LIBERALIZZAZIONI, 2.400 EMENDAMENTI LIBERALIZZAZIONI, 2.400

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LIBERALIZZAZIONI, 2.400 EMENDAMENTI

di Giovanni Innamorati

ROMA – I senatori non danno ascolto a Mario Monti che da Washington aveva auspicato ”modifiche minime” al decreto sulle liberalizzazioni: gli inquilini di Palazzo Madama hanno fatto piovere infatti 2.400 emendamenti in commissione Industria, che sta esaminando il provvedimento. In pratica le istanze di tutte le categorie, anche contraddittorie tra loro, hanno trovato in Senato almeno un difensore che le ha tradotte in emendamenti; prime tra tutte quelle degli avvocati. ”Non li ho visti ancora tutti”, si e’ limitato a commentare da Washington il premier.

Ma a far quadrato attorno al decreto e al governo ci pensano i gruppi di Pdl, Pd e Terzo Polo che tra giovedi’ e venerdi’ hanno dichiarato di volersi concentrare su pochi emendamenti, mentre i due relatori Simona Vicari (Pdl) e Filippo Bubbico (Pd) preannunciano l’intenzione di voler fare un lavoro di sintesi che si tradurrebbe in emendamenti comuni. Il presidente della commissione Cesare Cursi (Pdl) aveva facilmente profetato giovedi’ la pioggia di emendamenti: ”i senatori sono 315, ma a presentare proposte saranno 316”. Cosi’ e’ stato e alla prima lettura emergono nel complesso richieste che recepiscono tutte le richieste delle categorie sentite in audizione; naturalmente in contraddizione l’una con l’altra. Ed ecco cosi’ che sui farmaci c’e’ chi propone di estendere la vendita di quelli di ‘fascia C’ anche nelle Parafarmacie, e chi all’opposto invita a togliere la norma che impone ai medici di indicare nella ricetta il farmaco generico. Stesso schema sui carburanti, sui taxi e via dicendo. Gli avvocati hanno trovato diversi sponsor, specie nel Pdl, con emendamenti contro l’abolizione delle tariffe, contro le societa’ di professionisti con soci di capitale e contro il tirocinio durante l’universita’. Ma la quantita’ non deve spaventare, spiega la relatrice Vicari, perche’ molti emendamenti sono ”doppioni” e verranno cosi’ accorpati ed esaminati insieme.

Ma il principale motivo che induce a non essere pessimisti e’ la dichiarazione del presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, del suo vice Gaetano Quagliariello e del capogruppo in commissione, Enzo Ghigo: il Pdl in quanto tale ”si impegna” solo su ”un numero limitato” di emendamenti e non su tutti e 700 che portano la firma di un senatore azzurro. Anzi il Pdl ”appoggia” il decreto. Una dichiarazione analoga era stata fatta giovedi’ da Anna Finocchiaro, presentando i pochi emendamenti ufficiali del Pd. E anche il Terzo Polo, con Pier Ferdinando Casini, ha invitato a ”resistere all’assedio di categorie e corporazioni”. Vicari preannuncia dopo un primo confronto in commissione ”emendamenti di sintesi” da presentare assieme al suo collega del Pd Filippo Bubbico. E quest’ultimo addirittura dice che ”le cose possono mettersi bene”. Tra i temi oggetto di proposte dei relatori, spiega Vicari, banche, assicurazioni e Snam, con il probabile inserimento del tetto del 5% per le partecipazioni degli operatori, sul modello Terna e secondo la Direttiva Ue. Ad annunciare battaglia e’ Idv. Il capogruppo in Senato Felice Belisario, giudica ”timido” il decreto e spiega che il suo gruppo ha presentato proposte per renderlo piu’ incisivo su ”banche, assicurazioni, mercato dell’energia, trasporti”.

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