L’ira funesta di Testa d’asfalto.

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L’ira funesta di Testa d’asfalto.

Caro Direttore,

la sentenza del Tribunale di Milano e’ stata come una martellata sulle palle.
Testa d’asfalto e’ inferocito.
Si era spintaneamente fatto da parte per fare largo al nuovo governo, e questo e’ il ringraziamento.
Non sono bastate neanche le inestimabili unzioni di denaro, che Testa d’asfalto, ha profuso fin da quando da bambino prodigio frequento’ l’ultimo anno d’asilo (suo padre era direttore di banca).
Si trova ora condannato come un comune mortale, per vicenduole che non rispettano la sua persona, le sue norme, la sua legge, la sua giustizia, i suoi affari.
Vorrebbe vendicarsi di tanta ingratitudine, riprendere lo scettro con la Lega, ma i suoi sono i primi a non volerlo. Rimembra i bei tempi al governo con Bossi, anche lui cacciato a pedate nel culo dai suoi, Maroni gli ha pure ficcato in quel posto il manico della scopa, marchiata con il sole delle Alpi.
I sollazzi con la nipote dell’egiziano e l’igienista dentale non dominano piu’ la scena del grande statista, questo lo rattrista molto, e forse anche i mandanti dello Stalliere hanno cambiato cavallo.
Non c’e’ piu’ rispetto, e Testa d’asfalto e’ piu’ nero di Calimero.
Saluti da un lettore.

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