LE COOPERATIVE DI LAVORO: NUOVA FORMA DI SFRUTTAMENTO DEI LAVORATORI

Non è un caso che alcune delle più profonde ed estese lotte operaie e sociali si siano sviluppate nel contesto dei lavoratori delle cooperative, soprattutto nel settore della logistica. Il sistema delle cooperative è molto poco controllato e mal regolamentato e proprio su questo giocano i padroni e le grosse imprese per ottenere profitti sempre più ampi, con  casi di veri e propri furti sulle buste paga che sono molto spesso la norma e non l’eccezione. Anche la gestione dei turni di lavoro e l’utilizzo della cassa integrazione va ad esclusivo vantaggio dei padroni, che aumentano i carichi e […]
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Non è un caso che alcune delle più profonde ed estese lotte operaie e sociali si siano sviluppate nel contesto dei lavoratori delle cooperative, soprattutto nel settore della logistica.
Il sistema delle cooperative è molto poco controllato e mal regolamentato e proprio su questo giocano i padroni e le grosse imprese per ottenere profitti sempre più ampi, con  casi di veri e propri furti sulle buste paga che sono molto spesso la norma e non l’eccezione. Anche la gestione dei turni di lavoro e l’utilizzo della cassa integrazione va ad esclusivo vantaggio dei padroni, che aumentano i carichi e le ore di lavoro di chi resta nei magazzini, non riducendo quindi il lavoro totale. Se poi aggiungiamo le vessazioni continue a cui sono sottoposti questi lavoratori, molto spesso immigrati e quindi sottoposti allo sfruttamento e al ricatto del permesso di soggiorno, abbiamo un quadro preciso del perché da questo settore sia nata una lotta così radicale.
In questo quadro non possiamo dimenticare l’evidente disegno politico-economico di trasformare il nord Italia e in particolare anche il nostro territorio in un immenso polo logistico per le merci di tutta Europa, ponendo fine alla Lombardia produttiva “locomotiva” dello sviluppo italiano per lasciare il posto alla nuova Lombardia “autostrada d’Europa”, prospettando quindi a noi e ai nostri figli un futuro in un magazzino lavorando per qualche cooperativa. A questo si aggiunge la devastazione ambientale che è legata a questo progetto, e ai profitti dei grandi costruttori, che già subisce e che continuerà a subire il nostro territorio, dalla TEM alla Pedemonatana al TAV in Val Susa: tutte queste opere fortemente contestate dalla cittadinanza che vive su quei territori sono funzionali a questo progetto di valorizzazione del grande capitale italiano ed europeo.
Invitiamo tutti i cittadini, i lavoratori e gli attivisti interessati a discuterne con noi in una assemblea pubblica che si terrà sabato 11 maggio alle ore 15.00 al circolo Arci Malabrocca a Pioltello, via alla stazione 22, sulla base della seguente Piattaforma di rivendicazioni e di lotta:
• Assunzione diretta di tutti i lavoratori delle cooperative da parte delle imprese committenti.
• Creazione di comitati per coordinare e sostenere le mobilitazioni e gli scioperi dei lavoratori in lotta, nella prospettiva di costruire un coordinamento nazionale di tutte le lotte.
• Costituzione di comitati di lotta dei lavoratori della Sanità e della Scuola contro le privatizzazioni. Per servizi sociali pubblici e gratuiti sotto il controllo dei lavoratori e degli utenti.
• Unità dei sindacati non concertativi e degli attivisti sindacali combattivi della Fiom e della Cgil, che supporti le posizioni dei lavoratori più radicali e attivi nelle lotte.
• Istituzione di un nuovo meccanismo di scala mobile dei salari che leghi la retribuzione al costo della vita per restituire un minimo di dignità ai lavoratori.
• Istituzione di un reddito minimo garantito per tutti. Apertura dei libri contabili delle aziende che ricorrono alla cassa integrazione o ai licenziamenti per ragioni economiche.
• Nazionalizzazione senza indennizzo e sotto il controllo dei lavoratori delle aziende in crisi, che licenziano o che delocalizzano la produzione.
• Lotta per la convocazione di un prossimo sciopero generale unitario per costringere il governo a ritirare la riforma del lavoro che cancella l’art. 18 e tutte le altre misure di austerità.
• Riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario.
• Abolizione di tutte le leggi antisciopero.
• Per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.
• Perché tutti abbiano diritto a vivere degnamente in una casa senza temere di essere sfrattati
RETE DI SOSTEGNO ATTIVA JABIL
NO AUSTERITY – COORDINAMENTO DELLE LOTTE MILANO

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