I FANTASMI DELLA OM DI BARI

Redazione di Operai Contro, gli operai che lottano pacificamente contro i licenziamenti vengono trasformati in fantasmi. E’ accaduto agli operai della Om di Bari, accadrà agli operai della Jabil e accaduto a centinaia di   fabbriche e a migliaia di operai T’invio un articolo della Gazzetta del Mezzogiorno di CRISTIANA CIMMINO BARI – «L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro», recita il primo articolo della Costituzione italiana. Forse sarebbe meglio abolirlo, perché oggi quella frase appare come una presa in giro, una crudele boutade. Vallo a dire agli operai della Om carrelli cui la multinazionale tedesca Kion, proproprietaria […]
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Redazione di Operai Contro,

gli operai che lottano pacificamente contro i licenziamenti vengono trasformati in fantasmi.

E’ accaduto agli operai della Om di Bari, accadrà agli operai della Jabil e accaduto a centinaia di   fabbriche e a migliaia di operai

T’invio un articolo della Gazzetta del Mezzogiorno

di CRISTIANA CIMMINO

BARI – «L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro», recita il primo articolo della Costituzione italiana. Forse sarebbe meglio abolirlo, perché oggi quella frase appare come una presa in giro, una crudele boutade. Vallo a dire agli operai della Om carrelli cui la multinazionale tedesca Kion, proproprietaria dello stabilimento barese, sta facendo vedere i sorci verdi. Sono ormai due anni che questi lavoratori, che producono carrelli elevatori, lottano per la reindustrializzazione del sito, per mantenere un posto di lavoro che appare ogni giorno più traballante.

L’assordante silenzio, che è calato dopo l’estate,sulla vertenza Om-Kion continua al’alba dell’autunno. Prima della pausa estiva, il ministero dello Sviluppo economico, nella persona del sottosegretario Claudio De Vincenti, che si è occupato dall’inizio della vicenda Om, aveva parlato di nuove «manifestazioni d’interesse» da parte di imprenditori interessati alla Om. Questo avviene dopo quella che appare una vera e propria burletta, che solo il far west attuale nel mondo del lavoro poteva permettere.

Per due anni la Om è stata oggetto di diverse trattative, culminate nella partita in cui l’azienda inglese Frazer Nash, che voleva reindustrializzare lo stabilimento Om di Modugno per produrre motori per i taxi ibridi londinesi, ha firmato un accordo dopo mesi di trattative ma poi lo ha reso carta straccia, ritirando dall’offerta all’ultimo minuto, senza nemmeno offrire una spiegazione. «Certo è abbastanza strano ma emblematico che un ministero cui è stata sbattuta la porta in faccia, senza tanti complimenti, non abbia avuto uno straccio di reazione, un sussulto di orgoglio», dichiara Franco Busto, segretario territoriale della Uil, uno dei sindacalisti più impegnati in questa vertenza, sempre pronto a chetare gli animi, a cercare il compromesso, anche quando tra i lavoratori Om la tensione è salita alle stelle, esattamente com’è ancora oggi.

«Finora – ci conferma – non abbiamo avuto nessun segnale né dalle istituzioni locali, nè dal ministero. La presidentessa della Camera Laura Boldrini ci ha promesso che avrebbe interceduto presso il presidente Enrico Letta, ma per ora non è accaduto nulla. Solo silenzio, come se i lavoratori Om non esistessero, come se fossero dei fantasmi». I sindacati e i lavoratori Om chiedono al più presto un incontro al ministero.

OPERAI BASTA CON LA RICHIESTA DEI TAVOLI

OPERAI OCCUPIAMO LE FABBRICHE E PORTIAMO LA NOSTRA LOTTA IN TUTTA LA CITTA’

OPERAI FACCIAMO VEDERE I SORCI VERDI AI PADRONI E AI

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