Fincantieri, arriva il modello Marchionne: Cig per 30 operai, più lavoro e meno pause

Redazione di Operai Contro, Alla Fincantieri di Marghera continua la lotta contro il padrone Fincantieri vuole nuovi turni di lavoro con una ripartizione su sei giorni lavorativi delle 40 ore settimanali, un aumento delle flessibilità,la riduzione delle pause e lo spostamento a fine turno della mensa, “con la finalità di ridurre i costi di produzione e aumentare la produttività individuale”. “È il 6×6 che comprende anche il sabato lavorativo e quindi non più pagato come straordinario  qui si rischia di replicare le vicende Fiat”. Oltre alle richieste sulla modificazione degli orari il gruppo cantieristico “si riserva” di poter mettere in cassa integrazione […]
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Redazione di Operai Contro,

Alla Fincantieri di Marghera continua la lotta contro il padrone

Fincantieri vuole nuovi turni di lavoro con una ripartizione su sei giorni lavorativi delle 40 ore settimanali, un aumento delle flessibilità,la riduzione delle pause e lo spostamento a fine turno della mensa, “con la finalità di ridurre i costi di produzione e aumentare la produttività individuale”.

“È il 6×6 che comprende anche il sabato lavorativo e quindi non più pagato come straordinario  qui si rischia di replicare le vicende Fiat”.

Oltre alle richieste sulla modificazione degli orari il gruppo cantieristico “si riserva” di poter mettere in cassa integrazione 325 dipendenti “per i quali ha già richiesto e ottenuto le risorse dal governo”

Un ricatto che ha risvegliato i sindacati locali uniti nell’unanime condanna del gesto. O meglio: Fiom ha incassato la solidarietà di Fim e Uilm veneziane, sconfessate però dai loro vertici nazionali che hanno preso pubblicamente le distanze. I sindacati propongono di introdurre il terzo turno notturno alle macchine, con un miglioramento delle prestazioni settimanali fino a 12 ore per addetto, e offrono la disponibilità all’azienda di concordare orari settimanali e prestazioni straordinarie. “Fincantieri però rifiuta ogni trattativa e sembra avere l’unico obiettivo di scardinare le 40 ore settimanali, per negare alla Rsu un ruolo sull’organizzazione del lavoro” dice Molin.

Per completare questo amarcord anni 70 arriva il dissenso dei “colletti bianchi”: un gruppo di 140 tra impiegati, dirigenti e tecnici ha scritto una lettera aperta – al sindaco, sindacati, Rsu, giornali e tv locali – in cui si dichiara favorevole al nuovo orario di lavoro e sottolinea i pericoli del mancato accordo – primo fra tutti quello di tornare in cassa integrazione. “Riteniamo molto grave, oltre che anacronistica – si legge – la risposta del sindacato, apparentemente suggerita da pregiudizi ideologici incapaci di una lettura al passo con i tempi” condannando il territorio “ad un veloce e irreversibile declino”.

Immediata la risposta via Facebook: “Venite in squadra con noi sei ore x sei giorni col caldo e in mezzo alla merda senza pause e poi vediamo che ne pensate” posta Michel Barbera.

La lotta continua

Un operaio di Marghera

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