2° sciopero nazionale della logistica: report e considerazioni da Milano

L’inizio dello sciopero era prefissato per le 24 Tutti i principiali committenti lo sapevano e in qualche modo si erano attrezzati per attutire il colpo ma, come spesso succede, sono proprio i padroni a dare linfa al lavoro sindacale; questa volta ci hanno pensato i caporali del consorzio UCSA, alla SDA di Carpiano che hanno pensato bene di sospendere un attivista del SI.Cobas proprio 5 ore prima dello stop prefissato. Risultato concreto: tutti e 200 i facchini in forza presso l’hub di Carpiano hanno incrociato le braccia anzitempo, bloccando contemporaneamente i camion che si apprestavano a uscire per andare […]
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L’inizio dello sciopero era prefissato per le 24

Tutti i principiali committenti lo sapevano e in qualche modo si erano attrezzati per attutire il colpo ma, come spesso succede, sono proprio i padroni a dare linfa al lavoro sindacale; questa volta ci hanno pensato i caporali del consorzio UCSA, alla SDA di Carpiano che hanno pensato bene di sospendere un attivista del SI.Cobas proprio 5 ore prima dello stop prefissato.

Risultato concreto: tutti e 200 i facchini in forza presso l’hub di Carpiano hanno incrociato le braccia anzitempo, bloccando contemporaneamente i camion che si apprestavano a uscire per andare in consegna prima che cominciasse lo sciopero

Alle 24 scatta poi il blocco alla DHL, sempre di Carpiano, alla TNT di Peschiera e alla Zingali di Cerro, mentre gli attivisti dei vari Cobas della zona affluiscono ai picchetti per dar manforte

La notte trascorre tranquilla con i principali hub paralizzati, in vista dell’appuntamento alla DHL di Settala (320 operai) dove convergeranno tutte le forze impegnate nello sciopero

Qui il picchetto ha inizio alle 6, con il coinvolgimento di circa 200 persone che bloccano le merci per circa 6 ore. Solo a quel punto la direzione della DHl scende a patti, riconoscendo il diritto del SI.Cobas a svolgere assemblee sindacali all’interno dello stabilimento (finora vietate dalla DHL).

Il resto della giornata di sciopero ruota intorno alla vicenda dell’allontanamento del militante SI.Cobas alla SDA di Carpiano: nonostante l’SDA non volendo ulteriori problemi, decida il suo reintegro, la cooperativa (consorzio UCSA) si mette di traverso per impedirlo.

Il ping-pong dura per tutta la giornata, con gli operai pronti allo sciopero se non si fosse conclusa positivamente la vicenda.

Nessuno in realtà aveva dubbi sul fatto che Rachyd sarebbe rientrato e…così è stato; l’unità dei lavoratori ha vinto ancora!

Lo sciopero del 15 maggio ha così confermato la forza acquisita dagli operai organizzati, che già il 22 marzo avevano fatto sentire la loro “potenza”, e che non intendono mollare l’osso rispetto alla vertenza generale in corso per il rinnovo del CCNL.

Allo stesso pone tutti di fronte all’esigenza di operare scelte tattiche e strategiche all’altezza della sfida posta dalla crisi capitalistica che avanza e si sviluppa costantemente

Se oggi i facchini possono esercitare un indubbio rapporto di forza contro il proprio avversario di classe diretto e se, altrettanto indubbiamente, hanno cominciato a farlo con determinazione, solo la scesa in campo dell’intero proletariato industriale e metropolitano, potrà cambiare i rapporti di forza più generali fra le classi e delineare un prospettiva altra da quella fornita dal capitalismo su scala internazionale

D’altra parte, in questa prospettiva, la costruzione di un sindacato con radici e prospettive autenticamente classiste, complessivamente alternativo alle burocrazie confederali, resta uno dei nodi strategici, per quanto non risolutivi, della battaglia già iniziata

Gli operai immigrati delle cooperative nella logistica cominciano a crederci per davvero

Le scelte che verranno operate nei prossimi giorni saranno perciò decisive

SI.Cobas Milano

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