LA STRAGE DEI MIGRANTI

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L’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (Apce) ha approvato con 108 voti favorevoli su 151 il rapporto con cui si chiamano in causa Italia, Spagna e Malta, oltre che la Nato, per la morte di 63 migranti avvenuta nel Mediterraneo nel marzo del 2011. Nel votare il dossier l’assemblea ha rifiutato tutti gli emendamenti presentati dai rappresentanti del Ppe della delegazione italiana. Questi miravano a eliminare la parte del testo in cui si asserisce che l’Italia, come primo Paese ad aver ricevuto la chiamata di sos, era da considerarsi responsabile per il coordinamento degli aiuti.
CHI E’ RESPONSABILE? – Questo il motivo per cui 9 dei 13 membri della delegazione italiana presenti in aula hanno votato contro il report [k]Vite perdute nel Mediterraneo: chi e’ responsabile?[k] redatto dalla parlamentare olandese Tineke Strik. [k]Cosi si e’ affermato un precedente con cui si stabilisce che il primo Paese che riceve un sos ha l’onere di prestare i soccorsi[k], ha sottolineato Luigi Vitali (Pdl), presidente della delegazione italiana, aggiungendo che [k]tuttavia questo non e’ un principio contenuto in alcuna norma vigente[k]. Secondo la relatrice, invece, la norma esiste ma non ha ancora valore vincolante.

ALMENO 1500 MORTI NEL 2011 – Nel dossier l[k]Apce denuncia che [k]nel 2011 almeno 1500 persone hanno perso la vita cercando di attraversare il Mediterraneo[k] e che il caso in questione e’ stato oggetto d’inchiesta perche’ ritenuto [k]particolarmente efferato[k]. Una piccola imbarcazione che aveva lasciato Tripoli nel marzo 2011 con a bordo 72 migranti (tutti provenienti dal Corno d’Africa, in maggioranza eritrei), e’ stata ritrovata al largo delle coste libiche, dopo due settimane alla deriva. Secondo le testimonianze dei 9 naufraghi sopravvissuti (giudicate [k]credibili[k] dall[k]Assemblea) un elicottero e una [k]grande nave militare[k] avevano avvistato l[k]imbarcazione in pericolo senza prestargli soccorso.

FORTEZZA EUROPA – Secondo il blog Fortress Europe, che da anni monitora le morti nel Mediterraneo raccogliendo le storie dei sopravvissuti e dei famigliari delle vittime, [k]dal 1994 nel solo Canale di Sicilia sono morte almeno 6.226 persone, lungo le rotte che vanno da Libia, Tunisia e Egitto verso le isole di Lampedusa, Pantelleria, Malta e la costa sud orientale della Sicilia. Piu’ della meta’ (4.790) sono disperse. Il 2011 e’ stato l’anno piu’ brutto: tra morti e dispersi, sono scomparse nel Canale di Sicilia almeno 1.822 persone. Ovvero una media di 150 morti al mese, 5 al giorno: un’ecatombe. E senza tenere conto di tutti i naufragi fantasma, di cui non sapremo mai niente[k].

Andrea de Georgio

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