FOGGIA, SALTA L’ACCORDO SUI RIFIUTI, OPERAI LICENZIATI

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FOGGIA – Requiem per una trattativa. E che ad affossarla senza ulteriori margini di dialogo sia stato un istituto democratico qual e’ quello di un referendum tra i lavoratori di Amica, non si direbbe. [k]Noi quell[k]accordo con Amiu non lo vogliamo[k], hanno sancito in un[k]urna i 289 votanti su 355. Morale della favola: 117 [k]si[k], contro 166 [k]no[k] all[k]accordo (6 schede nulle sono un dettaglio. La sostanza e’ che il castello di intese, conciliaboli, trattative va a monte inesorabilmente senza se e senza ma.

TUTTI LICENZIATI I 350 DIPENDENTI AMICA – Cosa ha prodotto il referendum? Che da ieri a mezzanotte 350 dipendenti Amica sono praticamente licenziati e che semmai l[k]Amiu dovesse riassumersi (dal 16 gennaio) tutt ripartirebbero da zero, come se venissero assunti dal primo giorno, azzerato il pregresso. Chi ci ha guadagnato? Nessuno Chi ha perso? Tutti, la citta’ in primis che da ieri teme scompensi (non per nulla ieri mattina c[k]e’ stata una riunione d[k]urgenza del comitato per l[k]ordine pubblico). Il bubbone dell[k]Amica e’ scoppiato in sintesi in tutta la sua virulenza non riverberi non di poco conto, perche’ gestire adesso il da farsi e’ una impresa. Coprire questo lasso di vacatio operativa e di personale sara’ arduo. Era stato gia’ allertato l[k]Esercito (sfregio ad una immagine complessiva della citta’) ma anche i militari per organizzare un intervento avevano fatto sapere di aver bisogno di almeno una settimana; l[k]Amiu idem. Cosi da domani sara’ una mano per l[k]indispensabile – si sottolinea indispensabile – la Sia di Cerignola.

IL SINDACO DELUSO – Come se fino ad oggi si fosse giocato. E se anche il prefetto ieri mattina Luisa Latella nel comunicare ai sindacati l[k]esito e l[k]e pilogo di ore e ore di mediazione, conciliaboli, trattative, opere di persuasione, confronto ammetteva che [k]la tarantella era finita[k] (perche’ poi tutto si e’ rivelato una …tarantella) vuol dire che il requiem arrivava anche da quei tavoli istituzionali che si erano battuti per la ricerca di una soluzione che poi sarebbe stata transitoria. [k]Purtoppo l[k]esito del referendum ha inciso in maniera inesorabile [k], commentava il sindaco Gianni Mongelli: adesso pensiamo a garantire il servizio alla citta’. So bene che la soluzione paventata ai lavoratori era traumatica ma noi almeno davamo una prospettiva. Non ci hanno creduto.Alla citta’ chiedo di aiutarci e nello stesso tempo ai lavoratori di evitare di attivare procedure dannose. Ma a questo punto voglio, perche’ mi pare doveroso ringraziare tutti coloro che sisono spesi per la vertenza: dal prefetto agli assessori regionali Nicastro e Gentile al sindaco di Cerignola che non ha esitato a darci la sua disponibilita’. Non vedo l[k]ora di chiudere questa dolorosa pagina per riaprirne un[k]altra all[k]Amica con presupposti piu’ certi. Ripensamenti da parte deisindacati? A questo punto non so come intendano comportarsi.

CADUTI SUL PUNTO NUMERO Q UATTRO – La doccia fredda arrivava l[k]altra sera a tarda ora proprio quando tutto sembrava avviarsi ad una intesa. I lavoratori , mancavano solo loro per esprimersi sul piano occupazionale. Loro avrebbero fatto la differenza e deciso materialmente col referendum il da farsi: prendere o lasciare. Una decisione che presupponeva una notevole dose di coraggio. E i dipendenti di Amica e Daunia ambiente, indipendentemente dall[k]epilogo, quel coraggio lo mostravano bocciando sonoramente la proposta Amiu, dicendo no a decurtazioni e ad un anno di sacrifici: [k]Stanno giocando sulla nostra pelle, vogliono far pagare ai lavoratori anni e anni di malagestione, come se fossimo stati noi la causa di quel buco[k], gridavano alla Fiadel tra i piu’ oltranzisti. E l[k]esercito dei no all[k]intesa s[k]ingrossava anche nelle schede: 117 si, 166 i no.

IL FINIMONDO – Il sindaco si precipitava in prefettura e’ spostato immediatamente in prefettura, l[k]Amiu allertata, la Regione informata del capovolgimento di fronte. Quell stessa Amiu che si era appena accollata il servizio rifiuti a Foggia per i prossimi 12 mesi prendendo in carico i 355 lavoratori. Il Tribunale fallimentare dopo la marcia indietro del Comitato dei creditori e l’accettazione delle controproposte depositate dal Comune di Foggia, aveva concesso un altro mese di tempo alle due aziende fallite vincolandolo alla sottoscrizione di tutti i lavoratori della risoluzione consensuale del rapporto di lavoro con contestuale rinuncia al diritto di mancato-ritardato preavviso. Ecco, era questo il punto quattro. Tutto a monte, tutti a casa senza lavoro, citta’ in preda al caos rifiuti che si cerca di tamponare, i sindacati a dibattere sulle responsabilita’. E la puzza dei rifiuti torna a paventarsi in una citta’ senza pace che guarda con gli occhi increduli alla condizione in cui e’ precipitata.

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