DIBATTITO OPERAIO IN CINA

Questi scritti arrivano dal sito www.gongchao.org , laboratorio di analisi ed educazione politica nato nel 2008, indipendente da partiti e sindacati e con la prospettiva della lotta di classe DEGLI operai PER gli operai, che pone grande attenzione alla situazione dei migranti impiegati sul suolo cinese. In questi giorni e sino alla fine di maggio negli Stati Uniti verranno presentati i lavori di documentazione e testimonianza delle lotte portate avanti dagli operai FOXCONN in Cina, arrivate (e passate come meteore in pochi giorni….. ) all’attenzione degli straccetti di regime durante il 2012. Il paragrafo qui riportato è parte della […]
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Questi scritti arrivano dal sito www.gongchao.org , laboratorio di analisi ed educazione politica nato nel 2008, indipendente da partiti e sindacati e con la prospettiva della lotta di classe DEGLI operai PER gli operai, che pone grande attenzione alla situazione dei migranti impiegati sul suolo cinese.

In questi giorni e sino alla fine di maggio negli Stati Uniti verranno presentati i lavori di documentazione e testimonianza delle lotte portate avanti dagli operai FOXCONN in Cina, arrivate (e passate come meteore in pochi giorni….. ) all’attenzione degli straccetti di regime durante il 2012.

Il paragrafo qui riportato è parte della pubblicazione di aprile 2013 intitolata “contro il feticismo della rappresentanza – La lotta di classe in Cina oltre la grande narrativa sinistrorsa”.

(tradotto dall’inglese)

Le strategie contro le lotte operaie sono progettate da enti statali e del capitale, ma quando si tratta di integrazione e coordinare le lotte queste strategie si basano sulla collaborazione di “forze di sinistra” organiche ed esterne alla classe operaia.In Cina, alcuni attivisti del lavoro, ONG, funzionari e accademici sostengono la costituzione di sindacati indipendenti, o la riforma del ACFTU ( federazione dei sindacati cinesi, ndr)  in modo che possa svolgere la funzione di rappresentanza. Ironia della sorte per i lavoratori, entrambe le proposte sono promosse da forze opposte: i gruppi che vogliono pacificare le lotte, alcune anche in nome del PCC e della sua “società armoniosa” e gruppi che desiderano intensificare le lotte – ma interpretano erroneamente i sindacati come organizzazioni che rafforzano il potere dei lavoratori .

Perché quest’ultimo gruppo fa questo errore? Negli ultimi 150 anni, il capitalismo come rapporto sociale si è dimostrato molto flessibile nell’adattarsi ai conflitti sociali e di integrazione, stabilizzando così il sistema e prevenendo il cambiamento strutturale. Il capitale è riuscito ad integrare le forze di sinistra alle mobilitazioni, ponendole come rappresentanza della classe operaia e legandole alle forme borghesi di governo e dell’ideologia capitalista del progresso e della modernità. Queste forze spesso seguono la grande narrazione della sinistra che proclama la necessità della rivoluzione borghese che precede la rivoluzione proletaria, la creazione di “organizzazioni di classe”, come i sindacati (per la lotta economica) ed i partiti (per la lotta politica), oltre alla presa del potere e la creazione di un “stato operaio” in una fase transitoria.

Questo racconto è basato su una composizione di classe particolare soprattutto in Germania alla fine del 19° e l’inizio del 20° secolo, che forma due principali dottrine di sinistra, la socialdemocrazia ed il marxismo-leninismo (differenti come logica vuole). In sostanza, è servito come ideologia dello sviluppo capitalistico attraverso la (taylorista) industrializzazione, proletarizzazione, e la creazione di regole più o meno democratiche, quando non autoritarie. Oggi, dopo la scomparsa del socialismo del 20° secolo basato su di un sistema di classe burocratico e politicamente repressivo come anche sulla partecipazione social-democratica alle regole del capitalismo democratico occidentale, entrambi possono sembrare obsoleti come utili strumenti politici di cambiamento sociale, ma sono invece assai vivi come strategie politiche tra la sinistra di oggi e dei loro gruppi di pressione.

In Cina, le teorie della sinistra e le sue varianti vengono promosse non solo dalla minoranza “di sinistra” all’interno del PCC, che propugna un rilancio di uno stato dei lavoratori di stampo maoista, ma anche da parte dell’ opposizione più radicale che sostiene le mobilitazioni e gli scioperi degli operai, ossia talune ONG del lavoro, (neo) gruppi maoisti, docenti universitari di sinistra, ecc.

Il dibattito sul Partito Operaio e sulla sua organizzazione prosegue spedito nella terra che conta la più grande concentrazione di operai e lavoratori.

Orientali saluti Operai da Pavia

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