Nokia [k] Siemens si affida a James Bond.

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Nokia [k] Siemens si affida a James Bond.

Dopo Polesel ( ex dirigente Jabil e poi propietario di Competence da cui si e’ dimesso lasciando 70 milioni di debito, plurinquisito in varie regioni italiane per motivi simili cit. Corsera Roma 24-01-2012 ), incaricato da Nokia [k] Siemes per il lavoro sporco di licenziare 325 lavoratori di Jabil a Cassina de’ Pecchi, Nokia [k] Siemes si e’ affidata ad uno 007, nonostante strombazzi encomiabili caratteristiche etiche.
Nokia non aveva messo in conto la resistenza degli operai Jabil, – che occupano la fabbrica da 4 mesi, col presidio sui cancelli da 10 – ed ora pensa di aggirare la richiesta della continuita’ produttiva, affidandosi allo 007 Carlo Del Bo, per svuotare la fabbrica dai macchinari e avere mano libera sull’area.

Lo 007 Carlo Del Bo.
1) Nel curriculum ufficiale Carlo Del Bo si presenta con la specializzazione di [k]supportare i clienti nella progettazione e soluzione della sicurezza[k].
2) La sua formazione comincia a meta’ degli anni 80, con un [k]Master of Arts in Business intelligence[k]. (Tradotto e semplificato: spionaggio industriale), conseguito nientemeno, udite udite, nella filiazione della Universita’ di Malta, in una Universita’ privata a Roma.
3) Alla Northeastern University di Boston nel 1988 [k] 1999, Carlo Del Bo si specializza in [k]Giustizia Criminale[k]. Un ossimoro degno dell’autentico James Bond.
4) Ormai in carriera lo troviamo a capo della Sicurezza del gruppo Gucci, dove viene denunciato e va sotto inchiesta a seguito – come scrivono i giornali del periodo [k] degli accertamenti della squadra mobile che lo accusano di aver violato banche dati riservate, compresa lo Sdi del ministro degli Interni.
5) Nel 1990 [k] 1991 Carlo Del Bo alla Universita’ Bocconi di Milano, supera brillantemente il [k]Master in Security Management[k].
6) All’Universita’ Cattolica di Milano nel 2005 [k] 2006 frequenta il corso [k]Criminology[k].

Ma perche’ Nokia ricorre agli 007?
I casi sono 2: o Nokia ha sbagliato cavallo, oppure considera gli operai che rifiutano il licenziamento, alla stregua di pericolosi criminali.
Resta da chiedersi se agli occhi di Nokia, a dar lustro alle credenziali di Carlo Del Bo, siano i giorni da lui passati in galera, in seguito all’ordinanza del gip di Firenze Anna Sacco, che lo accusa, insieme ad altri 11, di [k]associazione per delinquere finalizzata alla rivelazione di segreti d’ufficio, alla corruzione di pubblico ufficiale e all’accesso illecito a banche dati[k]. Accuse nate, come scrive il quotidiano [k]Il Tempo[k] da azioni di spionaggio dai sistemi informativi del ministero degli Interni, della Difesa, e delle Finanze. Gli indagati sono accusati da PM Ettore Squillace Greco, di associazione a delinquere, corruzione rivelazione di segreti d’ufficio e accesso abusivo di sistemi informatici. L’inchiesta era partita dal suicidio di un poliziotto nel 2006, che veniva compensato dagli investigatori privati per le informazioni rese. (Corriere della Sera ed. fiorentina 22- 12- 2010).

Forse Nokia ha bisogno dello spionaggio e dei servizi quasi segreti, per vincere la resistenza degli operai licenziati da Jabil che occupano la fabbrica per la sua continuita’ produttiva?
Si vuole piegare la resistenza degli operai con la soluzione militare?
A questo serve l’aggancio con gli spioni?

La soluzione della continuita’ produttiva della ex Jabil, non puo’ venire dagli 007.

27 aprile 2012 (Da ricerche effettuate dai lavoratori licenziati da Jabil )

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