Operai, occupiamo il tribunale e il parlamento

Operai, occupiamo il tribunale e il parlamento   Operai, ma è mai possibile che centinaia di parlamentari in massa, occupino e protestino in tribunale e a noi che ci licenziano e ci chiudono le fabbriche dobbiamo stare buoni? E’ tempo che il sindacalismo operaio prenda piede nelle fabbriche, nei presidi, nelle lotte, sbaragliando la strada al sindacalismo compiacente e venduto. Basta con i tavoli e le processioni che sanciscono la nostra rovina. Si a iniziative e forme di lotta che spacchino la gabbia del sindacalismo collaborazionista, sì a lotte vere e incisive. Via i sindacalisti venduti dalle fila operaie. […]
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Operai, occupiamo il tribunale e il parlamento

 

Operai, ma è mai possibile che centinaia di parlamentari in massa, occupino e protestino in tribunale e a noi che ci licenziano e ci chiudono le fabbriche dobbiamo stare buoni?

E’ tempo che il sindacalismo operaio prenda piede nelle fabbriche, nei presidi, nelle lotte, sbaragliando la strada al sindacalismo compiacente e venduto.

Basta con i tavoli e le processioni che sanciscono la nostra rovina.

Si a iniziative e forme di lotta che spacchino la gabbia del sindacalismo collaborazionista, sì a lotte vere e incisive.

Via i sindacalisti venduti dalle fila operaie.

Saluti operai da Bari

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3 Comments

  1. Giuseppe

    Siamo troppo deboli, disorganizzati e spesso ignoranti. Non sufficientemente contrapposti all’ordine dei padroni, ma pronti da decenni a condividere il pensiero dominante. Ci vuole qualcosa che diriga la protesta che per adesso è muta: c’è molta gente che ha voglia di menare le mani e farla pagare ai ladri manigoldi.

  2. Ercole2

    Caro giuseppe sei realista ,ma i veri rivoluzionari lottano fino alla morte perchè sono forti della scienza del marxismo ,ci sono giorni che valgono 20 anni diceva Marx, la crisi gioca a nostro favore e presto le lotte partiranno.

  3. piero

    In realtà è già un’azione molto importante e rivoluzionaria la controinformazione, da cui scaturisce l’enorme importanza di questo spazio di dibattito. Purtroppo negli spazi informativi di massa le informazioni che circolano sono filtrate e gli intellettuali ben pagati condizionano efficacemente l’opinione pubblica, anche degli operai e dei poveri cristi. Sta a noi far comprendere i veri motivi della crisi e far capire che l’unica strada da perseguire, in prospettiva, è il controllo sociale dei mezzi di produzione per il soddisfacimento diretto dei bisogni del popolo.Ci deve esere, però, un’azione coordinata su scala globale, e su questo bisogna lavorare.