AFGHANISTAN,CRESCE LA PROTESTA CONTRO LA NATO

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ANSA:
E’ salito ad almeno cinque morti – quattro secondo alcune fonti – il bilancio odierno delle violenze in Afghanistan, giunte al quinto giorno consecutivo, per il rogo del Corano nella base Usa a Bagram. Una vittima si registra nella citta’ di Mihtarlam, capoluogo della provincia di Laghman. Secondo fonti mediche locali,. almeno tre sono i morti a Kunduz, dove la folla ha cercato di dare l’assalto alla locale sede dell’Onu. Un altro morto in provincia di Logar.

Due consiglieri militari americani sono stati uccisi nella sparatoria avvenuta dentro al ministero dell’Interno afghano, edificio superprotetto nel cuore della capitale Kabul. Lo dicono fonti del governo afghano.

I due consiglieri militari americani uccisi oggi in una sparatoria all’interno del ministro dell’interno afghano a Kabul sono stati colpiti da “poliziotti afghani”, ha precisato una fonte governativa afghana che ha chiesto l’anonimato. Secondo alcune fonti, fra i due americani e i poliziotti vi sarebbe stato prima uno “scontro verbale”.

Secondo altre fonti, a uccidere i due militari americani – un colonnello e un maggiore – e’ stato un membro della delegazione afghana che li accompagnava. Ma non e’ chiaro se a sparare sia stato un afghano in divisa. Se cosi fosse si tratterebbe il secondo caso di questo tipo in quattro giorni, dopo l’ufficiale che martedi ha ucciso due militari Usa dopo la dissacrazione di copie del Corano nella base di Bagram. L’attacco odierno all’interno del ministero dell’Interno afghano ha impressionato gli osservatori perche’ si tratta di una delle strutture piu’ protette di Kabul.

Fonti locali hanno segnalato che almeno 1.000 persone hanno avviato un corteo per le strade di Kunduz City, prima sfilando in modo pacifico, ma poi alzando i toni della protesta, con nutriti lanci di pietre contro edifici governativi, con azioni incendiarie e con l’assalto alla locale sede dell’Onu. Il portavoce del governo provinciale, Sarwer Hussaini, ha indicato che la polizia, che aveva costituito una cintura di sicurezza, ha respinto i manifestanti sparando in aria, con un bilancio provvisorio di almeno cinque feriti. Kunduz e’ una delle cinque province dove oggi, insieme a Kabul, sono riprese per il quinto giorno consecutivo le proteste per la dissacrazione del Corano commessa da militari Usa della base di Bagram. Nei giorni scorsi il saldo delle vittime ha raggiunto quota 29, mentre i feriti sarebbero almeno 200 in tutto il paese. Le altre province coinvolte oggi sono Logar, dove ci sarebbe stato un morto e numerosi camion incendiati, Nangarhar, Paktia e Laghman. In quest’ultima, a quanto ha appreso l’ANSA da fonti mediche, i feriti hanno raggiunto quota 18. Centinaia di persone, infatti, hanno manifestato violentemente, anche con il lancio di pietre, davanti alla sede del governo provinciale.

Ormai gli assassini della NATO non sono al sicuro neanche nelle loro basi

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