GLI OPERAI AMANO LA VITA

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GLI OPERAI AMANO LA VITA
La morte in fabbrica e fuori dalla fabbrica, due facce della stessa medaglia: la corsa al profitto dei padroni

Operai dell[k]Ilva, operai e cittadini di Taranto, quanto vale la vostra vita? e quanto conta la vostra salute? Per voi, per le vostre famiglie, per i vostri cari, esse valgono tutto, per i padroni e i sindacalisti compiacenti e venduti non hanno alcuna importanza.
La morte dell[k]operaio Claudio Marsella al reparto Mof e’ emblematica di cio’ che accade all[k]Ilva e, di conseguenza, nella citta’ di Taranto. La morte violenta in fabbrica, per un incidente, un[k]esplosione, una caduta o altre cause immediate, si accompagna a quella, subdola e quotidiana, che entra nel corpo (dentro e fuori la fabbrica) sotto forma di polveri sottili, di diossina, di policlorobifenili, di benzoapirene e di mille altri veleni e poi si manifesta nelle varie espressioni del cancro e di altre malattie mortali.

Nelle fabbriche, all[k]Ilva come in tutte le altre, ogni morte, cosi come ogni infortunio, non avviene per caso. Discettare ogni volta, come fanno medici, tecnici, magistrati, giornalisti, sulla dinamica specifica per trovarne le cause, significa solo nasconderne la ragione generale: chi ammazza gli operai e’ la pressione produttiva del padrone per fare profitti ad ogni costo. Tale pressione si realizza con la diminuzione del personale in ogni postazione lavorativa, l[k]uso di macchinari vecchi e fuori norma, tempi di lavoro frenetici, orari lunghissimi. Tutto e’ finalizzato a ridurre i costi e aumentare la produttivita’ oltre ogni limite. E per gli operai minacce e ricatti: [k]O lavori a queste condizioni o sei fuori[k]. Sindacalisti venduti, politici, istituzioni, giornalisti e preti tacciono obbedienti alla legge suprema e inviolabile dei padroni, non hanno niente in contrario. All[k]Ilva Fiom, Fim e Uilm hanno firmato l[k]accordo del 2010 per l[k]operatore unico in ogni carro ferroviario al reparto Mof e tutti gli altri hanno taciuto. Fino alla morte di Claudio!

e’ cosi che in Italia ogni giorno 3-4 operai non tornano a casa, tanti si infortunano, molti altri si ammalano. e’ cosi che e’ morto Claudio al reparto Mof dell[k]Ilva. e’ cosi che dalle fabbriche escono veleni che fanno ammalare e morire migliaia di semplici persone: anche l[k]inquinamento interno ed esterno alle fabbriche e’ il prezzo da pagare al profitto dei padroni. e’ semplicemente criminale che la sete di profitto di pochi individui metta a rischio la vita di migliaia di operai e semplici persone. Ma questo e’ il capitalismo.

Una limitazione a questo massacro sociale e’ possibile, con controlli seri, pesanti misure fiscali e la galera. Ma i politici si guardano bene dal colpire con la legge i padroni, i magistrati quasi sempre chiudono entrambi gli occhi, i sindacalisti quasi sempre si fanno comprare con robuste mazzette. E i padroni continuano ad accumulare profitti.

Operai, per il padrone prima della nostra pelle viene il profitto. Solo noi, con la nostra unita’ e la nostra forza, possiamo difendere noi stessi, la vita, la salute. Solo noi, salvando noi stessi, possiamo consentire una vita realmente sana e salubre a tutti. A Taranto come altrove in Italia.
Viva la lotta degli operai del reparto Mof dell[k]Ilva.

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