Turchia, Usa, curdi, Irak

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Turchia, Usa, curdi, Irak

Asia Times 120424

Usa, Turchia e curdi iracheni si alleano

M K Bhadrakumar

– L[k]asse Turchia, Arabia Saudita, Qatar contro la Siria, e contro il primo ministro sciita iracheno al-Maliki: parola d[k]ordine isolare l[k]Iran.

– Con comune obiettivo di indebolire l[k]influenza regionale iraniana, Usa e Turchia coordinano le iniziative verso Siria e curdi iracheni.

– Erdogan sta promuovendo un[k]alleanza tra il leader curdo iracheno, Barzani),e i sunniti del vice-presidente iracheno, Tareq al-Hashemi contro lo sciita Maliki.

– Turchia-Siria: la Turchia, pressoche’ isolata tra i paesi dell[k]area, teme che Damasco faccia rivivere la sua vecchia alleanza con il PKK, e spera nell[k]aiuto di Barzani contro di esso. Barzani dovrebbe convincere il KNC (Kurdish National Congress), da lui appoggiato – il maggiore dei vari gruppi curdi siriani, tra loro divisi – a collegarsi con l[k]opposizione siriana, che ha base in Turchia.

o Alcuni dirigenti del PKK e 1/3 dei suoi quadri sono di origine siriana.

o I curdi siriani, che sono circa il 10% della popolazione, in cambio dell[k]appoggio alla Fratellanza musulmana e ad altri gruppi dell[k]opposizione siriana chiedono l[k]autonomia per la regione curda dell[k]Est Siria, dove ci sono giacimenti petroliferi.

o Da vedere se Barzani (conferenza nazionale curda prevista per giugno ad Arbil) riuscira’ a tenere sotto controllo il nazionalismo curdo, sparpagliato in Turchia, Iran, Siria, Armenia, Azerbaijan, Georgia e Libano, convincendolo a scegliere la linea della rivendicazione di maggiore autonomia dentro i vari singoli Stati, come richiesto dagli Usa.

o Messo alle strette, il governo siriano potrebbe accettare la formazione di un[k]area autonoma curda, la seconda lungo i confini turchi, il che incoraggerebbe anche i curdi turchi a rivendicare l[k]autonomia.

o Erdogan non puo’ fare una mossa di anticipo per risolvere politicamente la questione curda se prima non normalizza le relazioni con la Siria e l[k]Irak non si stabilizza.

– A favore dell[k]alleanza Turchia-Curdistan:

o l[k]interscambio e’ in forte crescita, rappresenta oltre la meta’ del totale Turchia-Irak, che e’ di $12MD; la Turchia fornisce uno sbocco commerciale al Curdistan, in particolare con i suoi oleodotti per il suo petrolio.

– Ma, nonostante le promesse di Barzani di combattere il PKK nel Nord Irak, Ankara teme che, come in precedenza, non mantenga la promessa dato che nel Nord Irak il PKK gode di ampio appoggio tra i peshmerga curdi.

o Barzani e’ inoltre una figura controversa in Curdistan, e’ un capo tribale che si impone con la violenza; con il suo clan famigliare controlla terra, proprieta’, risorse e finanze; ma questo sistema autocratico inizia scricchiolare; gli strati curdi piu’ acculturati (piccola, media borghesia) cominciano a mostrare insofferenza.

o Uno strumento di manovra nei suoi confronti nelle mani di Turchia e Usapetroliferi sono i contratti ottenuti da gruppi turchi, americani ed altri (di cui nessuno conosce le condizioni) da cui Barzani trae enormi profitti.

– Gli Usa ora sostengono Barzani contro Maliki per i propri interessi geopolitici.

o A novembre 2011 Barzani ha siglato con ExxonMobil contratti di esplorazione per sei campi petroliferi in Curdistan, contro l[k]opposizione del governo federale di Maliki, che rivendica l[k]esclusivita’ delle concessioni a gruppi esteri. Il governo federale ha escluso ExxonMobil dalla prossima offerta (30.05.2012) per i diritti di esplorazione per gas e petrolio in 12 nuovi blocchi nell[k]Irak occidentale e centrale (con riserve per 29 000 MD piedi cubici di gas e 10 MD di barili di petrolio).

– L[k]Amministrazione Obama prende esempio dal cinismo e duplicita’ di Henry Kissinger verso i curdi iracheni, svenduti nel 1975:

mentre ne sostiene le aspirazioni nazionali, come arma per destabilizzare il regime di Baghdad, non vuole che vincano perche’ sarebbe destabilizzante per la regione, in particolare per il maggiore alleato americano, la Turchia.

Inoltre Obama fa in modo che i gruppi americani facciano lucrosi affari nei campi petroliferi del Curdistan, a prescindere dalla democrazia irachena o dalla sopravvivenza del regime di Damasco.

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