NEL MITICO NORDEST

Redazione di operai Contro, Nel mitico Nordest … non tutte le ciambelle escono col buco … Ricevo da Ezio (sindacalista «fuori di testa», per loro …) e volentieri diffondo. d. Oggi sono stato al direttivo camera del lavoro  di Treviso e dopo aver letto il testo qui sotto (tratto quasi tutta dal contributo del compagno e amico Luc e che rafforzava un altro intervento della rete 28 Aprile), un funzionario CGIL  ha offeso prima mia madre in assemblea e poi fuori mi ha detto che mi spacca le gambe, naturalmente gli ho regalato una bella risata, il segretario regionale […]
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Redazione di operai Contro,

Nel mitico Nordest … non tutte le ciambelle escono col buco …

Ricevo da Ezio (sindacalista «fuori di testa», per loro …) e volentieri diffondo.

d.

Oggi sono stato al direttivo camera del lavoro  di Treviso e dopo aver letto il testo qui sotto (tratto quasi tutta dal contributo del compagno e amico Luc e che rafforzava un altro intervento della rete 28 Aprile), un funzionario CGIL  ha offeso prima mia madre in assemblea e poi fuori mi ha detto che mi spacca le gambe, naturalmente gli ho regalato una bella risata, il segretario regionale li vicino ha fatto finta di non vedere e non sentire. Le dura  Baci

 

Mai come quest’anno, sindacati confederali e Confindustria hanno “celebrato” la “festa” del 1 maggio come una … vecchia e bella copia fedele!

E’ bene ricordare che il 1 maggio non è nato come una festa, ma come una giornata di lotta per le otto ore. Ha avuto poco “odore” di festa il 1 maggio, visto la situazione in qui si trovano i lavoratori e le lavoratrici  di tutto il mondo, basta pensare ai 500 operai morti in Bangladesh morti per Benetton e &! O alla situazione  in cui si sono ridotti quelli/e italiane.

Per esempio sulla produttività, diciamo solo che la fisionomia contrattuale viene subordinata completamente alle necessità aziendali: i contratti nazionali vengono svuotati sia dal punto di vista normativo che economico, gli eventuali aumenti salariali dipenderanno dagli aumenti di produttività aziendale a sua volta determinata non solo dalla completa sottomissione dei lavoratori alle esigenze aziendali, ma dall’andamento del mercato, dal rinnovamento tecnologico, dalle scelte dei manager, ecc. Il contratto aziendale potrà contenere deroghe non solo ai contratti nazionali ma addirittura alle leggi vigenti in tema di orario di lavoro, di disciplina della prestazione lavorativa  di organizzazione del lavoro e di flessibilità. L’unico scrupolo che si sono fatti compresa la CGIL è di avanzare richiesta al Parlamento di cambiare le leggi per adeguarle a questo accordo! I contratti nazionali non potranno neppure recuperare l’inflazione poiché si è scritto che la dinamica salariale deve essere ”coerente con le tendenze generali dell’economia, del mercato del lavoro, del raffronto competitivo internazionale e gli andamenti specifici del settore”. In altre parole si sta disegnando un sindacato che assume in toto le esigenze aziendali , firma tregue, assicura l’applicazione dei peggiori accordi possibili e accetta anche eventuali sanzioni nel caso qualcuno si pentisse di ciò che ha firmato.

Per esempio su democrazia e libertà. L’accordo con Confindustria sulla rappresentanza nel settore privato, ma che potrebbe essere esteso pattiziamente anche al pubblico, sancito nella riunione dei direttivi congiunti è parte del più ampio Patto proposto da Squinzi e raccolto con giubilo da cgil fiom compresa, cisl, uil, e ugl e che ricalca in salsa sindacale, l’inciucio che ha portato al “governissimo” di salvezza nazionale di Letta ed Alfano.

L’accordo parte dalla necessità dei padroni e dei sindacati di rendere immediatamente esigibili gli accordi raggiunti, escludendo la possibilità che lavoratori possano mai mettere in discussione quanto concordato a maggioranza tra le parti e se lo fanno attraverso le loro rappresentanze elette queste saranno sanzionate ed espulse da RSU!

Se ciò non fosse sufficiente, si vuole che chiunque abbia intenzione di partecipare alle RSU debba preventivamente sottoscrivere il patto con Confindustria e quindi accettare preventivamente il divieto di sciopero in caso di dissenso dall’accordo raggiunto a maggioranza.. Nelle prossime RSU non sarà più possibile agire per chi lavora!

Cosa dice la CGIL ai lavoratori che già hanno subito la riforma delle pensioni, il blocco dei contratti e ingenti perdite salariali causate dal mancato recupero dell’inflazione, a tutti quelli colpiti da profondi processi di ristrutturazione?

