VATICANO SCONTRI DI POTERE

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RASSEGNA STAMPA

Dimissioni Ratzinger/Le lotte per il potere con Bertone: la verità nel documento di un anno fa’

+ Il Fatto quotidiano, 10,02.2012/12.02.2013 (“Complotto contro Benedetto XVI entro 12 mesi morirà”/Dimissioni Papa, in pole Scola: ciellino ex prof di filosofia di Berlusconi)

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Tesi (Infiltrato): le dimissioni del papa Benedetto XVI sono previste già da tempo, per questioni più politiche che religiose, per le molteplici lotte di potere dentro il Vaticano, che hanno visto una continua crescita del peso del cardinal Tarcisio Bertone, che alla fine ha estromesso il Papa da qualsiasi decisione politica (vedi caso Gotti Tedeschi). 

–       Durante gli anni del suo pontificato troppi scandali, troppe vicende chiaroscurali, troppi personaggi scomodi, troppe lotte interne. L’ipotesi del complotto è tutt’altro che campata in aria. Al centro della vicenda lo scontro titanico, politico, con il cardinale Tarcisio Bertone, il suo crescente potere, i suoi uomini: un vero e proprio cerchio magico che, alla fine, ha estromesso il Papa da qualsiasi decisione politica (basti pensare al caso Gotti Tedeschi).

 

–       A tenere (realmente) le fila della politica vaticana è il segretario di Stato, Tarcisio Bertone.

–       Tanti cardinali e vescovi “bertoniani” sono entrati nel circolo che conta del Vaticano, con importanti cariche politiche, prima ancora che spirituali. E tanti “nemici” sono stati pesantemente defenestrati.

–       Appena diventato sottosegretario nel 2006, infatti, Bertone fa a pezzi la vecchia struttura di Wojtyla:

–       nel 2010 il suo segretario storico Piero Pioppo viene nominato nunzio apostolico in Camerun;

–       fatti fuori i due woytiliani Crescenzio Sepe e Renato Boccardo vengono invece fatti fuori, il primo viene defenestrato dagli incarichi romani e mandato a Napoli, il secondo spedito a Spoleto.

–       Ratzinger, secondo i ben informati, si sarebbe accorto da tempo del crescente potere potere in mano a Tarcisio Bertone e per contrastarlo nell’ultimo periodo il pontefice avrebbe preferito nominare in posizioni di rilievo cardinali e vescovi orientali, lontani dal cerchio magico italiano-europeo rispondente ai desiderata del potente cardinale italiano.

–       La posizione di Bertone è tenuta in grande considerazione anche al di fuori del Vaticano. Basti pensare ai legami politici intrattenuti con Gianni Letta; Bertone sembrerebbe essere più vicino al centrodestra targato Berlusconi che al Terzo Polo montiano, ma anche al centro i suoi rapporti sono più che proficui:

o   Molto vicino anche a Lorenzo Ornaghi (rettore della Cattolica, l’università retta dall’Istituto Toniolo in mano ad Angelo Scola, acerrimo nemico di Bertone, che tempo fa aveva cercato di spodestarlo per sostituirlo con un suo uomo),

o   a Renato Balduzzi, a Francesco Profumo e allo stesso Mario Monti: ricordare i favori che il governo tecnico ha assicurato al Vaticano e agli interessi di Bertone: su tutti il finanziamento milionario (12,5 milioni) all’ospedale Bambin Gesù, gestito direttamente dal Vaticano, da persone molto vicine a Tarcisio Bertone.

–       Vicenda Gotti Tedeschi:

o   nel 2009 Bertone chiama alla guida del braccio economico del Vaticano, lo IOR, Ettore Gotti Tedeschi, sul quale si ricrede presto:

o   il motivo della rottura tra i due sarebbe l’opposizione del banchiere al desiderio di Bertone di creare una spa che inglobasse la gestione non solo del Gemelli ma anche del San Raffaele, da prelevare e ricapitalizzare per salvarlo dal fallimento. Da qui il siluramento di gotti Tedeschi.

Ma secondo voci, il vero motivo della rottura tra i due, oltre al progetto suddetto, sarebbe la scelta di Gotti Tedeschi di farsi volontariamente interrogare dai magistrati di Roma, nel quadro di un’inchiesta su presunte violazioni delle norme anti-riciclaggio che ha coinvolto lui e il direttore generale dello IOR Paolo Cipriani.
Il 10 febbraio 2012 Il Fatto Quotidiano pubblica, in esclusiva, un documento scritto in tedesco datato 30 dic. 2011, titolato “Mordkomplott”, complotto di morte.

o   Secondo il documento “strettamente confidenziale” (e non a caso redatto in tedesco), era in piedi un complotto per far fuori Benedetto XVI entro 12 mesi. Alla luce di quel documento le dimissioni di oggi appaiono inquietanti, anche se da sempre si favoleggia sulle congiure vaticane, sono stati scritti molti libri sulla morte sospetta di Giovanni Paolo primo.

o   L’art. descrive Romeo come molto influente in Vaticano e molto vicino a Ratzinger, e parla delle critiche che Romeo avrebbe rivolto al capo del Governo della Chiesa, il segretario di Stato Tarcisio Bertone.

o   Secondo la ricostruzione attribuita dal documento all’arcivescovo Romeo il successore designato da Papa Ratzinger sarebbe Angelo Scola, studente di Ratzinger a Friburgo, arcivescovo di Milano e molto vicino a Comunione e Liberazione, rapporto che, pur sembra aver rinnegato nel gennaio 2012 per gli scandali che stanno coinvolgendo Formigoni, è in realtà sempre continuato.

Nel documento Bertone e Ratzinger sono descritti come una coppia di litiganti costretti a convivere nelle mura leonine; anche il rapporto fra Bertone e Scola sarebbe altrettanto avverso e tormentato.

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