PESI E CONTRAPPESI

PESI E CONTRAPPESI (ASSEMBLEA PUBLICA CASSI INTEGRATI A POMIGLIANO)
Apro facebook e tra gli eventi mi trovo l’invito dei compagni della FIOM (ASSEMBLEA PUBBLICA il 29-03-2012 A POMIGLIANO DEI CASSI INTEGRATI ). Vado a leggere il commento, cioe’ il testo dell[k]invito:
Siamo ormai giunti al dunque fra un anno circa scadra’ la cassa integrazione per cessazione attivita’ ed il famigerato accordo sindacale che doveva salvaguardare i posti di lavoro di tutti e’ evidentemente naufragato, come da tempo noi sottolineavamo, il terrore di perdere il posto di lavoro oramai e’ fatto acclarato e non abbiamo piu’ molto da perdere. Ecco perche’ vi chiamiamo a questa assemblea perche’ siamo stanchi dei proclami e delle promesse, vogliamo avere fatti concreti sul nostro ritorno in fabbrica con tempi certi e siamo disposti a lottare fino in fondo per ottenere questo.Il peggioramento delle condizioni interne alla fabbrica sembra ormai assodato e quindi lotteremo per rientrare e per cambiare quelle condizioni disumane. Per tutti questi motivi sopra elencati abbiamo bisogno di restare insieme e di provarci non e’ piu’ il tempo di aspettare, partecipare e’ un vostro obbligo se volete ritornare a lavoro, noi vi spiegheremo cosa fino ad ora abbiamo prodotto e poi insieme decideremo quale percorso intraprendere per tutelarci il nostro futuro e’ nelle nostre mani.
Cazzo, dico fra me, si sono decisi finalmente a mettere in piedi delle iniziative di lotta volte a rispondere seriamente all’arroganza di Marchionne! Il giorno dell’assemblea mi appresto a raggiungere il luogo prestabilito pieno di speranza. Sono presenti piu’ di 100 operai e con i tempi che corrono, con l[k]azienda che sta scegliendo uno ad uno quelli che rientrano al lavoro, il numero non e’ da poco. L’introduzione inizia con ricordare le varie iniziative della Fiom nell’affrontare l’attacco da parte dei vertici Fiat e che con la scadenza della cassa integrazione e l’attacco sul articolo 18 c’e’ bisogno di fare in fretta per cercare di intraprendere iniziative di lotta. Poi c’e’ stato l’intervento di Tommaso Pirozzi, un operaio ex Fiom, poi ex Flmu, che ha sottolineato la poca incisivita’ della Fiom nell[k]intraprendere iniziative mentre adesso e’ arrivato il momento di fare sul serio e di incominciare a presidiare con una tenda i cancelli della fabbrica. A queste parole si sono susseguiti applausi di approvazione.
Gli interventi successivi specialmente quelli dei compagni della Fiom, compreso quello del responsabile regionale dell’auto Amendola, sono tesi a sminuire la proposta di Tommaso perche’, per loro, non bisogna mettersi contro i compagni che sono entrati in fabbrica ma si deve prima costruire un percorso per indire una manifestazione a Pomigliano, contarci e poi eventualmente andare a presidiare. Nell’intervento, Amendola inizia con sottolineare gli sbagli fatti precedentemente, ad incominciare da quello del 2002 sul tmc2, cioe’ sull[k]aumento dei ritmi accettato dalla Fiom con la promessa, mancata, del rilancio dello stabilimento. Amendola sottolinea anche che la Fiom non si puo’ prendere la responsabilita’ della eventuale chiusura di Pomigliano. Secondo lui, poiche’ gli investimenti previsti non potranno mai ottenere la fuoruscita dalla crisi, la Fiat utilizzera’ qualsiasi occasione per prendere la palla al balzo e dire che a Pomigliano non si puo’ lavorare e chiudere cosi lo stabilimento. Ma con questo discorso, penso io, praticamente noi operai potremo fare solo passeggiate, lotte per finta e appelli a Napolitano, visto che appena ci muoviamo sul serio la Fiat chiude e se ne va. Se accettiamo il punto di vista di Amendola, la cosa piu’ [k]dura[k] che possiamo fare sono le cause. E infatti, non manca il contributo di uno degli avvocati della Fiom, di cui non ricordo il nome, il quale ci spiega le varie iniziative giuridiche messe in campo dalla Fiom e qui qualcuno tra gli operai ricorda quelli di Melfi che pur aver vinto la causa individuale stanno fuori dalla fabbrica. Su questo chiarisce tutto l[k]intervento di Rosario Monda, che porta proprio come esempio la sua esperienza. Pur avendo vinto una causa, anche in maniera definitiva, e’ rimasto fuori per tre anni senza salario ed ha potuto resistere grazie alla sua volonta’ e alla solidarieta’ di altri operai. Rosario spiega come la causa non sia bastata a garantirgli il reintegro, ma come l[k]abbia ottenuto solo grazie alle iniziative che ha preso insieme ad altri operai, iniziative sia di denuncia sulla stampa sia di azioni fuori ai cancelli. Anche Rosario propone l[k]organizzazione di un presidio permanente all[k]Alfa, con l[k]obiettivo di bloccare la produzione. Parla poi una operaia della Irisbus, che ci spiega come la rottura dell[k]unita’ degli operai sia servita a far chiudere la loro fabbrica. Da segnalare anche l[k]intervento di Peppe Iannaccone, delegato RSU dell[k]Avio, che risponde a quanti hanno lamentato l[k]assenza di una sponda politica in parlamento. Iannaccone chiede a costoro se si ricordano cosa hanno combinato quelli di Rifondazione nel governo Prodi, e conclude che si ci vuole un partito, ma che deve essere fatto da noi operai.
Concludiamo l[k]assemblea con un mezzo appuntamento per un presidio alla Regione. Noi operai sappiamo tutti che non basta, che non potremo limitarci a queste passeggiate, ma almeno dopo mesi abbiamo ricominciato a vederci e a discutere.

Un operaio Fiat cassaintegrato di Pomigliano

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