TARANTO: LA GENTE IN PIAZZA, POLITICI E SINDACALISTI A CONTARE LA MAZZETTA DI RIVA

Dalla Gazzetta del Mezzogiorno La gente in piazza e i politici latitanti di MIMMO MAZZA A quattro mesi di distanza dalla grande manifestazione del 15 dicembre scorso e due giorni prima della pronuncia della Consulta sulla legge salva-Ilva, Taranto torna in piazza. Non tutta Taranto, però, perché pur essendo il diritto alla salute un diritto di tutti, nessun partito politico e nessun sindacato, le due forme di associazionismo storicamente rappresentative, hanno annunciato la loro adesione alla marcia contro l’inquinamento, né tantomeno, come pure sarebbe stato legittimo (e almeno un segnale di esistenza in vita) la loro, argomentata o meno, […]
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Dalla Gazzetta del Mezzogiorno

La gente in piazza e i politici latitanti

di MIMMO MAZZA

A quattro mesi di distanza dalla grande manifestazione del 15 dicembre scorso e due giorni prima della pronuncia della Consulta sulla legge salva-Ilva, Taranto torna in piazza. Non tutta Taranto, però, perché pur essendo il diritto alla salute un diritto di tutti, nessun partito politico e nessun sindacato, le due forme di associazionismo storicamente rappresentative, hanno annunciato la loro adesione alla marcia contro l’inquinamento, né tantomeno, come pure sarebbe stato legittimo (e almeno un segnale di esistenza in vita) la loro, argomentata o meno, contrarietà.

Perché oggi più di ieri, Taranto sconta un forte scollamento tra esigenze di una città strategica solo quando deve essere sfruttata in tutte le sue articolazioni e abbandonata quando invece i suoi problemi vanno affrontati e risolti, soldi alla mano. Dove sono i (pochi, viste le scelte calate dall’alto) parlamentari eletti dai tarantini 40 giorni fa? Quali iniziative hanno assunto per controllare, forti del loro potere ispettivo, se il gruppo Riva sta attuando le prescrizioni previste dall’Autorizzazione integrata ambientale, se le proroghe e le modifiche chieste dall’Ilva sono compatibili con la salute di operai e cittadini, se l’azienda ha fornito adeguate garanzie sull’effettuazione dei lavori di bonifica e rifacimento degli impianti e sul mantenimento dei livelli occupazionali? Perché non hanno ancora chiesto al ministro di Grazia e Giustizia di rafforzare i carenti organici della magistratura tarantina, al ministro Balduzzi cosa ne è stato degli annunciati rinforzi di camici bianchi e attrezzature, al ministro dell’Ambiente Clini, sempre così attento alle vicende Ilva, l’istituzione a Taranto di una sezione del Nucleo operativo ecologico dei carabinieri?

Perché se la piazza è degli slogan e dei sognatori, gli atti concreti sono, dovrebbero essere, di politici e amministratori.

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1 Comment

  1. piero

    Il movimento di Taranto è molto interessante perchè è espressione di un popolo che si sta liberando dalla logica delle delega, non si fa dirigere e mette in discussione la dicotomia tra lavoro e ambiente.