Cosa dicono i Confederali ai lavoratori che sono rimasti senza lavoro e senza ammortizzatori sociali, a tutte quelle donne e uomini a cui viene drasticamente ridotto l’orario e dimezzato lo stipendio a causa della spending review?

Cosa dicono i Confederali ai giovani a cui una dissennata politica economica toglie ogni presente e speranza nel futuro, ai tanti e tante precari/e, ai pensionati che non riescono a sopravvivere con salari e pensioni di fame e rinunciano perfino a curarsi?

–              Non dicono niente e non fanno niente!

Anzi! la Cgil sta facendo piazza pulito al su interno. Francesco Doro, operaio, RSU delle Officine Meccaniche Carraro, membro del Comitato Centrale della Fiom e del Direttivo della Camera del Lavoro di Padova, e Andrea Berruti, operaio e RSU della Filippi sono stati buttati fuori dalla Cgil con procedure sommarie, usando motivazioni pretestuose che dimostrano la natura politica di queste espulsioni. La ricetta della Cgil è questa: pugno di ferro con gli oppositori, guanto di velluto per governo e padroni. Mentre si torna al tavolo al fianco di Cisl, Uil e Ugl, contemporaneamente si sanzionano gli attivisti e i protagonisti delle lotte.

Dice G. Cremaschi buttato manu militari dal palco dove erano presenti Camusso, Angeletti e Bonani, qualche giorni fa perché ne contestava la posizione  “L’accordo sulla rappresentanza che CGIL CISL UIL stanno definendo con la Confindustria è infatti un brutale atto di normalizzazione autoritaria delle relazioni sindacali. Esso stabilisce che il diritto alla rappresentanza ce l’hanno solo coloro che preventivamente accettano quell’accordo. Cioè puoi partecipare alla misurazione della rappresentanza e alle elezioni delle rsu solo se accetti la flessibilità e le deroghe ai contratti e soprattutto se ti impegni a non scioperare se in disaccordo. Esattamente quanto è avvenuto alla Fiat di Marchionne, che ora viene esteso a tutti”.

Compagni/e Non si può continuare a far finta di credere che tutto ciò, che tutti i sacrifici che ci impongono, sortiranno davvero l’effetto di portarci fuori dalla crisi! L’unico effetto sarà di continuare a rimpinguare i forzieri degli speculatori nazionali e internazionali, delle banche che continuano ad accumulare profitti e a distribuire benefici supermiliardari ai propri manager, mentre la crisi continuerà a mordere la carni della maggioranza della popolazione.

Noi non ci stiamo, noi non possiamo e non vogliamo accettare logiche che portano al massacro chi lavora. Il tempo è scaduto: La CGIL questa CGIL di progressivo in oltre trenta anni  può portare solo l’arretramento del benessere e dei diritti della forza lavoro, una sconfitta netta e senza appello per questa dirigenza.

Non si può parlare di “libertà sindacale” e stare zitto su questo “PORCELLUM”  compagni e compagne non stiamo zitti, denunciamo questo inciucio che vuole eliminare la liberta sindacale salvandole solo la parola come da Orwelliana memoria.

Mettiamo  uno stop da subito al massacro che questi accordi provocheranno e a chi non ha altro orizzonte che la propria carega diciamogli, che è ora che se ne vadano.

Vogliamo un sindacato che serva alla forza lavoro, per  conquistare il suo benessere e la sua liberta e questa strada non passa di certo servendo confindustria e il suo governo.

Noi ci opponiamo comunque da subito ai disastri che questo lungo abbraccio sta già portando. Ai dirigenti diciamo fermatevi,  fermate da subito questo bacio da trenta denari con il suo tragico destino di vangelica memoria.

La sofferenza è tanta e già da ora ve ne chiediamo e chiederemo conto, non sottovalutate la forza dirompente di chi non ha più niente da perdere. Buon lavoro

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1 Comment

  1. Ercole2

    Caro EZIO parole sacre ma la tua riflessione va inquadrata nel contesto della crisi che da più di 20 anni attanaglia il mondo del lavoro.Con la decadenza del capitalismo ,i sindacati si sono trasformati dappertutto in organi dell’ordine capitalista all’interno del proletariato .Le forme di organizzazione sindacali “ufficiali ” o “di base “non servono che ad inquadrare la classe operaia e sabotare le sue lotte.Per la sua battaglia ,la classe operaia deve unificare le sue lotte ,assumendosi in prima persona il compito della loro estensione e della loro organizzazione ,tramite assemblee generali sovrane e dei comitati di delegati ,eletti e revocabili in ogni momento da queste assemblee.