SIRIA, TURCHIA

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Siria, potenze

Gfp 120912

Nel territorio dei ribelli

– La battaglia di Berlino per l[k]influenza nei territori controllati dai ribelli in Siria e’ accompagnata da scontri tra i paesi occidentali:

o La Germania non vuole lasciare l[k]iniziativa alla Francia che, secondo la rivista Internationale Politik (IP) – edita da DGAP, Societa’ tedesca per la politica estera -, ha iniziato a appoggiare direttamente sul posto iniziative di ricostruzione;

o un funzionario del Kreditanstalt f[k]r Wiederaufbau (KfW) Istituto di credito per la Ricostruzione], attivo presso il ministero Esteri tedesco, sta elaborando un progetto a nome dei Paesi [k]Friends of Syria[k] (Amici della Siria), per far si che i ribelli facciano riferimento al gruppo bancario.

KfW ed altri coinvolti nei piani per il dopoguerra siriano, hanno contatti con l[k][k]Ufficio di appoggio all[k]opposizione siriana[k] di Istanbul, che sta armando e addestrando una rete di ribelli siriani per mezzo di forze Usa e britanniche.
o per il dopo Assad sarebbero fondamentali non le organizzazioni dell[k]opposizione in esilio come il Consiglio Nazionale Siriano, ma le strutture dell[k]opposizione in Siria,

che devono dimostrare di saper garantire la vita di tutti i giorni, amministrazione e sicurezza.
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Asia Times 121005

Cosa fara’ Ankara?

Vijay Prashad

+ Asia Times 121006

La Turchia manda segnali ambigui sulla Siria

Al-Jazeera Correspondents

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Il governo turco ha approvato (320 a favore su 550) un mandato per operazioni militari contro la Siria, giustificandolo come difesa e deterrenza.
– Giovedi 4, migliaia di manifestanti nella piazza Taksim a Istanbul contro la guerra, parole d[k]ordine: [k]No alla Guerra! Pace subito! Non vogliamo essere soldati degli imperialisti![k] (BBC)

– Alcuni striscioni accusavano il partito del primo ministro Erdogan (AKP) di essere un pupazzo degli USA. La polizia ha lanciato lacrimogeni contro i manifestanti.

Il parlamento turco doveva gia’ votare l[k]estensione di un[k]autorizzazione di 5 anni per operazioni militari estere, originalmente per permettere di colpire le basi curde nel Nord Irak.
– La Nato [k] in riunione di emergenza su richiesta della Turchia, per la seconda volta in 63 anni in base all[k]art. 4 (un paese membro ritiene minacciata per la propria integrita’ territoriale, l[k]indipendenza politica o la sicurezza) – appoggia la Turchia.

La Russia ha chiesto un rinvio delle discussioni ONU; vice ministro Esteri russo: avverte contro la [k]diplomazia delle bombe[k]; le tensioni al confine potrebbero fornire [k]pretesti per interventi militari o iniziative per corridoi o zone cuscinetto.

Un membro del Consiglio Nazionale Siriano e dell[k]Esercito Libero Siriano (FSA), Yasser al-Najjar: NO ad un intervento militare occidentale, si a una [k]no-fly zone[k],

o dopo l[k]appoggio espresso dal capo della Lega Araba, Amr Moussa, ad una no-fly zone sulla Libia, il 12 marzo 2011, ebbe inizio il bombardamento Nato.

o Al-Najjar spera che missili Nato vengano stazionati nel Sud Turchia, per imporre un corridoio umanitario nel Nord Siria;

non e’ facile che la Turchia lo consenta.

– Negli ultimi anni l[k]esercito turco ha ripreso gli scontri nella regione con le forze del PKK (Partito dei Lavoratori Curdi);

il PKK ha ripreso la lotta dopo una sospensione nel 1999- 2004, a causa della perdita delle sue basi in Irak e in parte anche in Siria e le divisioni tra i suoi leader.

o L[k]intensificazione degli scontri PKK e forze turche deriva da una decisione strategica presa dal siriano Assad, che ha consegnato al PKK e al suo fronte siriano, il Partito dell[k]Unione Democratica, gran parte del Nord Siria, abitato da curdi.

Area dove il PKK ha potuto riunirsi in nuove basi, da cui lanciare un grande attacco contro la citta’ di Semdinli. I turchi accusano Assad di fornire armi pesanti al PKK.

Quando questo conflitto si e’ aggravato a settembre la giustizia turca ha incarcerato 324 alti ufficiali per aver complottato contro il primo ministro Erdogan. La nuova leadership militare e’ allineata con Erdogan.

La riunione del Cairo del Gruppo di Contatto sulla Siria (Egitto, Iran, Arabia Saudita e Turchia), creato dal presidente egiziano Morsi, e’ stata boicottata dall[k]Arabia Saudita, senza la quale non ha potuto prendere una posizione utile da portare al CdS ONU.

– Nonostante le divergenze i quattro hanno validi motivi per continuare a far parte del Gruppo di Contatto:

o la Turchia acquista 1/3 del suo petrolio dall[k]Iran, e intende raddoppiare gli attuali scambi commerciali con esso ([k]15MD), nonostante le sanzioni UE ed Usa.

o L[k]offensiva del PKK e le tensioni al confine con la Siria fanno temere alla Turchia di non poter prescindere dai problemi in Siria;

L[k]Arabia Saudita ha proposto agli iraniani di non intromettersi nelle questioni della Siria, se questa smette di appoggiare le dimostrazione nell[k]Est dell[k]Arabia Saudita.

L[k]Iran spera vivamente in una tregua in Siria.

– Il SI della Turchia ad operazioni militari contro la Siria significano la fine del Gruppo?

La Nato imporra’ una no-fly zone, come richiesto da al-Najjar, e cioe’ un int4ervento nato nel conflitto siriano?

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Faz 121005

Attacco con granate [k] Il parlamento turco approva l[k]intervento militare in Siria

– Appoggio alla Turchia anche dai ministri Esteri di GB e Francia.

Ministro Esteri Usa, Hillary Clinton: sviluppi molto pericolosi; promesso appoggio di Usa a Turchia in particolare nel CdS ONU.

Il governo tedesco ha reagito con riserbo alle operazioni militari sul confine. Non e’ chiaro chi in Siria sia stato responsabile dell[k]inizio degli scontri, se militari del regime, se si sia trattato di un errore, se sia stato uno dei gruppi di opposizione. La Merkel ha condannato gli attacchi siriani, la Germania sta dalla parte della Turchia; ha chiesto maggior moderazione a tutte le parti.

Il vice-primo ministro turco, Atalay: non e’ in alcun modo una dichiarazione di guerra alla Siria, si tratta solo di consentire alla Turchia di difendere i propri interessi; la decisione del parlamento ha carattere di deterrenza.

[R+T]

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