LA STRAGE DI OPERAI

Continua a salire il bilancio dei morti nel crollo del 24 aprile in Bangladesh man mano che procedono le ricerche sotto le macerie. I morti sono saliti oltre i 620 dai 547 di venerdì e i corpi vengono rinvenuti in stato di decomposizione, per cui risultano difficili le identificazioni. La polizia ha fatto sapere infatti che sono saliti a 622 i corpi recuperati. Il bilancio sembra destinato a salire. Si tratta probabilmente del peggiore incidente mai avvenuto nella storia dell’industria di abbigliamento non solo in Bangladesh, ma nel mondo. Nel palazzo caduto a Dacca avevano sede almeno cinque fabbriche tessili.   […]
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Continua a salire il bilancio dei morti nel crollo del 24 aprile in Bangladesh man mano che procedono le ricerche sotto le macerie.

I morti sono saliti oltre i 620 dai 547 di venerdì e i corpi vengono rinvenuti in stato di decomposizione, per cui risultano difficili le identificazioni. La polizia ha fatto sapere infatti che sono saliti a 622 i corpi recuperati.

Il bilancio sembra destinato a salire. Si tratta probabilmente del peggiore incidente mai avvenuto nella storia dell’industria di abbigliamento non solo in Bangladesh, ma nel mondo.

Nel palazzo caduto a Dacca avevano sede almeno cinque fabbriche tessili.

 

Il crollo ha superato disastri precedenti come quello dell’incendio della fabbrica Triangle a New York del 1911, in cui morirono 146 operai, e tragedie più recenti come i due incendi scoppiati in meno di 24 ore l’anno scorso in due fabbriche del Pakistan, a Lahore e Karachi, in cui morirono circa 260 persone. Sempre nel 2012, a novembre c’era stato un altro incidente in fabbrica alla periferia di Dacca, in Bangladesh, con un incendio in cui erano morte 112 persone. L’industria dell’abbigliamento in Bangladesh ha un giro d’affari di 20 miliardi di dollari all’anno, costituendo circa l’80% delle esportazioni del Paese.

People rescue garment workers trapped under rubble at the Rana Plaza building after it collapsed, in Savar

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