SUDAFRICA; LA POLIZIA SPARA SUI MINATORI

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Almeno 18 cadaveri sono stati visti a terra dopo che la polizia ha aperto il fuoco contro minatori in sciopero, molti armati di bastoni e machete, durante i violenti scontri alla miniera di Marikana, in Sudafrica, i cui lavoratori sono in sciopero da giorni. Lo constata l’agenzia di stampa sudaficana Sapa.

La sparatoria sarebbe stata innescata dall’assalto dei minatori, scesi da una formazione rocciosa accanto alla miniera di Marikana, contro i poliziotti, che stavano ergendo delle barriere con il filo spinato. La polizia era gia’ intervenuta con proiettili di gomma e lacrimogeni contro le migliaia di minatori in protesta, molti dei quali armati di bastoni e machete.

La minisera Marikana della Lonmin, terzo produttore mondiale di platino, minaccia il licenziamento di 3.000 lavoratori se non viene interrotto uno sciopero selvaggio a oltranza per un aumento salariale, che il sindacato radicale Amcu chiede sia triplo rispetto al salario attuale, che pari a circa 400 euro al mese.

Una mobilitazione che, oltre a paralizzare la produzione, sta creando violenza e tensione fra gli stessi lavoratori, con almeno dieci morti in violenze avvenute in quasi una settimana di mobilitazione. Agenti di polizia hanno detto che dopo la rottura delle trattative con l’Amcu non resta altra opzione che l’uso della forza. Un leader del’Amcu al megafono ha urlato: “Non ci muoviamo. Se necessario, siamo pronti a morire!”. I produttori di platino lamentano che il calo del prezzo del prezioso metallo – di cui il Sudafrica ospita l’80% delle riserve mondiali – e la crescita del costo del lavoro li stanno stanno portando loro l’acqua alla gola.

La lotta degli operai si estende in tutto il mondo

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