CONTINUA LA PROTESTA

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Centinaia di manifestanti si sono scontrati con la polizia a tre giorni dai funerali di un attivista ucciso nei tumulti scoppiati nella notte fra venerdi e sabato scorsi, il giorno prima del Gran premio di Formula 1.

I manifestanti hanno lanciato molotov e pietre, mentre la polizia ha risposto usando gas lacrimogeni.
Tra gli slogan della manifestazione: ‘Il popolo vuole rovesciare il regime’ e ‘Abbasso Hamad’, cioe’ il re Hamad bin Isa al Khalifa, appartenente alla dinastia sunnita che governa un Paese in cui la maggioranza della popolazione e’ sciita.

Le ultime settimane sono state caratterizzate anche da un addensarsi di tensioni sul caso dell’attivista per i diritti umani Abdulhadi Al Khawaja. Condannato all’ergastolo per “atti sovversivi contro il governo”, versa in critiche condizioni di salute dopo oltre due mesi di sciopero della fame. Di cittadinanza danese, la monarchia del Bahrein ne rifiuta l’estradizione nonostante le pressanti richieste di Copenhagen.

Il Bahrain, che a differenza degli altri Paesi del Golfo, non ha particolari risorse energetiche, e’ un elemento chiave nello scacchiere filo-occidentale dell’area e ospita la base della Quinta Flotta americana. Soprattutto per questo nel corso di questi 14 mesi le proteste della maggioranza sciita, che si dice discriminata dalla dittatura sunnita dei Khalifa, hanno trovato scarso sostegno diplomatico da parte dell’Occidente e poca attenzione da parte dei grandi media.


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