AFRICA, CRIMINI, POTENZE

rassegna stampa Gbagbo all’Aja utile criminale di guerra Thomas Scheen Tesi di FAZ, giornale tedesco: Gli africani considerano la Corte penale internazionale dell’Aja uno strumento dell’Occidente, dimostrazione: la Corte accusa di crimini di guerra solo l’ex presidente della Costa d’Avorio Laurent Gbagbo e non l’ugualmente colpevole, attuale presidente ivoriano, Alassane Ouattara, sostenuto dalla Francia. –       I procedimenti contro criminali di guerra africani hanno sempre conseguenze politiche, che prima o dopo  vanno a vantaggio dell’Occidente. –       L’esempio della Costa d’Avorio: l’influenza francese molto ridotta sotto Gbagbo riprende con Ouattara.  –       L’accusa contgro Gbagbo:  Gbagbo, 67 anni, socialista, per rimanere al […]
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rassegna stampa

Gbagbo all’Aja utile criminale di guerra

Thomas Scheen

Tesi di FAZ, giornale tedesco: Gli africani considerano la Corte penale internazionale dell’Aja uno strumento dell’Occidente,

dimostrazione: la Corte accusa di crimini di guerra solo l’ex presidente della Costa d’Avorio Laurent Gbagbo e non l’ugualmente colpevole, attuale presidente ivoriano, Alassane Ouattara, sostenuto dalla Francia.

–       I procedimenti contro criminali di guerra africani hanno sempre conseguenze politiche, che prima o dopo  vanno a vantaggio dell’Occidente.

–       L’esempio della Costa d’Avorio:

l’influenza francese molto ridotta sotto Gbagbo riprende con Ouattara. 

–       L’accusa contgro Gbagbo:  Gbagbo, 67 anni, socialista, per rimanere al potere perseguiva con i suoi seguaci il piano di eliminazione degli oppositori politici ed etnici.

tra 706 e 1059 le vittime dei soldati e miliziani a lui fedeli nel solo periodo 28 nov. 2010 8 maggio 2011.
L’elezione alla presidenza di Gbagbo nel nov. 2000, in una situazione di forti scontri venne riconosciuta dalla comunità internazionale.

secondo i seguaci ed elettori di Gbagbo:

– Gli eventi secondo i seguaci di Gbagbo:

Guillaume Soro, ex leader del movimento studentesco e precedentemente molto legato a Gbagbo, subito dopo le elezioni del 2000 va in Burkina Faso e con i soldi del miliardario Ouattara costituisce un esercito di ribelli, che marcia sulla Costa d’Avorio e cerca di rovesciare il governo; sono commesse numerose atrocità.

–       Nel 2007, sotto forti pressioni internazionali viene conclusa una pace e formato un governo di transizione, Soro è nominato primo ministro.

–       Alle presidenziali del 2010, Soro minaccia guerra se Gbagbo non si dimette, e lo fa: 3000 vittime di cui oltre 800 civili massacrati in un villaggio dell’Ovest dai ribelli di Soro.

–       La comunità internazionale riconosce Ouattara come presidente, e Guillaume Soro diviene presidente del parlamento, Gbagbo è perseguito.

Anche l’ONU, che ha partecipato attivamente alla rimozione di Gbagbo, ha più volte parlato di gravi violazioni dei diritti umani da parte dei ribelli, ma nessuno dei loro leader è stato fino ad oggi perseguito.
Altri esempi di utilizzo politico della “Giustizia” in Africa:

–       Rep. Dem del Congo: alle presidenziali del 2006 il presidente Kabila aveva perso per 42 a 58 contro il rivale Jean-Pierre Bemba, ex leader dei ribelli, ed ora ora detenuto all’Aja.

–       Entrambi cercarono di risolvere la questione con le armi, fin quando Bemba fuggì in Portogallo, e poi venne arrestato dal Tribunale dell’Aja con l’accusa di aver perpetrato nel 2002 con i suoi ribelli un massacro nella Rep. Centrafricana, dove erano accorsi in aiuto del presidente Ange-Félix Patassé nella lotta contro i suoi militari.

Anche questo servì a decapitare l’opposizione congolese e a rafforzare il potere di Kabila, appoggiato dall’Occidente.

o   Contro il prsidente sudanese Bashir viene spiccato mandato di cattura per i crimini in Darfur, mentre non si fa altrettanto contro il presidente del Ruanda Paul Kagame, per il finanziamento di numerosi gruppi di ribelli che hanno provocato la miseria in Congo orientale?

Perché l’Occidente ha ancora bisogno di Kagame in Ruanda, mentre cerca un cambio di regime in Sudan, e lo strumento è la Corte penale internazionale.

o   Se i governi africani dovessero ancora ratificare lo statuto di Roma che istituì la Corte penale internazionale, ci penserebbero due volte.

–       Il mandato arresto contro il presidente sudanese Omar al Bashir non è stato rispettato da nessun governo africanoed è stato ricusato anche dal nuovo presidente della commissione dell’Unione Africana, Nkosazana Dlamini-Zuma. 

 
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