Gli operai continuano a morire per il profitto dei padroni

“ Serve il concorso di tutti, purtroppo oggi, c’è da pensare al lavoro che non c’è, al lavoro cercato inutilmente, al lavoro a rischio e precario” così il gran ciambellano della borghesia italiana, proclama  nel messaggio del primo maggio, Napolitano, pare parli di una calamità naturale e non della crisi dei padroni italiani scaricata dalle politiche del governo filo padronale di Monti sulla pelle degli operai. Ancora un appello ipocrita alla coesione nazionale, al supremo bene comune in concomitanza con la  nascita del nuovo governo dei padroni presieduto da Letta. Intanto continua la carneficina degli operai, ieri è toccato a […]
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“ Serve il concorso di tutti, purtroppo oggi, c’è da pensare al lavoro che non c’è, al lavoro cercato inutilmente, al lavoro a rischio e precario” così il gran ciambellano della borghesia italiana, proclama  nel messaggio del primo maggio, Napolitano, pare parli di una calamità naturale e non della crisi dei padroni italiani scaricata dalle politiche del governo filo padronale di Monti sulla pelle degli operai.

Ancora un appello ipocrita alla coesione nazionale, al supremo bene comune in concomitanza con la  nascita del nuovo governo dei padroni presieduto da Letta.

Intanto continua la carneficina degli operai, ieri è toccato a Nicolae Pope operaio rumeno di 49 anni che lascia moglie e due figli.

Nicolae è morto ieri schiacciato dal crollo del solaio dove stava lavorando in un seminterrato di Velletri (Roma). I vigili del fuoco hanno scavato per oltre un’ora alla ricerca di altri eventuali feriti, ma i colleghi di Nicolae anche loro assunti a nero erano scappati.

Sempre a Roma un altro operaio di 61 anni è stato ricoverato in fin di vita al Policlinico Umberto primo dopo essere precipitato da una gru in un cantiere vicino a viale Libia.

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