SIRIA

RASSEGNA STAMPA Daily Telegraph      130916 Siria: quasi la metà dei guerriglieri ribelli sono jihadisti o islamisti radicali, secondo il rapporto di IHS Jane’s –       Secondo un’analisi dell’agenzia di consulenza IHS Jane’s (che sarà pubblicata a fine settimana), le forze di opposizione al regime siriano sono circa 100 000, frammentate però in 1 000 bande; –       circa 10 000 jihadisti, compresi guerriglieri stranieri, legati a al-Qaeda; –       altri 30-35 000 sono islamisti radicali, che condividono le posizioni jihadiste, ma sono focalizzati sulla guerra siriana; –       altri 30 000 sono moderati, e appartengono a gruppi di tipo islamista; –       solo una piccola minoranza di ribelli sono […]
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RASSEGNA STAMPA

Daily Telegraph      130916

Siria: quasi la metà dei guerriglieri ribelli sono jihadisti o islamisti radicali, secondo il rapporto di IHS Jane’s

–       Secondo un’analisi dell’agenzia di consulenza IHS Jane’s (che sarà pubblicata a fine settimana), le forze di opposizione al regime siriano sono circa 100 000, frammentate però in 1 000 bande;

–       circa 10 000 jihadisti, compresi guerriglieri stranieri, legati a al-Qaeda;

–       altri 30-35 000 sono islamisti radicali, che condividono le posizioni jihadiste, ma sono focalizzati sulla guerra siriana;

–       altri 30 000 sono moderati, e appartengono a gruppi di tipo islamista;

–       solo una piccola minoranza di ribelli sono legati a gruppi laici o nazionalisti.

–       Un’analisi che concorda con le stime dei diplomatici occidentali: meno di 1/3 delle forze di opposizione sono gradite alla GB, la cifra è ancora inferiore secondo gli inviati americani.

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Stratfor       130912

Il regime siriano si rivolge ai curdi

–       L’attacco militare alla Siria, guidato dagli Usa, è rinviato ma non escluso.

–       La Siria cerca di limitarne la portata assicurandosi che la Turchia rimanga ai margini,

–       e questo può ottenerlo tramite i curdi:

–       il presidente Bashar al-Assad ha lanciato un tentativo diplomatico per fare la pace con i leader curdi in Siria e Nord Irak per ostacolare le relazioni tra Ankara e i curdi.

–       Sta cercando di stringere un’alleanza con i guerriglieri curdi nel N-E della Siria, contro i ribelli sunniti.

–       Il momento è favorevole dato che la Turchia sta avendo difficoltà nei negoziati di pace con il PKK.

–       Un parlamentare siriano curdo, Omer Ose, si è recato presso il governo regionale del Kurdistan iracheno per invitare il presidente Barzani in visita ufficiale a Damasco;

 

–       Ose ha comunicato a Barzani che Assad permetterebbe al governo del Kurdistan di inviare i guerriglieri peshmerga in Siria per difendere i civili curdi siriani.

Ose ha mantenuto strette relazioni con il clan Assad durante tutta la guerra civile, e ha stette relazioni con i principali gruppi curdi della regione, compreso il governo del Kurdistan iracheno, il PKK della Turchia.

–       Sembra (Strafor) che la maggior parte dei partiti curdi stiano prendendo in considerazione la proposta di cooperazione del governo Assad; anche se il Partito di Unione Democratica ha respinto la proposta di rendere pubblico un accordo di pace.

–       Tre gli obiettivi di Assad:

–       1. dissuadere la Turchia da un intervento militare;

–       2. controbilanciare i tentativi turchi di espandere la propria influenza in Siria;

–       3. reclutare alleati contro i ribelli sunniti.

Il vuoto di potere creatosi nei territori siriani del N-E a popolazione curda rende ancora più complessa l’attuazione della strategia di Erdogan di risolvere il separatismo curdo con un accordo di pace con il PKK e contemporaneamente stringere le relazioni economiche con il Kurdistan iracheno ricco di petrolio, e rifugio dei guerriglieri curdi. Ankara deve fare i conti con l’autonomismo curdo siriano che guasta i tentativi di integrazione con i curdi in Turchia.

–       La Turchia non è riuscita a collegarsi con il Partito di Unione Democratica, dato che si dice appoggi i guerriglieri sunniti per tenere occupati i guerriglieri curdi.

Il tentativo di pace con il PKK sta deragliando.

I curdi cercano di far rispettare gli impegni presi dal governo turco chiamando la popolazione a manifestare contro di esso, senza riprendere la lotta armata, approfittando della cultura di mobilitazione che si è instaurata quest’estate con le manifestazioni di Gezi Park.

–       Per decenni il regime siriano ha contenuto il separatismo curdo tramite reti clientelari e, nonostante le complicazioni date dalla guerra civile, una comune minaccia per curdi e regime siriano è rappresentata dai guerriglieri ribelli sunniti, compresi i numerosi jihadisti entrati in Siria, che non vogliono cedere il controllo di una quota delle risorse energetiche siriane ai curdi.

–       I curdi sono però anche consapevoli che un forte regime alawita in Siria, che riprenda il controllo del paese, farà causa comune con i sunniti arabi per contenere il separatismo curdo, come prima della guerra. Spesso i curdi devono scendere a compromessi con l’avversario per uscire nel modo migliore dall’accerchiamento.

–       Per ora per i curdi è prioritario perseguire l’autonomia e isolare il territorio curdo dalla minaccia jihadista, sia in Siria che in Irak.

–          Per avere alleati nel campo di battaglia Assad è disposto a riconoscere l’autonomia curda e un governo regionale.

–          I gruppi curdi della regione cercheranno di utilizzare questa offerta di Assad come leva nei negoziati con la Turchia, mantenendo pubblicamente le distanze da Assad

[R+T]

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1 Comment

  1. Sempar

    Il fascista filosaudita Erdogan si preoccupi dei suoi confini e dei suoi problemi interni. I kurdi hanno vissuto nel nord della Siria sino ad ora senza subire tentati genocidi da parte del “regime” di Al-Assad. Fino a dimostrabile prova contraria. Non è certo imputabile alla Siria l’isolazionismo della popolazione kurda, suddivisa non in uno ma in 4 stati: Turchia, Iran, Iraq e Siria stessa. La situazione è molto più complessa, tanto più se si volesse cortesemente considerare l’area occupata dal popolo kurdo, che la Siria la lambisce giustappunto sull’estremo confine nord-orientale del Paese.
    Ammesso che non si voglia addossare anche la colpa dell’atomica del ’45 e dell’eruzione di Pompei a Bashar Al-Assad. Allora staremmo propagandando una visione del mondo corrotta da partigianeria filo-occidentale.

    Rassegna stampa cassata. Al mittente.

    P.S. : STRATFOR è un’organizzazione che intende analizzare gli eventi geopolitici, con sede negli Stati Uniti d’America (non certo il punto di vista più autonomo del globo… ) fondato nel 1996 da George Friedman, l’uomo che indica tra le altre cose “Impero del Male” la liberazione Sovietica della Germania nazista ed una “catastrofe” la realizzazione di uno Stato kurdo pienamente autonomo.