LECCE OPERAI FIAT CNH INCROCIANO LE BRACCIA

LECCE – “Cattivi presagi” sullo stabilimento Fiat Cnh di Lecce, spingono gli operai ad incrociare le braccia per oltre un’ora, improvvisando uno sciopero che sarebbe dovuto essere, invece, un’assemblea sindacale straordinaria. E lo stato d’agitazione, indetto dai sindacati metalmeccanici interni allo stabilimento, sito nella zona industriale del capoluogo, è appena agli inizi.  I lavoratori sono già pronti a presidiare l’ingresso in fabbrica per tutta la mattina di domani, a partire dalle prime luci dell’alba. La sveglia, per quasi tutti, suonerà alle 5.00. L’obiettivo della levataccia, in un giorno di permesso retribuito dall’azienda (e quindi spendibile in un modo più piacevole), è quello di verificare […]
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LECCE – “Cattivi presagi” sullo stabilimento Fiat Cnh di Lecce, spingono gli operai ad incrociare le braccia per oltre un’ora, improvvisando uno sciopero che sarebbe dovuto essere, invece, un’assemblea sindacale straordinaria. E lo stato d’agitazione, indetto dai sindacati metalmeccanici interni allo stabilimento, sito nella zona industriale del capoluogo, è appena agli inizi.

 I lavoratori sono già pronti a presidiare l’ingresso in fabbrica per tutta la mattina di domani, a partire dalle prime luci dell’alba. La sveglia, per quasi tutti, suonerà alle 5.00. L’obiettivo della levataccia, in un giorno di permesso retribuito dall’azienda (e quindi spendibile in un modo più piacevole), è quello di verificare cosa realmente accadrà all’interno del sito specializzato nella produzione di macchine movimento terra. Chi entrerà e chi no, considerato il fermo delle lavorazioni comunicato oggi ai rappresentanti sindacali, nel corso di un incontro che ha colto tutti di sorpresa.

Dall’inizio dell’anno, fino ad oggi, si contano già quattro stop della produzione. I fermi, della durata di pochi giorni e legati ad un momento di crisi della produzione, sono sempre stati concordati con le Rsa aziendali di Uilm, Film e Sismic. Qualcosa però, a detta dei sindacalisti, ha fatto saltare i piani.

 

“A fabbrica chiusa, con i macchinari bloccati, alcuni capisquadra hanno richiamato un centinaio di operai per riprendere le attività, in barba allo specifico compromesso raggiunto con gli amministratori Fiat”, spiega William Maruccia di Uilm. La presunta “chiamata discrezionale”, che avrebbe graziato più di un lavoratore a discapito degli altri, a detta dei colleghi di tutte le Rsa aziendali, quindi Alessandro Mazzotta, Gabriele Giorgini e Marco Viola, è un rischio che nessuno vuole più correre.

 

Ed è stata la classica mosca saltata al naso degli operai che, questa volta, hanno deciso di mantenere alto il livello di guardia. Una differenza con le precedenti crisi, però, esiste. “Fiat non ha comunicato quanto tempo durerà il fermo, potrebbe anche proseguire fino al ponte del primo maggio – spiega Maruccia -. Per la prima settimana il salario è garantito dai permessi retribuiti, poi chissà”.

Non ci sono certezze, né segnali che facciano presagire una imminente richiesta di accesso agli ammortizzatori sociali. Per quanto gli operai di Fiat Cnh abbiano già trascorso lunghi periodi di alti e bassi. Dopo il picco della produzione registrato nel 2007, la flessione fino al 2011 ha comportato l’accesso alla cassa integrazione. Poi la risalita, nel 2012. Ed ora, agli inizi del nuovo anno, si lavora già ad intermittenza. “La produzione è ferma perché non arriva la materia prima dalla ditta fornitrice Alcar che, allo stesso modo, non se la passa bene”, spiegano i sindacalisti.

http://www.lecceprima.it/cronaca/scioper-fiat-cnh-9-aprile-2013.html

AL LINK FORNITO E’ POSSIBILE LEGGERE IL COMMENTO DEGLI OPERAI

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