MAGNETI MARELLI, RSA FIM TROPPO VICINE ALLA FIOM

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venerdi, 30 marzo 2012 ore 15:56

Magneti Marelli, la Cisl rimuove le sue rsa: “Troppo vicine alla Fiom”

Dopo lo sciopero unitario dei metalmeccanici per un cambio di orario di un collega, la Fim rimuove i suoi rappresentanti. Gli iscritti gia’ restituiscono la tessera. Michetti: “Devono adeguarsi agli accordi Fiat”

Lo stabilimento della Magneti Marelli
di Gianvito Rutigliano

Modugno – Il conflitto tra gruppo Fiat e operai e’ aspro in tutta Italia, ma le rappresentanze dei lavoratori all’interno degli stabilimenti spesso rispondono in maniera compatta. Eppure non tutti i sindacati sembrano d’accordo sulle forme di lotta utilizzate: la Fim-Cisl ha sostituito i suoi tre rappresentanti sindacali aziendali in Magneti Marelli. La goccia che ha fatto traboccare il vaso sarebbe l’aver aderito allo sciopero spontaneo di lunedi, nato per solidarizzare con Giovanni Spilotros, storico operaio e sindacalista Fiom-Cgil a cui era stato modificato il turno di lavoro in modo “unilaterale e provocatorio”, secondo i metalmeccanici.

“Si e’ trattato dell’ultimo di una serie di episodi – ci dice Gianfranco Michetti, segretario generale della Fim Bari – che ci hanno portato a questa scelta sofferta. Nessuna espulsione ancora, stiamo riflettendo in queste ore”. Dietro la sostituzione si celerebbe una contiguita’ con la Fiom che i vertici non nominano, ma che appare chiara: “Hanno fatto scelte che sono sembrate piu’ funzionali ad altre organizzazioni sindacali – continua Michetti – che alla nostra. E non si puo’ tollerare un comportamento cosi”. E ancora sulla condizione in fabbrica che gli operai hanno definito insostenibile, aggiunge: “Gli accordi con Fiat sono stati firmati in maniera legittima, pur facendo scelte impopolari e vanno rispettati. Non si possono tutelare privilegi acquisiti come quelli di Spilotros con proteste non concordate. Se in fabbrica ci sono problemi si puo’ organizzare un raffreddamento prima e un eventuale sciopero successivo”.

Nello stabilimento della zona industriale, nel frattempo, i tesserati Fim stanno cominciando a ritirare la loro iscrizione. Questa mattina, nel primo dei tre turni quotidiani, gia’ 60 su 200 operai Cisl hanno abbandonanto il sindacato. “E’ una scelta che non comprendiamo – ci dice Antonio Garofalo, uno dei tre rappresentanti revocati – siamo stati convocati e c’e’ stata trasmessa la decisione senza la minima discussione. Gestire l’azienda e’ ancora piu’ difficile con la nuova contrattazione, mentre le segreterie fanno scelte scellerate. Noi avevamo un forte sostegno dei colleghi essendo stati rsu (quindi votati dai colleghi, ndr) e due di noi (Libero e De Stasio) sono sindacalisti storici in MM. E la scusa dello sciopero di lunedi non regge, visto che hanno aderito tutti indistintamente. La democrazia sui posti di lavoro adesso diventa un problema prioritario: i lavoratori cominciano a temere di aver perso il diritto al dissenso e temono anche di poter scioperare. In Fim rimarranno in pochissimi”. L’unita’ sindacale che i confederali decantavano fuori dai cancelli rischia di rompersi.
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