ELEZIONI SICILIANE: MA CHE BELLA RIVOLUZIONE!

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ELEZIONI SICILIANE: MA CHE BELLA RIVOLUZIONE!
In Sicilia si stanno spegnendo i riflettori delle elezioni anticipate, i titoli dei giornali enfatizzano con prime pagine e con titoli a effetto: [k]Terremoto siciliano[k], [k]ciclone Sicilia[k], ecc. Il PD e’ galvanizzato [k]risultato storico, la fine di un[k]era[k]; il movimento cinque stelle se l[k]e’ vista brutta, rischiava di vincere e governare; la destra si lecca le ferite ma aspetta che passi il cadavere del vincitore. In questi giorni ci sono stati fiumi di parole per analizzare i risultati delle elezioni siciliane, al solito gli intellettuali organici di regime si stanno ben meritando il loro lauto compenso, ma nessuno ammette che e’ iniziata l[k]agonia della democrazia rappresentativa, perche’ ha votato meno della meta’ degli aventi diritto.
Che cosa rimane sul campo adesso che tutti i dirigenti politici nazionali sono ritornati a occupare le loro poltrone, e i giornali iniziano ad archiviare la tornata elettorale siciliana? Le strade interne dissestate, i periodici cumuli d[k]immondizia, gli allagamenti a ogni minima pioggia, gli innumerevoli incendi di quest[k]estate (ma i ventiseimila forestali?), le riserve di acqua sui tetti delle case per ovviare alle turnazioni, i depuratori non funzionanti o inesistenti, i negozi chiusi per la concorrenza dei centri commerciali, il traffico caotico, gli autobus fermi per assenza dei carburanti, le scuole chiuse perche’ costruite con cemento depotenziato, e infine il debito pubblico siciliano. Gia’ il debito pubblico siciliano, il grande assente della campagna elettorale. Nessuno ne’ ha parlato, neanche i [k]rivoluzionari piu’ duri e puri[k], tanto da ipotizzare un improvviso miracolo della sua sparizione, perche’ la Sicilia e’ terra di miracoli, ne sono avvenuti tanti! Come il miracolo piu’ volte ripetuto del comune di Catania, spesso sull[k]orlo del fallimento ma poi sempre miracolosamente salvato con capitali freschi per tamponare le falle, come tanti enti sempre sul punto di fallire ma puntualmente salvati da miracolose iniezioni di soldi freschi. Perche’ non si e’ parlato del debito pubblico durante la campagna elettorale, cosi come non si sono affrontate le problematiche elencate sopra? Perche’ sarebbe stato difficile spiegare alla popolazione la voragine del buco di bilancio a fronte di un disservizio generalizzato, perche’ sarebbe stato necessario spiegare la sua l[k]origine e non si potevano dispiacere gli alleati e vecchi governanti della Sicilia.
Adesso i giochi sono fatti e il nuovo presidente, eletto da meno di un quarto della popolazione siciliana, vuole compiere il miracolo di attuare una politica antimafia insieme al partito di Toto’ Cuffaro, in carcere per vicende legati alla Mafia, e senza avere una maggioranza nel parlamento dell[k]ARS. L[k]antimafia. Tutti si sono riempiti la bocca con questa parola, ci mancherebbe altro! La lotta alla Mafia e’ una priorita’ assoluta. Quante parole vuote! Al potere mafioso non interessa chi sta al potere, ma solo collocare i suoi capitali, col tempo imparera’ a dialogare anche con i [k] grillini[k], se necessario. Dalla politica la mafia si aspetta che si portino avanti grandi opere per investire, anche in modo legale, i suoi capitali. Dalla politica si richiede anche di poter controllare il territorio coltivando con perseveranza la cultura della delega e del favore. L[k]importante e’ perpetuare la cultura individualista, concentrata alla risoluzione dei problemi personali o della famiglia. Ci puo’ stare anche la riduzione dei costi della politica, anzi cosi si trova un capro espiatorio verso cui s[k]indirizza l[k]origine di tutti i mali, ma non si intaccano alla base i privilegi. L[k]importante e’ anche centellinare i servizi e i bisogni, per mantenere l[k]abitudine ad aspettarsi qualcosa da qualcuno. Cosi non si raccoglie la spazzatura per giorni ma alla fine si puliscono le strade, si getta l[k]allarme sulla mancanza di fondi per i carburanti ma poi spuntano i soldi e i mezzi pubblici riprendono a funzionare, cosi come vengono fuori i soldi per i precari di turno. Una domanda si pone inquietante, chi controlla il debito pubblico siciliano? Sino a quando, pero’, questo sistema oleato va avanti, tutto bene, ma se il popolano denunciasse qualcosa senza avere subito un torto diretto o reclamasse un diritto, allora il potere mafioso inizierebbe a preoccuparsi.
PIERO DEMARCO

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