MOBILITÀ? MACCHÈ, È STATO SOLO UNO SCHERZO!

Natuzzi ha sospeso fino a ottobre i licenziamenti per i 1.726 dipendenti. I sindacalisti stanno lavorando alacremente per lui! Alè, scusate, è stato tutto uno scherzo, ma quale mobilità! Era solo una candid camera! Ci siamo divertiti così tanto. Perdonateci, cari operai, non c’è nessuna intenzione di licenziarvi, anzi vi vogliamo tanto bene, ma a giocare con voi e a prendervi in giro ci divertiamo un casino! Non sembrano molto diversi i commenti di politici e sindacalisti al termine del primo incontro al ministero dello Sviluppo economico sulla vertenza Natuzzi, subito dopo la sospensione da parte del padrone del […]
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Natuzzi ha sospeso fino a ottobre i licenziamenti per i 1.726 dipendenti. I sindacalisti stanno lavorando alacremente per lui!

Alè, scusate, è stato tutto uno scherzo, ma quale mobilità! Era solo una candid camera! Ci siamo divertiti così tanto. Perdonateci, cari operai, non c’è nessuna intenzione di licenziarvi, anzi vi vogliamo tanto bene, ma a giocare con voi e a prendervi in giro ci divertiamo un casino!

Non sembrano molto diversi i commenti di politici e sindacalisti al termine del primo incontro al ministero dello Sviluppo economico sulla vertenza Natuzzi, subito dopo la sospensione da parte del padrone del piano di mobilità, vale a dire di licenziamenti, di 1.726 dipendenti (1.580 operai e 146 amministrativi) fino a metà ottobre.

 

“Abbiamo apprezzato molto che l’azienda abbia accettato la nostra richiesta di un periodo di sospensione della mobilità che consenta l’apertura di un confronto tecnico sul piano industriale. Sono fiducioso perché Natuzzi è una realtà importante del nostro Paese. Ci siamo dati appuntamento il 15 luglio con un gruppo tecnico”, lecca il sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, che sta seguendo la vertenza per conto del governo.

 

“La sospensione della mobilità e l’impegno del governo a istituire un tavolo tecnico per affrontare la situazione del distretto del salotto testimoniano – per un ottimista Vito De Filippo, presidente della Regione Basilicata, – la volontà di dialogo da parte di tutti i protagonisti di questa vicenda”.

 

“Più della sospensione avremmo voluto che l’azienda ritirasse il piano di mobilità, ma anche questo risultato ci consente di iniziare un confronto con la Natuzzi”, evidenzia un più che soddisfatto segretario nazionale della Filca Cisl, Paolo Acciai, per il quale “la sospensione della procedura di mobilità annunciata dall’azienda per 1.726 dipendenti non è una vittoria, ma un primo passo”.

 

Sulla stessa linea uno speranzoso Walter Schiavella, segretario generale della Fillea Cgil. “L’intervento del Governo – sottolinea- ha consentito un primo, parziale risultato che ci dà un po’ di tempo e una sede più credibile per il confronto grazie all’apertura del tavolo tecnico presso il ministero dello Sviluppo economico. Ora potremo finalmente verificare i conti in ragione dei quali Natuzzi ha presentato un piano che noi definiamo di dismissione, di riduzione dei 2/3 della forza lavoro e di dimezzamento del costo del lavoro per quelli che restano. Un piano inaccettabile che speriamo di poter cambiare a quel tavolo”.

 

Per gli operai, invece, euforia e soddisfazione e ottimismo sono fuori posto. “Dire o pensare che l’abbiamo scampata bella è solo un’idiozia – commenta Antonio, operaio di Santeramo – . Non è cambiato assolutamente niente. Natuzzi ha preso tempo, di fronte alla rabbia operaia che ha cercato di scavalcare i vertici sindacali: questi a parole hanno promesso lotta durissima, nei fatti si sono defilati spingendoci a non scioperare e ad abbandonare i presidi. Natuzzi ha solo sospeso la mobilità, a ottobre ce la riproporrà e tutti e 1.726 o una gran parte saremo subito buttati fuori, senza possibilità di rientro e con più difficoltà a organizzarci: ora infatti la maggior parte siamo nelle linee di produzione e Natuzzi e i sindacati temono la lotta degli operai, temono gli scioperi e l’occupazione delle fabbriche”.

 

Padrone, sindacati e politici hanno concertato la strada da seguire, quella rivelatasi strada maestra e sicura in tante vertenze aziendali per cacciare gli operai non più desiderati. Non prendere di petto gli operai, è meglio ingannarli, illuderli, stancarli, dividerli. Mandarli via a poco a poco, tutti quanti. Non a caso Acciai prevede che non ci sarò posto per tutti: “Avremmo voluto il ritiro della mobilità ma la sospensione consente di avviare il confronto per valutare quali sono le possibilità. Finalmente oggi azienda, governo e sindacati hanno detto stop al 16 ottobre. Da quella data ci dovrà essere una soluzione che farà rientrare gran parte dei lavoratori”. Gran parte dei lavoratori? E gli altri? Ogni operaio comincerà a guardarsi a destra e a sinistra sperando che siano quegli altri due e non lui a non rientrare? Acciai lo spera, e non è il solo!

 

E Acciai aggiunge: “A proposito del distretto industriale dell’area murgiana, è necessario valutare tutte le soluzioni per attrarre investimenti e per far sì che questi lavoratori siano ricollocati anche in altre aziende. Se continuiamo a dare altra cassa integrazione, come abbiamo fatto negli ultimi anni, allunghiamo il periodo dell’agonia ma non risolviamo il problema”. Quindi: mobilità per alcuni e per gli altri, se va bene, la vana promessa di ricollocazione in altre aziende.

 

Schiavella infine promette che “al tavolo governativo pretenderemo che il piano di Natuzzi cambi e in relazione a ciò decideremo le nostre iniziative”. Certo che i sindacalisti sono proprio innamorati dei tavoli, li ameranno meno quando gli operai cominceranno a rovesciarglieli e romperglieli in testa.

 

Natuzzi, sospendendo fino a metà ottobre la procedura di mobilità per 1.726 persone, ha preso proficuamente tempo rispetto alla mobilità “immediata” della quale parla il suo piano industriale, che avrebbe portato al licenziamento degli interessati entro poco più di un mese. Gli operai in esubero rimarranno invece in cassa integrazione straordinaria fino a quella data, quando comunque scadono i termini per usufruire della cassa integrazione straordinaria,che non potrà essere più rinnovata.

Natuzzi può dormire tranquillo. Con dei guardiaspalle come Acciai e Schiavella sa bene che il suo piano di licenziamenti andrà felicemente in porto più o meno nei tempi stabiliti. A meno che dai suoi sogni di ripresa dei profitti non lo sveglino le trombe inferocite degli operai in lotta.

 

SALUTI OPERAI DALLA PUGLIA

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