POMIGLIANO, COME SE NE ESCE?

PUBBLICHIAMO ALCUNE CONSIDERAZIONI DEI COMPAGNI DI NAPOLI DI OPERAI CONTRO SUL BLOCCO DEGLI STRAORDINARI A POMIGLIANO La situazione migliore è quella individuata dall’ operaio di Pomigliano nella lettera al giornale del 19/06. Gli operai comandati a lavorare di sabato, ma senza essere pagati, scioperano. Il loro sciopero ha un’immediata valenza positiva anche per i compagni fuori, in cassa integrazione. Questa situazione ideale rappresenta però anche il nocciolo del problema. Gli operai che lavorano, lavorano nelle condizioni imposte dal padrone proprio perché fuori la fabbrica una massa considerevole di cassintegrati e disoccupati preme per entrare. Con quasi tremila cassintegrati a […]
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PUBBLICHIAMO ALCUNE CONSIDERAZIONI DEI COMPAGNI DI NAPOLI DI OPERAI CONTRO SUL BLOCCO DEGLI STRAORDINARI A POMIGLIANO

La situazione migliore è quella individuata dall’ operaio di Pomigliano nella lettera al giornale del 19/06.

Gli operai comandati a lavorare di sabato, ma senza essere pagati, scioperano. Il loro sciopero ha un’immediata valenza positiva anche per i compagni fuori, in cassa integrazione. Questa situazione ideale rappresenta però anche il nocciolo del problema.

Gli operai che lavorano, lavorano nelle condizioni imposte dal padrone proprio perché fuori la fabbrica una massa considerevole di cassintegrati e disoccupati preme per entrare. Con quasi tremila cassintegrati a 0 ore da anni, la Fiat si è creato un proprio personale esercito industriale di riserva. E’ il peso della concorrenza tra operai occupati e disoccupati che rende il padrone forte. Non a caso, la minaccia ricorrente per gli operai interni è:  “Stai attento che vai in cassa integrazione”. E per quelli fuori: “Non presentatevi ai presidi contro lo straordinario altrimenti non entrerete più”.

Questo crea una situazione che abbiamo definito “sottosopra”. Gli operai che lavorano non ce la fanno più, ma non scioperano, e sperano che i picchetti fuori riescano in modo da evitare di lavorare il sabato. Quelli fuori sono indeboliti dai ricatti, sono disabituati, a loro volta, alla lotta, sono diretti da capi sindacali abituati alla concertazione e non allo scontro. Di fronte alla polizia, questa sì organizzata e violenta, schierata a difesa degli interessi della FIAT, non riescono a bloccare gli straordinari.

Come se ne esce? Gli operai di Pomigliano stanno facendo una esperienza importante. Stanno misurando sul campo cosa significhi scontrarsi seriamente con un padrone agguerrito. Sabato 15 hanno perso. Quelli dentro e quelli fuori. Sabato prossimo non ci aspettiamo cambiamenti significativi. Una cosa è certa però, una parte degli operai che lavorano e una parte di quelli a cassa integrazione, hanno cominciato a capire che in queste condizioni si perde. Non passerà molto tempo prima che comincino a pensare: “Rimaniamo in queste condizioni di schiavitù e di impotenza, o cominciamo a reagire e, come primo passaggio, a organizzarci seriamente”?

Tra non molto capiranno che l’unità tra operai interni e cassintegrati proposta dalla FIOM attraverso i “contratti di solidarietà” è solo un modo di dire al padrone: “Assumici tutti che noi ci riduciamo il salario”. E, nonostante questo, la FIAT non farà entrare nessuno.

Come capiranno che le cause legali, cavallo di battaglia dello SLAI per anni, o iniziative che non hanno come fulcro la fabbrica, ma tutt’al più una visibilità su giornali e televisioni, non mettono e non tolgono nulla alla condizione degli operai.

Quando finirà questo apprendistato, gli operai saranno pronti a unirsi, occupati e disoccupati, per la lotta aperta e dichiarata ai padroni e ai loro soci della politica e del sindacato.

Pubblichiamo di seguito la corrispondenza tra uno dei 2100 operai interni costretti allo straordinario e un compagno esterno che ha partecipato ai blocchi degli straordinari del 15 a Pomigliano

 

OPERAIO INTERNO

Ciao …

Qll ke e’ successo sabato e’ uno skifo x 300 operai fuori 1000 poliziotti.

l’azienda ha dimostrato di poter fare quello che vuole e qst e’ qll di cui si parla in fabbrica x tanto purtroppo non ci aspettiamo nient’altro per sabato pross nn succederà nulla di diverso da qll passato. Già si e’ passati alle minacce: se sabato non riuscite ad entrare vi viene segnato come sciopero e poi dopo vi assumete le vostre responsabilità.

