Sindacati ed autonomie operaie

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Redazione di OperaiContro,

molto si legge (almeno sul nostro telematico e pochissime altre
eccezioni) di movimento operaio e sindacati in fabbriche e cantieri.
Qualcuno denuncia la mafiosa collusione ed il collaborazionismo
reazionario delle “parti sociali” per usare termini cari ai democratici
di ogni parte del carrozzone del sistema. Altri piu’ o meno velatamente
sostengono le grottesche lotte di questa o quella parrocchia.

Ferma restando la convinzione di buona volonta’ per chi legge e scrive
sul nostro telematico, credo personalmente che sarebbe bene ribadire
piu’ spesso le limpide e nette posizioni di chi propugna la costruzione
del Partito Operaio informale.

Solo pochi giorni fa veniva pubblicata la riflessione dal titolo “Il
pArtito operaio” nel quale si specificava la poca importanza di
lavorare all’interno di questo o quel pianetino e si SOTTOLINEAVA COME
FOSSE IMPORTANTE, MOLTO SEMPLICEMENTE, PORTARE LE RIVENDICAZIONI DELLA
CLASSE OPERAIA TRA GLI OPERAI.

Viene da specificare come molte volte le cosiddette posizioni “autonome
ed operaie” allarghino gli orizzonti sino a distorcerli dalla
sacrosanta posizione di partenza. Le centinaia di fenomeni nati a
cavallo tra gli anni ’60 e ’70 hanno da insegnare riguardo a questo.
La lotta degli operai trova i suoi albori con l’invenzione della
macchina a vapore e l’introduzione della catena di montaggio e del
lavoro salariato. Cambiano ambientazioni e protagonisti, ma il sistema
che schiaccia ed opprime la vita degli operai e’ sempre quello di oltre
un secolo fa.

Le centinaia di nuove e nascenti “avanguardie operaie autonome” devono
tenerne conto, come punto di partenza. E’ consolante leggere come
diversi operai si pongano in radicale contrapposizione con
“avanguardie” come FIOM o SLAI-COBAS. Il nuovo secolo ci ha confermato,
nei fatti, come il sindacalismo verticistico e di base abbia fallito
nel porsi come attore di mediazione nel conflitto sociale.

Qualunque sia il sindacato rappresentante nelle nostre fabbriche e nei
nostri cantieri, l’unico lavoro da portare avanti riguarda la
costruzione del partito operaio. Il prossimo importante obiettivo e’
eliminare sindacati e sindacatini dalle lotte. Nessuna rappresentanza
che si ponga come garante istituzionale sara’ mai utile allo scopo
DELL’ABOLIZIONE DEL LAVORO SALARIATO. Che pompieri e collaborazionisti
coprano i nostri turni, facciano i nostri straordinari, sudino le
nostre camicie.

Gli operai devono pensare unicamente all’assalto al cielo. Gli unici
tavoli di trattative col padrone sono quelli rovesciati dagli operai.
Insegnamo che non ci sono COBAS o rifondazioni che tengano: l’unica
lotta e’ quella per il potere agli operai, ogni poltrona e poltroncina e’
un intralcio ad un naturale, biologico sentiero di emancipazione.

A tale proposito, sarebbe utile non pubblicizzare questo o
quell’orticello per mari e monti. Se c’e’ pubblicamente da schierarsi,
che lo si faccia sempre con la prospettiva finale del rovesciamento
radicale dei rapporti di forza, come OperaiContro fa. Almeno tra noi
operai.

Saluti anticollaborazionisti, ml

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