ITALIA

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Spesso la realta’ non e’ chiara. L’ISTAT, l’organizzazione delle statistiche per i padroni lo ricorda.

– SALARI AL PALO IN ULTIMO VENTENNIO: Tra il 1993 e il 2011 le retribuzioni contrattuali, in termini reali, sono rimaste ferme. Noi operai dobbiamo ringraziare padroni e sindacalisti.

REDDITI A LIVELLI DI 10 ANNI FA, RISPARMIO A MINIMI DA ’90: Visto anche l’andamento degli stipendi non stupisce come il reddito reale disponibile delle famiglie sia diminuito nel 2011 per il quarto anno consecutivo, tornando ai valori di dieci anni fa. Dal 2007 la perdita e’ di ben 1.300 euro a testa. La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici e’ scesa all’8,8% nell’ultimo anno, la percentuale piu’ bassa dal 1990. Noi operai non abbiamo niente da risparmiare. Noi operai dobbiamo fare debiti per sopravvivere.

sono 2,1 milioni i ragazzi che ne’ studiano ne’ lavorano, i cosiddetti Neet. D’altra parte per gli under 30 il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 20,2%. Ma anche quando hanno un impiego i giovani sono penalizzati, infatti oltre un terzo degli under 30 ha un lavoro a tempo determinato (contro un valore medio del 13,4%).

– SEMPRE PIU’ PRECARI: Per chi entra con un contratto a termine o comunque atipico non sempre c’e’ un ‘happy end’: a 10 anni dal primo impiego il 29,3% e’ ancora in una situazione di precarieta’, circa il 10% non e’ piu’ occupato e una quota consistente ha sperimentato una mobilita’ ”discendente”. Di fronte a tali difficolta’, molti si arrendono: lo scoraggiamento e l’attesa di ricerca sono i principali motivi di rinuncia, segnalate da 1 milione e 800 mila inattivi.

Operai, lavoriamo per vivere in miseria e fare debiti e spesso non basta.

Operai non abbiamo niente da perdere da una rivolta.

Operai organizziamo il nostro partito

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