GRECIA, LA FABBRICA SALVATA DAGLI OPERAI

SCRITTO DA LMANES IL 20/02/2013. CATEGORIA FINAN la fabbrica in funzione (dal sito www.viome.org) [di Caterina Amicucci, dalla Grecia]  A prima vista Salonicco appare una città assorbita nella sua tranquilla quotidianità. Una delusione per i numerosi giornalisti che da mesi accorrono a caccia di una povertà dilagante, diffusa e visibile. Anche la periferia è identica a quella di una qualsiasi altra città europea: una distesa di grandi magazzini dei più noti marchi globali. E’ in questo luogo anonimo, paradigma perfetto dell’omologazione del capitalismo moderno, che parte la prima esperienza di fabbrica recuperata e autogestita dai lavoratori. Si chiama Vio.me (Biomeccanica Metallica) e fino […]

SCRITTO DA LMANES IL . CATEGORIA FINAN

la fabbrica in funzione (dal sito www.viome.org)

la fabbrica in funzione (dal sito www.viome.org)

[di Caterina Amicucci, dalla Grecia] 

A prima vista Salonicco appare una città assorbita nella sua tranquilla quotidianità. Una delusione per i numerosi giornalisti che da mesi accorrono a caccia di una povertà dilagante, diffusa e visibile. Anche la periferia è identica a quella di una qualsiasi altra città europea: una distesa di grandi magazzini dei più noti marchi globali. E’ in questo luogo anonimo, paradigma perfetto dell’omologazione del capitalismo moderno, che parte la prima esperienza di fabbrica recuperata e autogestita dai lavoratori.

Si chiama Vio.me (Biomeccanica Metallica) e fino a qualche anno fa era un fiorente stabilimento di produzione di cementi, collanti e solventi per l’edilizia. Era un’impresa sussidiaria della Filkeram, fallita nel 2011, allorché i proprietari fuggirono lasciandosi alle spalle un milione e mezzo di stipendi non pagati. Per questa ragione, una quarantina dei settanta operai che vi lavoravano hanno deciso di non abbandonare la fabbrica e di presidiare i macchinari e il magazzino pieno di merce pronta per essere venduta.

Grazie al sostegno di un ampio fronte sociale, il 12 febbraio scorso Vio.me ha riaperto i battenti con un corteo e un concerto di solidarietà ai quali hanno partecipato migliaia di persone. A dirigere i lavori non c’è un consiglio di amministrazione, bensì l’assemblea dei lavoratori che in questi due anni hanno ostinatamente presidiato lo stabilimento, arrivando anche a rilevare le rate dell’unica macchina ancora in leasing per evitare che fosse portata via.

Per il momento la produzione ha ripreso a ritmo ridotto, gli operai sono ancora impegnati nella messa in sicurezza dell’area e a risolvere i numerosi problemi pendenti, tra cui prima di tutto la nuova forma giuridica. Nonostante abbia approvato in maniera generica l’iniziativa, il ministero del Lavoro sembra preoccupato dal fatto che l’esperienza si possa replicare altrove e di fatto fino a oggi non ha fornito le risposte necessarie per risolvere l’aspetto burocratico della vicenda. E poi c’è la riorganizzazione della produzione, che in passato comprendeva anche la lavorazione delle materia prime provenienti dalle miniere dell’ex-proprietà. Si trattava del settore maggiormente remunerativo per l’azienda e che naturalmente non riprenderà le sue attività.

Il progetto di rilancio prevede invece di convertire il 15 per cento della produzione in detersivi ecologici, anche per fornire uno strumento concreto di sostegno economico al vasto fronte di appoggio che si è creato a livello nazionale. Inoltre si conta sul fatto che nel nord della Grecia si è sviluppato un fortissimo movimento che promuove la vendita diretta di prodotti alimentari, evitando qualsiasi forma di intermediazione. Ricerche recenti affermano che il 22 per cento della popolazione oggi compra in forma diretta dai produttori e i detersivi biologici di Vio.me costituirebbero un enorme valore aggiunto.

La scelta di ricominciare da questo prodotto, oltre alla generale crisi del settore edilizio, è poi dovuta soprattutto al basso investimento necessario per partire concretamente. Se si volesse riportare l’intera attività a pieno regime servirebbero due milioni di euro.

Ma Makis Anagnostou, portavoce dell’assemblea dei lavoratori, non sembra preoccupato al riguardo e ci spiega che la prima mossa sarà vendere all’asta l’intera scorta di materiale custodite in magazzino e che attestazioni di solidarietà stanno arrivando un po’ da tutte le parti. Anche dall’Argentina, dove dal 2005 è attivo il fondo La Base, un’iniziativa di microcredito rivolto in maniera specifica alle imprese recuperate e gestite direttamente dai lavoratori in forma cooperativisitica. Sono 106 le realtà produttive finanziate sino ad oggi in America Latina e Vio.Me potrebbe essere il primo progetto europeo.

Ad Atene, dove la situazione generale appare subito diversa, qualcuno sostiene con un misto di orgoglio e amarezza che l’esperienza di Vio.me è l’unica cosa buona che sta avvenendo oggi nel paese.

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