LE CHIACCHIERE DELLO SLAI-COBAS DI TARANTO

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la proposta dello Slai-Cobas

– Il riesame deve rivedere la decisione di ‘fermo degli impianti’. La magistratura non ha distinto adeguatamente: le responsabilita’ di Riva e dirigenti che vanno colpite, la continuita’ produttiva della fabbrica che e’ una condizione necessaria anche per un intervento pianificato di bonifica in corso d’opera, la questione della difesa rigida del posto di lavoro e del salario di tutti i lavoratori. Riva e gli altri devono restare agli arresti, Riva deve mettere la sua parte di soldi per gli interventi necessari, garantendo il lavoro per tutti e per tutto il tempo necessario alla bonifica.
Noi con gli operai diciamo “l’Ilva non deve chiudere, Riva, e i politici che hanno gestito quando era Italsider pubblica, devono pagare. Noi abbiamo gia’ pagato anche con i nostri morti. Loro se ne possono andare, la fabbrica e il nostro lavoro devono rimanere”. “se siamo arrivati a questo punto la colpa e’ di Riva e anche dei sindacati confederali che per anni si sono coperti a vicenda. Se ci fossero stati prima i Cobas, le cose non starebbero cosi”.
Le proposte e l’azione fatta dallo Slai cobas in questi anni (basti pensare alla richiesta di “Postazione ispettiva” in fabbrica su sicurezza e salute degli operai, ecc.), avrebbero fermato prima la mano di Riva e la Magistratura non avrebbe avuto ragione di provvedimenti cosi gravi.
Nulla e’ e sara’ come prima all’Ilva e a Taranto. La lotta ora deve rimanere nelle mani degli operai.Ora non abbiamo che da perdere le nostre catene e un mondo da conquistare.
Lottiamo insieme per il lavoro, la sicurezza e la salute degli operai e della citta’, contro Riva ma anche contro lo Stato che prima non fa niente e ora mette a rischio i posti di lavoro.

Slai COBAS per il sindacato di classe Ilva Taranto via Rintone, 22 Taranto –

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