OPERAI DELL’ILVA UCCISI DAL PADRONE IN FABBRICA

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Pubblicare un elenco degli operai uccisi dal padrone dell’ILVA e’ lunghissimo.

Operai finiti vivi nella colata.

Operai schiacciati.

Operai delle ditte caduti dalle impalcature.

Possiamo continuare per ore.

L’ultima iniziativa giudiziaria porta la firma del sostituto procuratore Raffaele Graziano che ha fatto notificare l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a 30 indagati, tra i quali spiccano Emilio e Fabio Riva, oltre al direttore dello stabilimento Ilva di Taranto Luigi Capogrosso.

Nell’elenco ci sono molti dirigenti ex dirigenti del gruppo Riva. Per tutti l’accusa e’ pesante: concorso in omicidio colposo e si riferisce a 15 decessi che si sarebbero verificati tra gli ex dipendenti del siderurgico a causa dell’attivita’ lavorativa svolta nell’Ilva.

I decessi sono avvenuti tra il 2004 e il 2010 per mesotelioma pleurico e peritoneale e per cancro ai polmoni.

La Magistratura, insomma, sospetta che ci sia un rapporto di causa-effetto tra il lavorare nell’acciaieria e poi morire per patologie tipiche di quell’attivita’, prendendo in esame un periodo che parte da quando la famiglia Riva ha acquistato dallo Stato lo stabilimento siderurgico di Taranto (maggio del 2005) ed arriva sino a qualche anno fa, anche sulla scorta delle denuncie presentate dalle famiglie delle vittime.

I processi e le condanne a carico di Riva sono tanti, ma i padroni non vanno mai in galera

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