GIOVANI ” SIATE PROTAGONISTI “

Redazione di Operai Contro, i giornali e le televisioni ci riportano le lagne dei leccaculo sulla “Giornata mondiale dei giovani” gli incidenti stradali e il caldo afoso. Ogni volta il numero dei giovani a Rio si moltiplica; 1, 2, 3, 4, milioni. Francesco ha fatto pregare i giovani in silenzio, ha fatto ripetere loro in coro le sue parole. E li ha incoraggiati: Si tratta, ha poi aggiunto, di “giocare” nella “squadra” di Gesù che offre “la possibilità di una vita feconda e felice” e “un “Ragazzi e ragazze, per favore, non mettetevi in fondo alla storia, non siate […]
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Redazione di Operai Contro,

i giornali e le televisioni ci riportano le lagne dei leccaculo sulla “Giornata mondiale dei giovani” gli incidenti stradali e il caldo afoso.

Ogni volta il numero dei giovani a Rio si moltiplica; 1, 2, 3, 4, milioni.

Francesco ha fatto pregare i giovani in silenzio, ha fatto ripetere loro in coro le sue parole. E li ha incoraggiati:

Si tratta, ha poi aggiunto, di “giocare” nella “squadra” di Gesù che offre “la possibilità di una vita feconda e felice” e “un “Ragazzi e ragazze, per favore, non mettetevi in fondo alla storia, non siate codardi. Gesù non è stato al balcone a guardare la vita, siate protagonisti anche voi”. Ma ha usato anche una metafora calcistica, papa Francesco, per scaldare i cuori dei ragazzi radunati in una nazione che del calcio fa una passione e che nel 2014 ospiterà i campionati del mondo: nella lunga notte della veglia della Giornata mondiale della gioventù, davanti ai circa due milioni che lo hanno aspettato sui quattro chilometri del lungomare di Copacabana pregando, cantando e ballando, il pontefice ha detto che in gioco c’è “qualcosa di superiore della Coppa del Mondo”. E ha rivolto ai giovani l’invito a diventare “i costruttori di una Chiesa più bella e di un mondo migliore”. 

Il prete mussulmano promette il paradiso se si muore combattendo per l’Islam. Francesco lega il mondo migliore a una chiesa più bella

Eppure i giovani in tutto il mondo sono i protagonisti della rivolta contro il mondo dei padroni. Ora Francesco promette loro un mondo migliore se costruiscono una chiesa più bella

I preti non cambiano, siano essi mussulmani o cristiani, sono tutti uguali.Lo show di Lampedusa è terminato. Gli immigrati continuano a morire nel mediterraneo. Francesco è passato dalle foto di Lampedusa a quelle di Rio. La chiesa di roma ha imparato a utilizzare la televisione.

 

C’erano numerosi cardinali e vescovi sul palco di Copacabana: alcune decine di presuli aspettando il pontefice si erano fatti coinvolgere dal rapper brasiliano Fly in un flash mob a ritmo di rock; il cardinale Schoenborn, arcivescovo di Vienna, si è presentato con una maglietta gialla sulla veste porporata per promuovere Youcat, il catechismo per ragazzi. Ma Francesco lascia capire che il volto nuovo del mondo cattolico devono darlo i giovani: “Volete costruire la Chiesa? Domani vi dimenticherete di questa cosa?” ha chiesto suscitando le risposte corali della coloratissima folla di Rio.

All’inizio dell’incontro era stata proposta una coreografia che evocava la vicenda di san Francesco, chiamato a riparare la Chiesa. Ma ai giovani arrivati in Brasile dai cinque continenti, il Papa ha ricordato che solo quando “si suda la camicia cercando di vivere da cristiani” si sperimenta la possibilità di diventare “costruttori della Chiesa e protagonisti della storia”. Bergoglio ha citato esplicitamente proprio il desiderio di protagonismo che si è riversato nelle manifestazioni di piazza avvenute in diversi paesi, tra i quali anche il Brasile: “Ho seguito attentamente – ha confidato – le notizie riguardo ai tanti giovani che in tante parti del mondo sono usciti per le strade per esprimere il desiderio di una civiltà più giusta e fraterna. Resta però la domanda: da dove cominciare? Quali i criteri per la costruzione di una società più giusta? Quando chiesero a Madre Teresa di Calcutta che cosa doveva cambiare nella Chiesa, rispose: tu ed io”.

Le storie di come la fede possa cambiare le vite di ciascuno erano risuonate poco prima, quando quattro giovani hanno raccontato le loro esperienze. Tra loro Carlos, che ha reagito alla perdita del lavoro del padre tuffandosi nella droga fino a diventare un trafficante. A scuotere la sua esistenza è stato l’aborto attuato in un bagno da parte della giovane maga con la quale aveva una relazione. A rivoluzionare la vita di Ana Vitoria, che scorreva tra ribellione, oroscopi e quelle che ha definito “piccole fatture”, è stato un brano musicale ascoltato per caso: da lì è partita una storia nuova per lei e per sua madre, che aveva maledetto inizialmente la sua conversione. Sul palco sono saliti anche Felipe, un ragazzo sulla sedia a rotelle ridotto in coma dagli spari di alcuni rapinatori che volevano portare via il ricavato di una raccolta di fondi, e Flavio, giovane sacerdote missionario nel Mato Grosso tra gli indios che ha descritto come “popolo lottatore che non si lamenta davanti alle sofferenze”.

Le loro sono quelle che Francesco ha definito testimonianze della buona terra nella quale cade il seme del messaggio di Cristo. “Qualcuno di voi dirà: padre io non sono buona terra” , commenta il Papa aggiungendo però: “Fate uno spazio e vedrete che il seme cadrà anche da voi”. Poi ha chiesto il silenzio, come ha fatto in piazza San Pietro nella sera della sua elezione. E ha aggiunto: “Ricordatevi di questo momento”.

Appuntamento con lo show di Francesco tra tre anni in Polonia

Un lettore

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