OPERAI ILVA

Redazione di Operai Contro, Rigettato. Il ricorso di Riva Fire, la holding che controlla l’Ilva, contro il sequestro di beni per 8,1 miliardi di euro disposto dal gip di Taranto il 24 maggio scorso, è stato respinto dal tribunale del Riesame. I giudici – a quanto emerge dal dispositivo del provvedimento – hanno avuto pochi dubbi nell’avallare la tesi accusatoria secondo cui gli 8,1 miliardi di euro corrisponderebbero alle somme risparmiate nel corso degli anni dall’Ilva di Taranto dal 1995 (quando il siderurgico fu acquistato dall’Iri) ad oggi non adeguando gli impianti alle normative ambientali. Tutto ciò a discapito […]
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Redazione di Operai Contro,

Rigettato. Il ricorso di Riva Fire, la holding che controlla l’Ilva, contro il sequestro di beni per 8,1 miliardi di euro disposto dal gip di Taranto il 24 maggio scorso, è stato respinto dal tribunale del Riesame. I giudici – a quanto emerge dal dispositivo del provvedimento – hanno avuto pochi dubbi nell’avallare la tesi accusatoria secondo cui gli 8,1 miliardi di euro corrisponderebbero alle somme risparmiate nel corso degli anni dall’Ilva di Taranto dal 1995 (quando il siderurgico fu acquistato dall’Iri) ad oggi non adeguando gli impianti alle normative ambientali.

Tutto ciò a discapito dei cittadini dell’area ionica che vantano, secondo lo studio ‘Sentieri’ commissionato dall’Istituto Superiore di Sanità, incrementi di malattie tumorali impressionanti: solo a menzionare i bambini c’è un incremento del 20% della mortalità nel primo anno di vita rispetto alla media pugliese, che diventa 30-50% per la contrazione di malattie di origine perinatale che si manifestano oltre il primo anno di vita.

Contro il decreto di sequestro firmato dal gip Patrizia Todisco anche l’Ilva spa aveva presentato ricorso, a firma dell’allora amministratore delegato Enrico Bondi

Un gruppo di cittadini di Taranto e rappresentanti di associazioni ambientaliste hanno scritto una lettera al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: “Siamo cittadini di Taranto, una città che ha smesso di credere nello Stato dopo l’approvazione della legge Salva-Ilva. Abbiamo amaramente compreso – aggiungono – che sul nostro dramma si sono dette tante bugie e che ancora oggi si prova a prenderci in giro, con delle leggi che non salvaguardano nulla, se non le tasche dei soliti notì. A livello ministeriale e governativo, sostengono i sottoscrittori della missiva, ‘c’è stato un accordo trasversale mirato a salvare gli interessi nazionali, autorizzando ancora per tre anni la produzione e consentendo, di fatto, lo sversamento delle sostanze sulla città e sui cittadini, mettendo la cittadinanza sull’altare, come un agnello sacrificale”.

Operai dell’ILVA dobbiamo organizzarci e organizzare il partito operaio.

Operai dell’ILVA spezziamo le catene della nostra schiavitù. Nessuna fiducia nello stato dei padroni

Un operaio dell’ILVA

ILVAOPERAIO

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1 Comment

  1. Sempar

    L’organizzazione del partito degli Operai è imprescindibile. Così come mantenere attivo e costante il contatto con il resto della città: credo ancora negli operai e lavoratori onesti di Taranto, un potenziale laboratorio rivoluzionario costruito grazie ai produttori di morte, da Riva allo stato repubblicano borghese italiano. Che gli piaccia o no.
    Saluti Operai di stima da Pavia,
    m.