NAPOLITANO, BARZELLETTA MACABRA

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“Comprendo il drammatico timore che si puo’ provare per la salute e la vita dei propri figli, cosi come conosco il tormento delle donne, degli uomini e dei figli che temono di perdere il lavoro e di veder cosi minacciato il proprio futuro. Anche da questi ho ricevuto lettere altrettanto accorate, nelle quali spesso emergono parole egualmente segnate da preoccupazione e allarme. Oggi vorrei nuovamente rispondere, a tutti, con lo stesso spirito con cui nel luglio scorso auspicai che si procedesse ‘rapidamente ed efficacemente’ agli ‘interventi spettanti all’impresa e alle iniziative del governo nazionale e degli enti locali che risultino indispensabili per un pieno adeguamento alle direttive europee e alle norme per la protezione dell’ambiente e la tutela della salute dei cittadini. Credo – ha aggiunto il Presidente Napolitano – di essere stato coerente con quella impostazione: dopo piu’ di quattro mesi senza alcuna soluzione al grave problema – un lasso di tempo che va ad aggiungersi all’annoso cumulo di ritardi, omissioni ed inadempienze – ho emanato il decreto legge sottopostomi dal governo contenente “disposizioni urgenti a tutela della salute, dell’ambiente e dei livelli di occupazione, in caso di crisi di stabilimenti industriali di interesse strategico nazionale”. Disposizioni quindi, si badi bene, non dettate per la sola ILVA di Taranto. Tutti i valori indicati nel decreto – salute, ambiente, lavoro – sono richiamati dalla Costituzione, e sono tutti beni primari da tutelare nell’ordinamento democratico, bilanciandoli tra loro nel miglior modo possibile. In questo senso si intende ora operare: definendo un quadro normativo generale, che obblighi i responsabili dell’azienda all’esecuzione di interventi immediati e mirati al ripristino di condizioni di sicurezza nella attivita’ produttiva attraverso il sostanziale abbattimento delle emissioni inquinanti, salvaguardando insieme ed unitariamente i “beni” della salute, dell’ambiente e del lavoro. Si tratta di ridare speranza e costruire un futuro per una citta’ che sta pagando un duro prezzo per i ritardi e le inadempienze del passato”.

Giorgio Napolitano Presidente della Repubblica dei padroni

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