I SINDACATI FESTEGGIANO NAPOLITANO

L’elezione del presidente della repubblica non rappresenta solo il fallimento della politica dei partiti. Il sistema condivide spazio con le cosiddette “parti sociali”, i sindacati, con i suoi rappresentanti presso il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (ed i suoi lauti stipendi). Gli operai devono quotidianamente fronteggiare la guerra del lavoro. I più diretti colpevoli dell’assenza di ogni tutela e dell’imbarbarimento delle fabbriche e dei cantieri sono proprio i sindacati. Non dobbiamo dimenticare il ruolo “politico” dei sindacati, complici delle leggi sul lavoro e sullo stato sociale. Cofferati portò 3 milioni di persone al Circo Massimo a Roma proprio […]
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L’elezione del presidente della repubblica non rappresenta solo il fallimento della politica dei partiti. Il sistema condivide spazio con le cosiddette “parti sociali”, i sindacati, con i suoi rappresentanti presso il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (ed i suoi lauti stipendi).

Gli operai devono quotidianamente fronteggiare la guerra del lavoro. I più diretti colpevoli dell’assenza di ogni tutela e dell’imbarbarimento delle fabbriche e dei cantieri sono proprio i sindacati.

Non dobbiamo dimenticare il ruolo “politico” dei sindacati, complici delle leggi sul lavoro e sullo stato sociale. Cofferati portò 3 milioni di persone al Circo Massimo a Roma proprio in opposizione al DPEF (decreto di economia e finanza) del governo Berlusconi.

Non dovrebbe essere necessario commentare le dichiarazioni dei segretari confederali sulla rielezione di Napolitano…

Operai non dimentichiamoci che i primi da sbattere fuori dalle NOSTRE fabbriche e dai NOSTRI cantieri sono proprio loro.

Saluti Operai da Pavia

CAMUSSO, CGIL: Esprimo un forte ringraziamento al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. 
La sua disponibilità ad accettare la candidatura alla più alta carica dello Stato è stato un gesto di 
grande responsabilità istituzionale e di grande generosità di cui l'intero Paese deve essergli grato. 
In una situazione economica e sociale così segnata da drammatiche emergenze, la sensibilità che il Presidente
ha sempre avuto ai temi dell’equità e della giustizia sociale, la sua costante preoccupazione 
per le crescenti diseguaglianze, per l’aumento della disoccupazione, in particolare tra i giovani, e per 
l’allargarsi della povertà nel nostro Paese, gli saranno di aiuto nelle future e impegnative scelte che 
dovrà affrontare. 
Mi auguro che il Presidente Napolitano saprà interpretare e saprà essere garante della ripresa e del rilancio 
dell'economia, della lotta alle diseguaglianze, dell’attenzione ai deboli, dell’avanzamento civile del Paese 
con la rifondazione del sistema politico e istituzionale all’interno di un’Europa politicamente forte 
e solidale.

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BONANNI, CISL: La scelta del Presidente Napolitano di accettare la candidatura per un secondo mandato al 
Quirinale e' un atto di grande responsabilita' istituzionale che va salutato con grande sollievo e speranza
da parte di tutti i cittadini italiani. Ma nello stesso tempo questa situazione purtroppo certifica la sostanziale
incapacita' e un vero e proprio default dei partiti di trovare una soluzione politica alla grave crisi 
istituzionale.In un momento drammatico per le condizioni economiche e sociali del paese, il reincarico a 
Napolitano e' certamente una garanzia autorevole e saggia per la tenuta democratica. Speriamo che l'auspicabile 
rielezione di Giorgio Napolitano rappresenti anche un segnale di coesione politica in vista della rapida 
formazione di un governo di larghe intese che il paese si attende in questa fase per uscire dallo stallo ed 
affrontare le questioni economiche piu' urgenti, aprire una fase costituente per cambiare la legge elettorale
, riformare le istituzioni centrali e locali come ci ha indicato il comitato dei saggi voluto proprio dal 
presidente Napolitano.

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ANGELETTI, UIL: A Giorgio Napolitano vanno le felicitazioni mie e della Uil tutta per la sua rielezione a 
Presidente della Repubblica. Possiamo comprendere quanto sacrificio personale questa scelta gli sia costata.
A maggior ragione gli siamo profondamente grati per questo atto di generosita' e di amore nei confronti della
nazione con cui ha accettato di rinnovare il suo impegno.
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