RUBANO, RUBANO, RUBANO……

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repubblica.it

La rete dei faccendieri vicini a Cl
sul business delle cliniche private
Nell’inchiesta che ha portato a sei arresti, in manette anche Pierangelo Dacco’ e l’ex assessore Antonio Simone (Sanita’). I due grandi lobbisti si sono spartiti negli anni oltre 30 milioni di euro. E i testimoni nominano anche il governatore: “Pago Dacco’, e’ uomo di Formigoni”. Tra le finte superconsulenze spunta uno studio sulla vita su Marte
di PIERO COLAPRICO
Roberto Formigoni
MILANO – Il San Raffaele prima, e ora la fondazione Maugeri, titolare di una ventina di cliniche in tutt’Italia: la procura milanese attacca e mette in carcere. Trova conti esteri e paradisi fiscali. Fatture che sembrano fasulle e probabilmente lo sono. Consulenze tragicomiche, come una ben retribuita, che indaga nientemeno che sulla possibilita’ di vita su Marte. E che cosa ne sapra’ mai di vita extraterrestre uno come Pierangelo Dacco’, ciellino di stretta osservanza, abile a moltiplicare i beni terreni? Uno sbattuto in carcere dal 15 novembre per la bancarotta da un miliardo del San Raffaele, un genio nello scavare la fossa che mangia i quattrini pubblici sotto i piedi di ospedali e cliniche private?

Questi arresti vecchi e nuovi in Regione e dintorni, gli scandali nel mondo della sanita’ padana sembrano diventare, come ai tempi di Tangentopoli, una rubrica fissa. E una rubrica fissa e’ pure l’atteggiamento di Roberto Formigoni, presidente della Regione e amico intimo degli ultimi arrestati. Soprattutto del colosso Antonio Simone, ex assessore alla Sanita’ negli anni della Milano da bere, implicato in Mani Pulite, prescritto, prosciolto: qualsiasi cosa accada, il Celeste Formigoni non c’entra, dice. Non sa, e non immaginava.

“Ho stipulato contratti di consulenza fittizi con Pierangelo perche’ quest’ultimo era un uomo di Formigoni”, mette pero’ a verbale
una delle persone arrestate ieri, Costantino Passerino, direttore amministrativo della fondazione Maugeri. e’ un duro colpo: e’ una verita’ assoluta, sinora sussurrata, quella che adesso emerge nelle carte giudiziarie. Il Celeste viene riportato con i piedi per terra. Per i magistrati non e’ stato difficile inquadrare, intorno alla Maugeri, un grumo di societa’ di ricerca scientifica che sono in effetti “scatole vuote”. Sono state scoperte operazioni che hanno trasportato all’estero circa 56 milioni di euro: un’enormita’ di denaro entrata – sostengono gli investigatori – nell’orbita non marziana, ma terrestre, di Simone & Dacco’, i gemelli della consulenza.

Le opposizioni, dopo i cinque arresti di ieri, protestano, com’e’ ovvio. Ma va detto che nessuno, nemmeno a sinistra, sinora osa affrontare di petto due questioni politiche e umane davvero cruciali. La prima: la sanita’ pubblica va gestita come se fosse un’azienda simile alla Fiat? Oppure la salute dei cittadini implica qualcosa di diverso dal controllo di qualita’ di un’automobile? C’e’ bisogno davvero di cosi tanti “consulenti” e manager che nessuno sa bene che cosa fanno?

Seconda questione: “Fare lobby” e’ un reato o no? All’estero esiste il cosiddetto “traffico di influenze”, sono stati tracciati i confini delle raccomandazioni. e’ un reato che si vuole da tempo introdurre in Italia, forse ci riuscira’ il governo dei tecnici. Ma adesso essere “amici”, stare nelle cooperative o nella Compagnia delle Opere a scambiarsi favori a molti zeri con gli amministratori locali, diventa reato di “associazione per delinquere”? I pubblici ministeri dicono di si, aggiungono per Simone anche il reato di riciclaggio, per Dacco’ l’appropriazione indebita.

Non e’ un mistero il ruolo dei ciellini lombardi intorno al San Raffaele, storia gravata dal suicidio di Mario Cal e dalla morte improvvisa di don Luigi Verze’, e intorno alla fondazione Maugeri. E tanti conoscono l’importanza degli amici di lunga data proprio di Formigoni, di questi due fedelissimi di don Giussani diventati milionari, proprietari di yacht, palazzi, persino aerei che vendono (o fingono di vendere a un prezzo che non esiste, e chissa’ quante volte) al San Raffaele. E di questi ciellini finiti in manette, nessuno paga le tasse che deve in Italia. Moralmente, stando a quanto ha detto ieri il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, non sarebbero degni di dirsi italiani. Ma penalmente possono cavarsela?

Dacco’ e Simone da piu’ di dieci anni rappresentano la stessa “cosa”. Nei quattro mandati politici di Formigoni, e’ stato calcolato, i due si sono spartiti circa 30 milioni di euro. E ben otto milioni Dacco’ li ha razziati, secondo l’accusa, dal San Raffaele, dove ne ha fatti sparire, o sprecare, altri 35. Pero’, suggeriscono gli avvocati, controllate: non c’e’ un euro che esce da questi due per andare ad altri soggetti. Li “parcheggiano”, dunque, per assicurare la vecchiaia della lobby o di qualche amico? Puo’ darsi, ma come dimostrarlo? Se Dacco’ paga le vacanze del Celeste, lo fa perche’ glielo deve o perche’ sono “amici” come altri della fraternita’?

Lo schema di Dacco’&Simone e’ ripetitivo. Prevede contratti con grandi gruppi della sanita’ privata. E come mai ottengono tanto successo? Perche’ sugli ospedali pubblici si risparmia, l’occhiuto Formigoni sorveglia gli sprechi, e si taglia. Invece, sulle strutture private sponsorizzate dalla lobby ciellina arriveranno – emblematico il caso del San Raffaele – molto velocemente e copiosamente i fondi pubblici da parte della Regione Lombardia. Sara’ un caso, ma Dacco’ comincia la carriera con enorme rapidita’ proprio quando Formigoni viene eletto. Firma lui i contratti di consulenza, poi Simone, amico sia suo che del Celeste, gli manda una fattura, e riceve una fetta della torta.

Dal 2002 i due “aiutano” la fondazione Maugeri e riescono a realizzare un affarone nella Sicilia dove regnava, prima della galera, Toto’ Cuffaro, Udc: perche’ invece di trasportare al Nord i malati per la riabilitazione, non si rimettono a posto le strutture locali e li si tengono la’? Non ci sono studi speciali, o analisi. Eppure l’idea basta, “passa”, e un bel po’ di quattrini arrivano a Dacco’ & Simone. Per il Celeste queste consulenze dei suoi amici di ferro sono “cose private”, in fondo “anonime”, e che ne sapeva lui? In verita’ – e adesso e’ a verbale – questo anonimato valeva per gli estranei. E non vale piu’: esiste adesso un’inchiesta, per stabilire se si e’ lobbisti, o criminali.

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