OPERAI EX ERGOM

Condividi:

tgcom24

A Napoli la rabbia dei cassintegrati ex-Ergom
I dipendenti dell[k]indotto primario della Fiat, avrebbero dovuto essere assorbiti dalla Fip
FOTO LAPRESSE
18:31 – Venerdi 1 giugno alle 9,30 del mattino i cancelli della ex-Ergom di Napoli (che facevano da sfondo alla diretta di Mattino5 di lunedi scorso) saranno incandescenti. Centinaia in operai in cassa integrazione da 3 anni e mezzo, incontreranno i segretari dei sindacati confederali per chiedergli se il loro futuro sia restare su una strada.
Dal dopoguerra i quattro stabilimenti della Ergom (oggi Magneti-Marelli) producono i componenti in plastica per le auto e secondo gli accordi , i dipendenti di quello che e’ l[k]indotto primario della Fiat, avrebbero dovuto essere assorbiti dalla Fip (Fabbrica Italia Pomigliano). Mentre tre stabilimenti su quattro chiudevano, solo 220 lavoratori sono stati incorporati dal colosso di Pomigliano e gli altri 750 campano da tre anni e mezzo con 800 euro al mese.

L[k]accordo per il loro trasferimento, siglato nel 2007, nel 2009 e’ stato cancellato perche’ secondo l[k]azienda [k]non c[k]erano piu’ le condizioni[k] e per l[k]indotto primario piu’ importante della Campania non esiste al momento nessun piano industriale. [k]In aprile [k] racconta Vincenzo Chianese delegato Fiom [k]qualcuno ha perso la testa. Quando l[k]azienda non si e’ presentata a un incontro convocato dalla regione Campania per trovare una soluzione e i confederali sono scesi in strada per calmare gli operai , alcuni, come Crescenzio Auriemma della Uil, sono stati come si dice a Napoli [k]presi a pacchere[k]…”

La tensione , fra Pomigliano e Napoli, oggi si taglia col coltello e le ragioni di questo clima vanno fatte risalire a quell[k]accordo di Pomigliano che, sotto gli occhi delle tv di tutta Europa, ha segnato una svolta storica nell[k]industria italiana perche’ ha spaccato il sindacato e i lavoratori, scambiando la sicurezza del lavoro con diritti sanciti addirittura dalla Costituzione, come il diritto di sciopero. La rinuncia alla pausa-mensa [k] un[k]altra delle condizioni dell[k]accordo – con turni che iniziano alle 6 del mattino e finiscono alle 13 e 30, sta causando problemi fisici di non poco conto : [k]Quando lavori chino in avanti con le mani nel motore non fai in tempo ad alzarti che e’ gia’ arrivata un[k]altra auto [k] dice – questo ritmo, con due sole pause di 10 minuti , ti rompe la schiena. Idem per chi deve lavorare sotto le auto e opera tutto il tempo con le braccia tese verso l[k]alto[k].

Oggi, a chi e’ rimasto tagliato fuori e non ha nessuna prospettiva, quell[k]accordo sembra una resa o addirittura una trappola. Dopo che la Fiom venne bandita dalle fabbriche Fiat molti lavoratori dell[k]indotto gettarono la tessera per iscriversi a sindacati piu’ graditi all[k]azienda, sperando che questa scelta gli avrebbe garantito il lavoro. Oggi scoprono che questa speranza si sta liquefacendo come neve al sole[k] .

Mimmo Lombezzi

Condividi:

Facebook Comments

Comments Closed

Comments are closed. You will not be able to post a comment in this post.