio scorso ad Ilva spa non sarà sbloccata fino a quando non sarà approvato il piano industriale previsto dal decreto numero 61 del 4 giugno scorso, poi convertito nella legge 89 del 3 agosto scorso.

Fonti aziendali fanno presente che si tratta degli unici fondi sequestrati ad Ilva spa dal ‘conto corrispondenzà, dove confluiva il denaro di tutte le società controllate. Bondi, aggiunge l’azienda, si è avvalso della facoltà che gli consente la norma sui siti di interesse strategico nazionale e che prevede lo svincolo dei fondi in favore del commissario.

Condividi:

Facebook Comments

Comments Closed

Comments are closed. You will not be able to post a comment in this post.