I GIORNALI, I BORGHESI E GLI OPERAI

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Gentile Direttore

L[k]Operaio di Pavia puo’ anche ironicamente definirsi un borghese ma purtroppo per lui non lo e’.

I borghesi, quelli veri, i cessi non dico per giorni ma neanche per un minuto li piulrebbero, neanche il loro di cesso si puliscono.

Non lo farebbero avessero tutti gli incentivi del mondo [k]. e’ una questione di classe, di appartenenza concreta ad una classe concreta che concretamente ci opprime!

I borghesi possono essere padroni, giornalisti, sindacalisti, politici sedicenti difensori degli operai ma i cessi li fanno pulire agli altri come dicevo e’ una questione di “classe.”

Non ho alcun dubbio che giornali, quotidiani, settimanali, mensili ecc siano oggettivamente dalla parte della borghesia. I padroni direttamente o indirettamente li finanziano garantendone la incentivata sopravvivenza, Il Manifesto va incluso in questa lista e non vedo per quale ragione non dovrebbe esserlo.

Tutti, operai, lavoratori ecc leggiamo i giornali dei padroni poiche’ ciascun padrone si e’ comprato una testata (almeno quelli che se lo posso permettere), una tv ecc. Testate indipendenti non esistono!

Qualche volta nei giornali dei padroni troviamo articoli, analisi che possono tornarci utili nel nostro percorso di lotta alla borghesia, questo non significa che siamo diventati tutti filo padronali o amanti del loro sistema.

L[k]unico giornale diretto, scritto, pagato e diffuso dagli operai mi pare sia la versione cartacea di questo giornale telematico !

Saluti operai da Roma

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