Compagni,io sono un fesso come tutti qll ke stanno dentro x carità, pero’ vi dico una cosa col cuore in mano: nn vi  meritano, nn meritano tt qll ke state facendo in qst anni, nn hanno capito niente e niente capiranno, troppa ignoranza, meritano, anzi meritiamo di fare 420 auto al giorno e di essere frustati contemporaneamente e credetemi nn vedo l’ora ke arrivi qst momento. Nn sono nessuno e prtrpp nn ero nemmeno con voi sul campo ma vi voglio dire solo una cosa ke vi prego di girare a tt gli altri compagni : GRAZIE.

Un ultima cosa: io sono contento e orgogliosissimo d avervi conosciuto ed è qll ke penso.
Vi abbraccio e scusatemi.

 

COMPAGNO ESTERNO

Ciao …
Non te la prendere. Arriveranno tempi migliori. Questa è una guerra di lunga durata, non finisce con i blocchi dello straordinario, nè riguarda solo Pomigliano. L’attuale condizione degli operai FIAT è simile a quella di milioni di altri nel mondo. Con la crisi, dappertutto gli industriali stanno cercando di essere più competitivi e dappertutto quelli che ne pagano le conseguenze sono gli operai.
Ognuno cerca di portare le proprie merci ad un prezzo inferiore rispetto agli altri, ma in un mercato ristretto, e con l’abbassamento dei redditi, le merci rimangono sempre più invendute. E’ una spirale che non conosce tregua e peggiora sempre di più. Tra non molto gli operai saranno costretti a difendersi. E’ già successo e succederà ancora. Quello che bisogna fare è entrare nella logica che bisogna organizzarsi, studiare quello che fa il padrone, capire quello che
succede, guardare gli altri operai cosa fanno. Tieni presente che
tutti i casini che stanno succedendo ultimamente, ultimi quelli a Stoccolma e Istanbul, sono frutto della crisi e buona parte di quelli che vi partecipano sono operai, o vengono dalle classi basse della società.
Sabato abbiamo perso perchè siamo ancora deboli e impreparati. Sabato prossimo non cambierà molto. Ma le cose non rimarranno sempre così. Cosa possono offrire i borghesi e i loro servi della politica e del sindacato? Solo lavoro bestiale e disoccupazione.
Tutti i sogni, le illusioni degli anni passati sono svaniti. Ora rimane la dura realtà: una società che per poter far sopravvivere nel lusso una minoranza è costretta ad schiavizzare, affamare e reprimere la maggioranza.
Non fare passi affrettati.

 

 

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2 Comments

  1. alanza53

    Costretti a lavorare il sabato senza essere pagati. I capitalisti non sono dei coglioni. il mercato non gli permette di elargire più quelle briciole che gli hanno permesso di garantirsi una pace sociale, sulla pelle di milioni di operai. la concorrenza fra i padroni e feroce, non investono più in macchinari, perché il capitale investito non si valorizza più come faceva prima. le conoscenze vengono immediatamente recepite dalla concorrenza. L’unico modo per sodisfare la loro pantagruelica fame di profitto è quello di schiavizzare la merce forza lavoro, spremerla come limoni e quando non gli serve più non si fa scrupoli a gettarla in miseria. Quello che sta succedendo a Pomigliano avviene in Italia e in tutti i paesi del mondo. La fiat a Pomigliano si è avvalsa della complicità dei sindacati venduti: Fim, Uilm, Ugl e Fismic. Gli operai abituati a delegare la difesa dei propri interessi a chi li ha traditi fanno fatica ad organizzarsi in modo indipendente. La paura della fame è molta ma non è sufficiente a fare accettare la schiavitù e le catene, lo dimostra la volontà di lotta che viene dall’interno e dall’esterno di Pomigliano. E ‘ importante non fomentare una guerra tra poveri, l’unita tra chi e dentro e chi e fuori e indispensabile per vincere questa che e solo la prima battaglia che si compatte tra sfruttati e sfruttatori. La forza dei padroni si basa: sulla paura, il ricatto, la repressione, e l’utilizzo dei traditori. La nostra forza si basa: sull’unità degli sfruttati, il rifiuto della miseria e della schiavitù, per un mondo senza padroni. Soprattutto capire che non bisogna delegare mai nessuno a difendere i nostri interessi. Organizziamoci costruiamo il partito degli operai, non c’è più spazio per gli opportunisti e i parolai siamo in guerra allora prepariamoci per la guerra. (La crisi del sistema capitalista e solo all’inizio le barbarie che viviamo adesso non sono niente rispetto a quelle che i padroni ci preparano)

  2. Ercole2

    ottima riflessione di alanza53 condivido in toto.