I PARTITI CHIACCHIERANO E IL GOVERNO MONTI VA AVANTI. OPERAI ALTRE LACRIME E SANGUE CI ASPETTANO NEL 2013

Redazione di Operai Contro, Il governo Monti voluto dal Pd di Bersani  e dal Pdl di Berlusconi va avanti. Altre tasse e tagli attendono noi operai nel 2013. Altro che stop all’Imu e cancellazione del punto in più di Iva che scatterà a luglio. Altra cassa integrazione, se ci saranno i soldi, altri licenziamenti Qualsiasi governo uscirà dal parlamento dei padroni il nostro destino è segnato L’unica nostra possibilità è andare organizzati allo scontro con i padroni e i loro partiti Si è iniziato a sviluppare sul giornale il discorso sul partito operaio. La proposta degli operai dell’INNSE mi sembra molto importante: […]
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Redazione di Operai Contro,

Il governo Monti voluto dal Pd di Bersani  e dal Pdl di Berlusconi va avanti.

Altre tasse e tagli attendono noi operai nel 2013.

Altro che stop all’Imu e cancellazione del punto in più di Iva che scatterà a luglio.

Altra cassa integrazione, se ci saranno i soldi, altri licenziamenti

Qualsiasi governo uscirà dal parlamento dei padroni il nostro destino è segnato

L’unica nostra possibilità è andare organizzati allo scontro con i padroni e i loro partiti

Si è iniziato a sviluppare sul giornale il discorso sul partito operaio.

La proposta degli operai dell’INNSE mi sembra molto importante:

“Passare dal parlare di partito operaio a costituirlo è un salto molto difficile, quasi impossibile, ma le missioni impossibili si possono rilevare le uniche che realizzate producono grandi risultati. Alla INNSE il partito operaio informale ha dimostrato cosa può fare una comunità operaia, unita, che sa dove andare. Perché non tentare in altre fabbriche la stessa pratica organizzativa? In poche parole è così difficile riconoscersi e costituirsi in ogni luogo di lavoro, fra operai, come sezione di un partito ancora informale che si va definendo? ……………………………………
I preti laici delle piccole e piccolissime parrocchie politiche, che si richiamano ai lavoratori, esamineranno questa proposta con sufficienza, la bocceranno senza appello come settaria, o cercheranno di farla passare sotto silenzio. Ma hanno fallito su tutta la linea, quando parlano in pubblico addormentano la gente con le solite litanie sulle lotte mai organizzate, sulla generalizzazione delle iniziative che si risolve in un accordo privato fra due o tre individui, sulle chimere di un grande movimento che mai si muoverà, sui loro fumosi obiettivi. Ebbene se
gli operai più avanzati non riusciranno a fare i conti con questi personaggi sarà ben difficile andare verso il partito operaio, ma anche da questo lato la crisi ci sta dando una mano, lo scontro fra operai e padroni si fa sempre più serio e tante chiacchiere su una gestione politica di sinistra del capitalismo riformato hanno fatto il loro tempo”

Operai dobbiamo organizzarci nella fabbrica, è difficile, ma non abbiamo scelta. Dobbiamo formare il nostro esercito con piccoli gruppi di combattimento in fabbrica. Non servono le sviolinate sulle grandi e importanti assemblee fuori dalla fabbrica che spesso raccolgono gli sfigati del passato.

Nessuno ci può dire come fare dobbiamo trovare la strada fabbrica per fabbrica

Un operaio di Milano

 

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